Donne che amano troppo di Robin Norwood

Donne che amano troppo di Robin Norwood
Donne che amano troppo di Robin Norwood fonte immagine https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/donne-che-amano-troppo-1/

L’amore, il Re dei sentimenti complessi. In questo manuale Donne che amano troppo, scritto dalla psicoterapeuta americana Robin Norwood, le protagoniste sono proprio loro, che hanno fatto dell’amore il veicolo trainante delle loro vite. Fino a farlo diventare un mostro.

Quelle donne che amano troppo

Cosa vuol dire concretamente amare troppo? Chi lo può spiegare con parole che siano semplici e che possano essere comprese con chiarezza da tutti coloro che prendono in mano questo libro, indistintamente dal sesso?

Robin Norwood mette nero su bianco, analizzando i comportamenti e soprattutto le cause di questi ultimi che possono portare una donna ad annullare se stessa in nome di un rapporto con un compagno o un marito, che per quanto loro vedano come il dipinto a colori che si incastra alla perfezione sulle pareti delle loro vite, è tutto fuorché qualcosa di equilibrato.

L’autrice svolge il suo ruolo di psicoterapeuta ormai da molti anni e proprio durante la sua esperienza si è specializzata nella gestione e risoluzione di problemi creati dalla dipendenza, soprattutto nel momento in cui questi sono legati ad un rapporto morboso con una persona.

Si tende a pensare che le dipendenze siano principalmente quelle che hanno a che fare con la droga, l’alcool, il cibo, il gioco d’azzardo. Questo non perché non ne esistano di altre e differenti, ma perché nella nostra società si sentono notizie e si parla principalmente di queste categorie.

Fino a pochi anni fa, non si poteva neanche lontanamente pensare che una donna di qualsiasi età potesse rendersi consapevole del fatto di avere un rapporto “sbagliato” da sempre con il proprio compagno o marito, aggiungendoci spesso anche la complicazione della presenza dei figli, frequenti spettatori silenziosi e sofferenti di una situazione che davvero non dipende da loro e della quale tenderanno ad avere un ricordo davvero tremendo.

Come poter mettere in atto una guarigione

Due soggetti si incontrano per caso: lo scambio di uno sguardo, di quelle poche parole, di quella complicità che sembra venire fuori prepotentemente durante gli appuntamenti successivi, l’incastro perfetto. Ma.

Ma c’è qualcosa, quel comportamento, quella stonatura che la donna nota subito e che in una situazione di solidità fisica e psichica allontanerebbe e le farebbe considerare con estrema attenzione quell’uomo. Invece no, la donna che ama troppo ci si butta a pesce, perché? Perché si crea la falsa illusione e la falsa speranza che possa risolvere lei quel comportamento sbagliato, che possa salvare lei quell’essere umano “rotto”, che possa modificarlo e plasmarlo a suo piacimento.

Quando arriva (perché arriva, sempre) la consapevolezza che queste pretese sono del tutto impraticabili, crolla tutto. In alcuni crolla il palazzo senza corpi sotto e dunque ci si fa poco male, ma nella stragrande maggioranza dei casi le vittime ci sono e il dolore che si può provare è enorme.

Questo dolore, questa sofferenza ha qualcosa di antico di solito: perché quella donna che ha amato troppo ha avuto un passato familiare turbolento, legato a traumi che possono essere più o meno grandi, più o meno violenti, che lasciano ferite profonde, che non si rimarginano più.

Da queste ferite mettono le radici insicurezze, timori, ansie: un pacchetto di sentimenti ed emozioni negative che portano la donna a non guardarsi più alla specchio con rispetto. Dunque non riuscendo lei per prima ad avere rispetto per se stessa e ad essere felice con il suo corpo, non può pretendere neanche lontanamente di esserlo con il proprio compagno.

Da questa spirale in discesa ci si può riprendere, ci si può risollevare e l’autrice si rivolge in questo libro proprio a quelle donne che non hanno perso del tutto la capacità di amare se stesse, ma l’hanno solamente seppellita sotto vari e spessi strati di sofferenza. Insieme a lei, possono provare a riguardarsi allo specchio, apprezzandosi nuovamente per quello che sono, provando ad amarsi di nuovo.

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