Giornata Nazionale della Legalità: arte e scuola contro la mafia

Giornata Nazionale della Legalità: arte e scuola contro la mafia
Opera di Gaetano Porcasi. Fonte: ilquotidianodipalermo.wordpress.com

Oggi, 23 maggio, ricorre il 28º anniversario della Strage di Capaci, attentato di stampo terroristico-mafioso in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Per non dimenticare il tragico episodio, ma soprattutto per educare i più giovani, è stata istituita la Giornata Nazionale della Legalità che come ogni anno prevede attività culturali, di studio e di ricerca per favorire lo sviluppo di una coscienza antimafiosa.

Opera di Gaetano Porcasi. Fonte: youtube.com

Scuola e solidarietà

 La Giornata della Legalità commemora in questa data anche la strage di via D’Amelio avvenuta il 19 luglio 1992, in cui rimase ucciso il magistrato Paolo Borsellino e i cinque uomini della sua scorta.

Dal 2002 il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Falcone promuovono la manifestazione che quest’anno ha per titolo “Il coraggio di ogni giorno”  essendo dedicata a quanti hanno operato per il bene del nostro Paese nei mesi di emergenza sanitaria.

Le celebrazioni avranno una forma diversa rispetto al passato a causa delle restrizioni necessarie al contenimento del coronavirus, ma alle 17.58 (ora in cui ebbe luogo la strage di Capaci) verrà deposta una corona di fiori in memoria delle vittime e si osserverà ugualmente il momento di silenzio sotto l’Albero Falcone.

Tutti i cittadini sono invitati ad affacciarsi dai balconi di casa appendendo uno striscione o un lenzuolo bianco e cantando l’Inno d’Italia, come gesto di solidarietà nei confronti di chi ha sacrificato la propria vita per il bene comune.

Lo slogan “il mio balcone è una piazza” può essere promosso e condiviso tramite i social con gli hashtag: #ilmiobalconeèunapiazza, #PalermochiamaItalia, #ilcoraggiodiognigiorno, #23maggio2020.

Anche la scuola è da sempre impegnata nella lotta alla criminalità organizzata e come ha recentemente ribadito la Ministra Lucia Azzolina

“[…] spesso è stata l’unico avamposto di legalità, l’unico riferimento per chi vive in ambienti difficili. E nonostante le tante difficoltà, continuiamo a essere impegnati, a battere palmo a palmo il territorio nazionale perché nessuno sia lasciato indietro”.

Su questa scia il CNDDU (Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani) ha lanciato delle iniziative per far sì che gli istituti scolastici avviino percorsi che possano portare alla conoscenza delle principali organizzazioni criminali con le relative conseguenze sulla società civile.

Il Coordinamento ha proposto anche un flash mob consistente nella pubblicazione dell’immagine di Falcone e Borsellino con un pensiero o una frase ricordo inserita dagli studenti, che verrà pubblicata sulla piattaforma Classroom.

Emanuele Modica, Omertà. Fonte: palermomeriodionews.it

Arte e legalità

Nel corso del tempo l’arte, in tutte le sue forme, ha lanciato messaggi sociali per cercare di sensibilizzare e di risvegliare le coscienze degli uomini; anche di fronte a tematiche scottanti come la criminalità organizzata l’arte non si è tirata indietro ed ha dato vita ad una pittura antimafia che conta artisti valorosi. Tra di essi non possono essere dimenticati i tre siciliani Gaetano Porcasi, Emanuele Modica e Giuseppe Fava.

Il primo è Gaetano Porcasi, artista originario di Partinico, comune in provincia di Palermo noto per essere stato a lungo la roccaforte delle cosche mafiose.

La pittura di Porcasi si muove in questo contesto, è intrisa di rabbia ed è un’aperta denuncia ai legami esistenti tra Cosa Nostra e  la politica, come si può constatare dalle opere in cui ne accosta volutamente i volti.
Come ha rivelato in una recente intervista il suo non è coraggio, ma desiderio di verità che manifesta trasformando un fatto di cronaca in un’immagine che parla da sola, con l’obiettivo di creare “un’epidemia della bellezza e dell’arte” che racconti la storia del nostro Paese, con le sue vittime e i suoi carnefici.

Il secondo protagonista è Emanuele Modica, artista ottantenne noto come il “pittore della tenda”. Tale appellativo si deve al fatto che dal 1969 creò a Palermo la “Tenda”, ovvero una mostra itinerante aperta a tutti al cui interno esponeva le opere e all’esterno cartelli e scritte contro la mafia.

La vocazione artistica di Modica si manifesta a 23 anni in seguito all’assassinio del padre, tuttavia la sua vendetta non si attua con la lupara, bensì con l’uso dei pennelli.

La mafia è costantemente rappresentata sotto forma di piovra gigante che tutto cattura ed ingloba, così ad esempio in Omertà i volti con le bocche chiuse e gli occhi spalancati per la paura sono intrappolati dai tentacoli di una piovra che piomba dall’alto. Il suo vuole essere un grido di dolore disperato per scuotere gli animi e stimolare la riflessione.

Opera di Giuseppe Fava. Fonte: nuoveedizionibohemien.it

Il terzo personaggio è infine Giuseppe Fava, artista, giornalista e intellettuale italiano assassinato nel 1984 da Cosa Nostra.

La sua produzione artistica è stata attenzionata in tempi recenti e lo scorso febbraio è stata allestita una mostra a Catania con una settantina di sue opere tra dipinti ad olio, incisioni e disegni realizzati dalla fine degli anni Cinquanta sino alla morte. Giovanna Mori ha sottolineato come Fava abbia usato un linguaggio originale e forte. La sua pittura è da definire profondamente etica, descrive il male e il bene ma in modo etico, ed è raro trovare questo in pittura.

Fava è stato un personaggio simbolico che ha lottato con tutti i mezzi a sua disposizione denunciando le attività della criminalità organizzata di Catania relative al traffico di droga. Da quando assunse la direzione del Giornale del Sud lo trasformò in giornale coraggioso; ripeteva spesso “a che serve essere vivi se non c’è il coraggio di lottare?”.

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook