Omofobia. Rendere quotidiano ciò che ancora è considerato diverso

Omofobia. Rendere quotidiano ciò che ancora è considerato diverso

Il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, un momento in cui l’uomo viene esortato a fermarsi un attimo per riflettere sul fenomeno in questione e su quanto sia ancora lunga la strada da percorrere per abbattere le barriere della discriminazione e dei pregiudizi. Sensibilizzare per rendere quotidiano ciò che ancora oggi è considerato diverso.

In una società standardizzata come la nostra si tende a cassare ciò che non si comprende, etichettandolo come sbagliato e prendendolo di mira con vili attacchi verbali, fisici e psicologici. La storia ci insegna che il diverso viene da sempre individuato e bannato, per essere poi eliminato come impuro. L’omosessualità è peraltro anche parte delle vittime dimenticate di uno dei periodi più bui della storia mondiale, il nazismo.

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Omofobia. L’isolamento ci renderà migliori?

Gli anni passano, le menti si aprono e nuovi orizzonti vengono mostrati all’uomo. Le nuove generazioni crescono quindi immerse in una realtà complessa, un caleidoscopio di sfaccettature etniche, religiose, sessuali e di pensiero che paradossalmente però non genera i frutti sperati. Ancora oggi infatti è persistente il fenomeno discriminatorio. L’odio ingiustificato e il bigottismo abbondano sulla bocca di grandi, giovani e bambini, spesso per moda, con superficialità e ignoranza del fenomeno stesso.

L’isolamento ci renderà migliori, la quarantena aiuterà a comprendere se stessi e l’altro e a porre le basi di un nuovo mondo, queste le parole che abbiamo tanto sentito ripetere durante il delicato periodo che stiamo affrontando, ma è così? No, le vicende di odio protagoniste indiscusse di questi giorni ne sono la prova. Anche Francesco Guccini in un’intervista a Rai Radio 1 aveva sottolineato la propria sfiducia nella capacità umana di imparare dalla storia.

Anche dopo l’11 settembre si diceva che sarebbe cambiato tutto ma non è cambiato nulla. Non impareremo nulla neanche stavolta. Temo proprio di no, sono abbastanza cinico da questo punto di vista. È nella natura umana il dimenticarsi presto delle tragedie passate per riprendere la vita di sempre.

Cosa fare? Arrendersi di fronte all’evidenza dell’ipocrisia umana e della scarsa memoria? Non avrebbe senso. È necessario fare la differenza, trasformare la propria vita in un piccolo esempio per gli altri, combattendo una battaglia che può non sembrare nostra. In fin dei conti è semplice infondere coraggio, svelando il fenomeno dal tabù che lo opprime e rendendo consueto un argomento considerato da troppe persone ancora proibito.

Omofobia. L’arte come veicolo di pensiero

L’arte è il miglior modo per abbattere le barriere, uno strumento universale di diffusione di idee. Ma non è sempre stato così. Solo di recente, infatti, la libertà di espressione sta iniziando a occupare il posto che merita, dando la possibilità a tutti di raccontarsi senza il timore della censura del politicamente corretto. Nel 1948, il grande Pasolini compiva con difficoltà uno dei suoi pochi coming out, una confessione improvvisa all’amico Franco Farolfi, dopo anni di silenzi e di paure.

La mia omosessualità è entrata ormai da vari anni nella mia coscienza e nelle mie abitudini e non è più un Altro dentro di me. Ho dovuto vincerne di scrupoli, di insofferenze e di onestà…ma infine, magari sanguinante e coperto di cicatrici, sono riuscito a sopravvivere salvando capra e cavoli, cioè l’eros e l’onestà. Cerca di capirmi subito e senza troppe riserve; è un capo che devi doppiare senza speranza di poter tornare indietro. Mi accetti? Bene. Son molto diverso dal tuo amico ginnasiale e universitario, vero?.

pasolini

La paura di non essere compresi, neanche da chi è parte di noi da una vita intera. Un cammino arduo di accettazione di sé in primis e poi di ricerca del coraggio per mostrarsi nudi di fronte ai propri affetti. Rimanendo legati al tema del coraggio, come manifesto musicale per la Giornata internazionale contro l’omofobia abbiamo pensato a una canzone dei Villagers dal titolo Courage, un brano d’amore che però è anche un invito a compiere il cammino catartico che porta alla libertà di essere se stessi.

Took a little time to get where I wanted
It took a little time to get free
It took a little time to be honest
It took a little time to be me

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