La buona novella

La buona novella

Cosa lega Fabrizio De André, la storia della vita di Cristo e l’arte? La risposta ce la fornisce Danilo Angeletti, illustratore e fumettista residente a Cisterna di Latina, autore delle opere che invadono lo spazio suggestivo della cripta Borromeo a Roma.

Come sottolinea la curatrice, Dott.ssa Elisa Cianfoni, la novità della mostra non è tanto da vedersi nel tema della sofferenza di Cristo che trova il suo apice nel momento della Crocefissione, quanto nella tecnica utilizzata per raccontare la storia: il fumetto ed il linguaggio immediato e chiaro dell’illustrazione. Tale scelta se da un lato contribuisce ad emancipare questa categoria per troppi anni considerata come arte minore e sussidiaria, dall’altro fa entrare lo spettatore all’interno della scena: ecco, quindi, che risulta fondamentale il punto di osservazione ravvicinato, una linea che racconta e descrive e non si perde in superflui intellettualismi grafici.
Come si evince da alcune delle immagini qui riportate, la drammaticità degli eventi non viene edulcorata e resa più appetibile, ma viene rappresentata nella sua crudezza, una crudezza che raccoglie la disperazione dell’uomo e dell’umanità tutta.

In un’epoca che ha perso tutte le coordinate, La buona novella diventa metafora di una nuova speranza; sarebbe erroneo pensare che questa sia solo una mostra a tematica religiosa: è, infatti, una storia, un racconto che trova le sue radici anche nell’album omonimo di Fabrizio De André.

Lo spettatore potrà senza difficoltà rendersi conto del sottile fil rouge che lega l’opera di Angeletti con il celebre cantautore italiano: se le parole e la musica di De André raccontavano e raccontano a tutt’oggi le emozioni del nostro paese, il nostro vissuto, i nostri peccati e controsensi svelando un uomo senza maschera, Angeletti parla con il suo tratto di una vicenda biblica simbolo della Cattolicità ed essa stessa, ormai, in qualche modo, tradizione del nostro Paese.

L’esposizione diventa, dunque, il grafico parlare di una voce fatta di segni di inchiostro, la voce silenziosa di un cantastorie odierno. Se, infatti, oggi troviamo con difficoltà cantautori pronti ad esternare con le loro note la realtà e la disperata gioia che ci circonda, la nostra controversa umanità, l’arte copre tale apparente mancanza proponendoci i nuovi menestrelli della nostra epoca: fumettisti ed illustratori.

L’apparente semplicità del gesto diventa espressione prediletta per esporre e presentare la complessità dell’animo umano: se le parole hanno perso l’intensità del significato, la poetica artistica può permetterci di mantenerci vivi, forse sordi ma ancora non ciechi davanti alla speranza di una buona novella.

La buona novella, fino al 8 giugno 2013, Cripta Borromeo, vicolo del Grottino 3/b, Roma.
Orario di visita: 15.00 – 19-00.

 

Giulia Jurinich

4 giugno 2013

 

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