I kill Giants, un fumetto che ci insegna ad affrontare la vita

I kill Giants, un fumetto che ci insegna ad affrontare la vita
Fonte immagine: baopublishing.it/prodotti/kill-giants-titan-edition/

I Kill Giants è quel fumetto, quella lettura, che ti piomba per caso tra le mani, tra tantissime altre e, sempre per caso, quasi dimentichi di volerla leggere per via di quel suo nome particolare e quella sua copertina dail rosso acceso ma dai disegni semplici, violenti, ma che lasciano tanto spazio bianco e senza colore.

“Un’altra opera sui giganti?” mi sono detto quando per la prima volta trovai per caso il volume ad un fiera del fumetto nell’oramai lontano 2010, e dato che stavo già facendo altre letture sull’argomento (come l’Attacco dei Giganti solo per citarne uno) decisi di lasciar perdere. Eppure quella copertina bianca e rossa mi tormentava, al punto tale che, rivedendola per caso in questi giorni mi sono deciso a dargli l’opportunità che meritava. E ne sono rimasto decisamente abbagliato.

i kill giants fumetto
fonte immagine: baopublishing.it/prodotti/i-kill-giants/

I kill Giants, i giganti e Barbara Thorson.

Ho iniziato la lettura del fumetto edito da Bao Publishing quasi svogliatamente, ma subito dopo le primissime pagine non potevo più staccarmi dalla lettura di quello che penso sia il fumetto che mi ha affascinato maggiormente in questo periodo di letture forzate causate dalla pandemia, perché una domanda continuava a frullarmi in testa: ma cosa sono i giganti?

Il fumetto di Joe Kelly e Ken Niimura ci farà infatti entrare nella vita di Barbara Thorson, una semplice ragazzina come tante altre “alternative” che siamo soliti trovare negli anime o nei manga.

La classica “tipa strana”, di quelle che ascoltano musica rock ed amano i giochi di ruolo, di quelle ribelli che non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno, di quelle che nascondono un segreto, ma che viene svelato, il più delle volte, alla fine del libro.

Ma Barbara non nasconde il suo segreto, anzi, lo dice nero su bianco nelle primissime pagine della graphic novel, lei uccide i giganti..o meglio, è quello che si sta preparando per fare!

Eppure il fumetto è ambientato in una normalissima cittadina americana, e Barbara passa le sue giornate tra scuola, giochi di ruolo, liti con le bulle della scuola e la sua goffaggine nel trovare nuovi amici, e tra queste attività cerca di ritagliarsi  il tempo per prepararsi all’arrivo di questo misterioso gigante, che diventa man mano una sua ossessione.

Nessun elemento fantasy, se non alcuni piccolissimi esserini che solo Barbara sembra vedere, ma niente che faccia pensare ad uno stravolgimento fantasy della storia, che rimane sempre in bilico tra il mistero e la realtà. Solo la casa di Barbara metterà qualche elemento di horror sulle tele dei disegni, lasciandoci immaginare un qualcosa di misterioso nelle stanze superiori.

I giganti nella vita di tutti i giorni

Cos’è un gigante? Questa domanda suonerà spesso nella mente del lettore intento a leggere il fumetto, e le risposte che Barbara darà ad ogni persona che gli chiederà la stessa cosa, sapranno sempre e solo di bugie, o di trovate, perché non esistono creature alte come palazzi nella vita di tutti i giorni, no?

Ma come sto per fare io in questo articolo, I Kill Giants cambia registro nel giro di poche pagine, mettendo il lettore davanti a quella che è la vera natura dell’opera, prima in modo pacato, facendoci assaggiare sulla nostra pelle la negazione di Barbara all’idea che quanto sta ascoltando sia vero, per poi accompagnarci lungo tutto il processo di accettazione che la ragazza dovrà affrontare per sconfiggere questo gigante.

Dato che da questo punto in poi risponderò alla domanda su cosa sono i giganti, e non voglio fare spoiler a chi è intenzionato a leggerlo, vi consiglio di acquistare il volume di I Kill Giants di  Joe Kelly e Ken Niimura ed edito da Bao Publishing se vi ho un minimo incuriositi, per poterlo scoprire da soli. Altrimenti buon proseguimento di lettura.

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Immagine tratta dall’anteprima di lettura su baopublishing.it/prodotti/i-kill-giants/

Cos’è un gigante?

Se le scene incentrate all’interno della casa dei Thorson vi hanno incuriosito all’inizio, con il loro classico stile horror da fumetto, sicuramente sarete stati colpiti dai dialoghi disperati della sorella di Barbara, la quale, in preda ad una crisi di nervi inizierà a parlare di ciò che c’è nelle stanze di sopra, ma Barbara non vorrà ascoltare quelle parole ed anche a noi lettori sarà impossibile leggerle.

Vivremo infatti la negazione di Barbara vista dai suoi stessi occhi, e sentiremo la rabbia crescere dentro di noi quando sarà la bulla della scuola a sedare tutti nostri dubbi ed a infierire sulla povera ragazza, sventolando ai quattro venti la situazione precaria della mamma malata.

Ma le pagine voleranno in questo punto del fumetto, perché non c’è più tempo, tutti si accalcano su Barbara, cercando di riportarla alla realtà ma lei deve prepararsi ad affrontare la sua sfida, e non basteranno la vicinanza dell amica Sophie o della psicologa della scuola. Bisogna abbattere questo gigante, non possiamo lasciare che prenda la mamma.

La guerra è ormai alle porte, il martello preparato con tanto amore da Barbara risveglia il suo potere misterioso, il gigante arriva, indomabile e fuori dalla nostra portata, ma non abbiamo paura, siamo cocciute e la nostra mamma non sarà la sua preda, mai.

I Kill Giants ci mette di fronte un dramma immenso, abissale, come quello della malattia di una persona cara, di una madre, e lo rappresenta come uno scoglio insormontabile, un gigante appunto, un titano per l’esattezza, di quelli che non si possono sconfiggere.
Ma Barbara è cocciuta e non vuole arrendersi mai e per quanta paura possa avere, o quanto coraggio possa dimostrare, dovrà sfidare il gigante faccia a faccia, solo lei può farlo.

Ma dopo tutto i giganti non esistono, almeno non nella vita reale di una piccola cittadina americana, e dopo averlo quasi sconfitto, esso ci parlerà dicendo che non era venuto qui per la mamma, ma per noi. Perché quel titano, altro non è che un nostro gigante, uno scoglio nella nostra vita, qualcosa contro il quale non possiamo arrenderci, ma che non possiamo nemmeno sconfiggere, ma solamente superare, con la forza ed il coraggio che risiedono dentro noi stessi.

Una metafora davvero toccante e che porterà il lettore alla fine della graphic novel di I Kill Giants con una grande malinconia, e che ci farà stringere intorno a Barbara nel momento più buio che una bambina può vivere durante la sua vita, ovvero la scomparsa prematura della madre malata.

Metafora che viene rappresentata anche nel mondo reale dell’opera, che giustifica il brutale gigante trasformandolo in una tempesta che si abbatterà sulle coste della città e che farà rischiare la vita di Barbara, la quale verrà risucchiata dal mare in quell’occasione senza che l’amica possa far niente per aiutarla.

I Kill Giants è quel fumetto che consiglio di leggere a tutti, di quelli con i tratti semplici ma che accompagnano il lettore per mano, facendoci vivere una storia cruda e dura, ma allo stesso tempo dolce e tenera grazie a dei disegni semplici e puliti e che sanno trasmettere molte emozioni anche senza dover per forza sottolineare con le parole.

Di quei fumetti che ci fanno provare tenerezza nella cocciutaggine della protagonista, ma che alla fine riescono a farci domandare “cosa avrei fatto io, se fossi stato al suo posto?” aggiungendo quel tocco magico in più che ci farà sorridere ogni volta che guarderemo la copertina di i Kill Giants in una libreria.

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