Solidarietà virtuale: dall’Ermitage un omaggio all’Italia

Solidarietà virtuale: dall’Ermitage un omaggio all’Italia
Il Palazzo d’Inverno Fonte immagine: Wikipedia

Nel periodo di emergenza sanitaria sono molte le iniziative adottate dal Bel paese allo scopo di tenere in casa i cittadini, dare loro la possibilità di lavorare da remoto e formarsi mediante corsi gratuiti online, attivati per cercare di arginare l’impatto economico-sociale del Coronavirus. Le proposte culturali e creative in cui imbattersi sono innumerevoli e spaziano dall’arte alla letteratura passando dalla musica all’architettura, per arrivare alla storia.

Paesi europei ed extra-europei stanno dando manforte all’Italia in termini economici o culturali e, tra questi, degna di nota è la Russia che, come segno di vicinanza e solidarietà, ha introdotto dal 26 marzo visite guidate virtuali dai musei dell’Ermitage in lingua italiana. L’obiettivo è far conoscere i capolavori conservati nelle sale del museo russo e intensificare i rapporti tra i duei Paesi.

Un breve excursus sull’Ermitage

Con il nome di Ermitage si indica generalmente il complesso architettonico di edifici realizzati tra il XVIII e il XIX secolo, ovvero: il Palazzo d’Inverno, il Piccolo Ermitage, il Grande Ermitage, il Nuovo Ermitage e il Teatro dell’Ermitage.

Il primo nacque come residenza imperiale e fu commissionato dalla zarina Elisabetta di Russia, ma completato in seguito alla sua morte. Accanto al Palazzo d’Inverno nel 1764, la zarina Caterina la Grande si fece costruire un “piccolo rifugio” cui diede il nome di Petit Ermitage e nel 1772 pose le basi della collezione del museo acquistando da un mercante berlinese alcune centinaia di dipinti di autori olandesi, fiamminghi e italiani. La collezione raccolta crebbe al punto tale che il “piccolo rifugio” non bastò a contenerla e si richiese la costruzione di nuovi edifici.

Da allora con il nome di Ermitage vennero indicati i cinque edifici sopra elencati. A questi ultimi se ne sono aggiunti di nuovi ed oggi esistono filiali sia in Russia che all’estero: Las Vegas, Amsterdam, Londra e Venezia.

Con la nostra Penisola il museo pietroburghese ha un legame particolare come testimonia la città di Venezia, inserita nel progetto Ermitage Italia, che ha consentito l’apertura di un centro di ricerca per la catalogazione delle opere italiane dell’Ermitage.

Il grandissimo complesso museale russo contiene circa tre milioni di opere d’arte, ma per motivi di spazio ne sono esposte solo sessantamila. Vi sono inoltre sezioni dedicate alle antichità egizie, greche e romane, agli argenti russi ed altro ancora.

Un’ultima curiosità riguarda i “gatti dell’Ermitage”. Nel XVIII secolo si riscontrarono ingenti danni nel Palazzo d’Inverno a causa dell’infestante presenza di ratti; per porvi rimedio l’imperatrice Elisabetta ordinò nel 1745 che venissero introdotti dei gatti per dare la caccia ai roditori. Da quel momento la situazione migliorò nettamente ma, a causa dei tragici eventi che dall’inizio del secolo scorso coinvolsero la Russia, la popolazione fu ridotta alla fame e morirono tutti gli animali. Dagli anni ‘90 i felini sono tornati ad occupare i sotterranei del museo pietroburghese ed ogni tanto è possibile scorgerli nei cortili. Anche se non gironzolano più nelle sale espositive, i gatti faranno sempre parte della storia di questo museo.

visita guidata ai musei dell'Ermitage
Gatti all’Ermitage, Fonte immagine: Pinterest

Gli appuntamenti virtuali

Il 26 marzo è andato in onda in streaming il primo dei dieci appuntamenti con l’Ermitage; a prendere la parola è stata Olga Macho, capo del settore per l’Educazione pubblica all’Ermitage che ha guidato la visita in italiano. Si comincia con una passeggiata nelle sale di gala del Palazzo d’Inverno (residenza invernale degli zar russi) i cui ambienti sono stati ridecorati nei decenni successivi.

La prima sala ad essere esaminata è quella dedicata a Pietro il Grande, le cui pareti risultano interamente ricoperte di velluto rosso di Lione con ornamenti in filo d’argento dorato. Dopo aver attraversato la sala degli stemmi e la galleria, la visita si conclude con la spiegazione della sala del trono o sala di San Giorgio, decorata sulla base dei disegni di Giacomo Quarenghi. Tutta la sala è in marmo bianco di Carrara con adorni realizzati in Italia.

Il primo incontro virtuale ha registrato un grande successo di pubblico, riuscendo ad inserirsi nei trend di YouTube con circa 240.000 visualizzazioni.

La seconda visita si è tenuta pochi giorni fa e ad accompagnarci tra i capolavori è stata Irina Artemieva, condirettrice di Ermitage Italia e studiosa dell’arte italiana.

La visita si concentra principalmente sulle sale del Nuovo Ermitage, costruito per volontà dello zar Nicola I intorno alla metà dell’Ottocento. L’edificio fu progettato come un museo aperto al pubblico, ma fa anche parte dell’abitazione della famiglia imperiale per cui possiede decorazioni sontuose.

Come già anticipa il titolo del video i protagonisti sono i maestri veneziani e la veduta; vengono prese ad esame le opere di artisti quali Canaletto, Guardi e Marieschi che hanno innovato il senso della luce e la tecnica di rappresentazione pittorica.

visita guidata ai musei dell'Ermitage
Canaletto, Ricevimento dell’Ambasciatore imperiale a Palazzo Ducale, 1726-1727, olio su tela, Nuovo Ermitage, San Pietroburgo. Fonte immagine: Hermitage Museum

L’incontro virtuale si conclude con un augurio e con la speranza che la quarantena possa trasformarsi in un momento produttivo poiché, proprio all’interno di quattro mura, artisti di tutti i secoli hanno prodotto le loro opere migliori.

Dal canale YouTube di “The State Hermitage Museum” apprendiamo che le prossime visite saranno intitolate: passeggiando all’Ermitage; gli antichi etruschi e romani; gli anni di Leonardo e di Raffaello; il restauro degli affreschi della scuola di Raffaello; dietro le quinte: il Giovanni Battista di Tintoretto; il guardaroba degli zar;  una passeggiata nel Palazzo dello Stato Maggiore, tra Otto e Novecento e il restauro delle pietre dure: restauratori al lavoro nelle sale del Palazzo d’Inverno.

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