E così volevi fare lo scrittore di Giuseppe Culicchia

E così volevi fare lo scrittore di Giuseppe Culicchia
Come diventare uno scrittore Fonte Immagine: https://it.freepik.com/

Scrittori si nasce e non si diventa? Ad ascoltare il piccolo vademecum E così vorresti fare lo scrittore di Giuseppe Culicchia, non si direbbe. Aneddoti e consigli nel racconto di uno scrittore torinese doc.

E così vorresti fare lo scrittore

La cultura è ampia, la cultura è vastità. Più ci si guarda intorno, più è possibile rendersene conto. E per essere così grande, ha bisogno di essere alimentata costantemente non solo da chi ne usufruisce (e dunque, si arricchisce), ma soprattutto da chi ne diventa il fautore.

L’oggetto libro ha un suo creatore, senza il quale inevitabilmente non potrebbe esistere e nemmeno affacciarsi alla vita. Parliamo dunque dello scrittore, colui il quale decide di prendere le proprie gambe, infilarle sotto un tavolino o una scrivania, davanti a un quaderno o un computer per dare vita ad una storia di qualunque tipologia essa sia.

Giuseppe Culicchia, nato a Torino nel 1965, è uno degli esponenti di questa categoria che attraverso i secoli si è evoluta, è cambiata (come si è modificata anche la percezione di quest’ultima), fermo restando un caposaldo fondamentale. Non tutti possono fare gli scrittori, Culicchia stesso è il primo ad ammetterlo, insieme ad un’altra grande verità, che però è imprescindibile per poter tentare questa carriera: lo scrittore deve leggere tanto e deve avere una (innata) capacità di osservare ciò che succede intorno a sé. Con gli occhi, con la mente, con il cuore.

L’autore del libro comincia a raccontare una parte degli aneddoti che riguardano la sua vita, iniziando da quello che probabilmente il 50% dei lettori sogna (o ha sognato) di fare nella propria vita: lavorare in una libreria. Proprio da quell’umile mestiere lui è partito, come osservatore della vita dei lettori: le loro domande, le loro richieste, i loro gusti personali.

Tutti potenziali protagonisti delle sue future storie e se ve lo domandate: sì, anche la signora con il cane che depositava i suoi bisogni sempre e solo nel momento in cui varcava la soglia della libreria.

Le tre categorie: Brillante Promessa, Solito Stronzo e Venerato Maestro

Secondo Giuseppe Culicchia colui che intraprenda la scalata del successo con il suo primo romanzo, attraverserà inevitabilmente alcune fasi, che possono variare a seconda di quanto il soggetto scrittore sia più o meno scafato e con l’occhio più lungo di quanto dia a vedere.

Per questo lui per primo prova a dare alcuni piccoli consigli (basandosi certamente sulle sue esperienze personali): mai fidarsi ad esempio di un contratto in cui l’editore o presunto tale ti chiede dei soldi. O ancora, mettersi nell’ottica che le bozze sono fondamentali e, dunque, rivedere sempre la prima e perché no anche la seconda e sentirsi liberi di chiamare il proprio editore nel momento in cui lo scrittore si renda conto che qualcosa non torna nel suo testo e lo voglia immediatamente correggere. Non tenersi dubbi, mai.

Quali sono dunque queste tre categorie?

In primis viene la Brillante Promessa: hai trovato un editore, hai scritto un romanzo, sei nuovo, anzi nuovissimo nel panorama editoriale. Se tutto va bene ti verrà appiccicato in fronte il bollino come sulle banane, ma sul tuo ci sarà scritto, appunto, Brillante Promessa. Come tale vorrai dunque andare magari al programma “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, perché così puoi fare la tua marchetta e farti conoscere? O magari andare al programma della Bignardi? O al più una bella intervista su Vanity Fair? Magari, o magari arriva l’articolo sul quotidiano locale. Però ehi, sei pur sempre una Brillante Promess.

In secundis arriva il Solito Stronzo: bene, il primo romanzo è stato pubblicato, ti sei goduto il tuo successo. Ti hanno lodato (ma anche criticato), ti hanno fotografato, magari ti hanno riconosciuto per strada, ti hanno recensito su Instagram, su Facebook, su Anobii. Ancor prima che arrivi il secondo romanzo, ecco che ti inserisci di prepotenza nella seconda categoria: il Solito Stronzo. Il passaggio è automatico e non dipende affatto dalla volontà dello scrittore, insomma succede e basta. Il mondo editoriale e culturale va avanti, come procede la vita di tutti (soprattutto quella dei lettori, le cui menti vengono inondate dalle novità ogni santo giorno) e proprio nel momento in cui tu scrittore esordiente ti senti il Nuovo, domani ci sarà già un Nuovissimo.

Infine arriva il Venerato Maestro: come sottolinea lo stesso Culicchia, questo è quello stadio al quale lo scrittore arriva in corrispondenza quasi della pensione. A qualcuno prima, a qualcuno dopo. Ti liberi dell’etichettatura precedente, ti fai dispenser automatico di consigli e di piccoli accorgimenti per quelle che saranno le nuove Brillanti Promesse.Insieme a ciò, diventerai anche il potenziale autore di pre/post fazioni per tutti coloro che vogliono avere quella carta vincente per essere notati tra gli scaffali. Perché tu in fondo ti sei anche guadagnato il premio del “è uno scrittore che indubbiamente sa il fatto suo”.

Tra il serio e il faceto, Culicchia fa indubbiamente sorridere e riflettere con questo suo piccolo manuale e arricchisce. Cosa che la cultura fa, costantemente e senza fermarsi mai.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook