The Dark Side of the Moon. Il lato oscuro dove incontrarsi

The Dark Side of the Moon. Il lato oscuro dove incontrarsi
The dark side of the moon Fonte Immagine: http://www.pinkfloyd.com

Il 24 marzo del 1973 viene pubblicato The Dark Side of the Moon, l’album più venduto dei Pink Floyd e tra i più venduti al mondo, con 50 milioni di copie. Rimarrà per 723 settimane consecutive nella top 200 degli Stati Uniti.

Il concept del concept album

Primo concept album della band, composto propriamente ad otto mani sotto la guida di Roger Waters, è considerato il culmine della loro produzione artistica; mette a tema una tra le condizioni più critiche e profonde dell’esperienza umana: la pazzia, la follia della vita e dell’uomo, esattamente il «lato oscuro della Luna». Ma esiste – e l’accennata affermazione che conclude l’album pone l’accento su questo – un lato oscuro della Luna? Non è essa tutta scura?

Tanto il lato A quanto il lato B si concretizzano in un percorso continuo; ogni traccia è un passo del cammino spesso insano dell’esistenza, che si traduce però in un’esperienza musicale unitaria: dalla vita che traspare in Breathe alla morte in The Great Gig in the Sky, pezzo costituito dai vocalizzi della cantante Clare Torry.

Tutto l’album invoca l’uomo, le sue domande, paure e conflitti: il rapporto col tempo, con la precarietà delle cose, con la smania del successo. Il battito cardiaco che introduce i pezzi è il battito di tutti, di chi scruta l’abisso di sé. Di chi, ancor di più, sente sfuggire sé dalle mani e dalla testa, sente di perdere la ragione propria e delle cose. È forse questa perdita di ragioni il dato che precede la follia ed ogni atto folle, sia esso il principio di una splendida follia d’amore o di una povera introflessione. Sembra che quest’ultimo sia l’angolo da cui l’album prende le mosse, ispirato all’esperienza di Syd Barrett – compositore e leader dei Pink Floyd ai suoi albori – logorato da problemi psichiatrici e dalla droga.

Non solo le parole, ma tutta la musica di The Dark Side of the Moon accompagnano questo percorso sul filo dell’incombente pazzia, fino al pezzo più sofisticato, tutto strumentale, che porta la firma di Alan Parsons, tecnico del suono che dà anima ad Any Colour You Like.

L’album venne pubblicizzato già mesi prima rispetto a quando furono eseguite le registrazioni in studio; il tour successivo fu l’occasione per migliorare e perfezionare ogni dettaglio. Le registrazioni avvennero a Londra, in due momenti – tra il 1972 e il 1973 -, più precisamente negli Abbey Road Studios. Per la realizzazione vennero impiegate tecniche avanzatissime, tra le quali i loop, la multitraccia e sintetizzatori analogici. Le parole accennate in sottofondo, nelle tracce, si pongono come una sorta di trama filosofica, tratta dalle interviste alla band. Nel 2003 è stato pubblicato un documentario che ripercorre i momenti della realizzazione dell’album, Pink Floyd – The Making of The Dark Side of the Moon.

La copertina

“I’ve always been mad, I know I’ve been mad, like the most of us… Very hard to explain why you’re mad, even if you’re not mad…”

Come si fa a spiegare di essere matti, quando lo si è? E a spiegare a un matto di non esserlo? La pazzia o la follia mostrano il lato oscuro dell’essere umano e il limite di una conoscenza che si credeva totale, ma che lasciava fuori quel grande angolo di buio. La stessa copertina, tra le più celebri della storia della musica, parla di questo: laddove la vita, rappresentata dal raggio di colori dell’iride, irrompe nel prisma, cioè l’uomo, la realtà si accende, i confini si illuminano. (Curiosità: il raggio di luce, se paragonato alla consueta divisione dello spettro, comprende solo sei colori, ai quali manca l’indaco.)

Ancor oggi c’è chi, album a parte, acquista la tela di questa copertina per appenderla sul muro di casa. Forse a voler ricordare, quando la si guarda, le domande e le confusioni di cui l’album si fa portavoce: sulla vita, sulla società, sugli altri. Proprio «gli altri» concludono il percorso: gli altri a cui ognuno è accomunato, che non possono dirsi così pazzi perché la pazzia è di tutti; che stanno sotto al sole, ma possiedono sempre un lato oscuro. Ostacolo e intrigo. Anche se non ci si incontra sotto il sole, «I’ll see you on the dark side of the moon».

Le tracce (con un verso)

Lato A
Speak to Me
I’ve always been mad, I know I’ve been mad, like the most of us

Breathe
Breathe, breathe in the air.
Don’t be afraid to care.
Leave but don’t leave me.

On the Run
Live for today, gone tomorrow, that’s me

Time + Breathe (Reprise)
And then one day you find ten years have got behind you.
No one told you when to run, you missed the starting gun

The great gig in the sky
And I am not frightened of dying, any time will do, I don’t mind

Lato B

Money
Money, so they say
Is the root of all evil today.
But if you ask for a raise it’s no surprise that they’re
giving none away.

Us and them
Listen son, said the man with the gun
There’s room for you inside

Any colour you like
(instumental)

Brain damage
There’s someone in my head but it’s not me

Eclipse
Everything under the sun is in tune
Ma il sole è eclissato dalla luna

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