MArteLive. La sintesi artistica delle emozioni nelle istantanee di Silvia Struglia

MArteLive. La sintesi artistica delle emozioni nelle istantanee di Silvia Struglia
Silvia Struglia, VItamin C - CAN

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Silvia Struglia, vincitrice della sezione pittura del MArteLive 2019. L’arte di Silvia è una necessità di comunicazione, nata dopo l’esperienza universitaria in Erasmus, un modo per esprimere emozioni rimaste latenti per troppo tempo.

Grazie alla fusione tra le sue due più grandi passioni, la pittura e la musica, Silvia riesce a creare delle istantanee di una storia, raccontando visivamente i brani ascoltati come in una fotografia. I dipinti realizzati si basano sul getto di colore, che crea una sintesi emozionale ed esprime al meglio la sua pittura quasi impulsiva e “urgente”, la cui parola chiave è autenticità.

L’ascolto e la composizione avvengono in maniera simultanea, dando vita a delle paper songs, nate sotto la guida dell’inconscio. Ma la sua pittura non si ferma al rapporto con la musica. Eclettica e versatile, Silvia si propone infatti di creare istantanee di una storia anche in campo narrativo e psicologico, lavorando alla rappresentazione di fiabe e di spaccati di vita vissuta, riproducendo su carta le proprie impressioni.

Silvia Struglia
         Foto: Silvia Struglia live

Il tuo progetto artistico unisce musica e pittura, spiegaci. Com’è nata l’idea?

L’idea è nata da sé, spontaneamente. Io non provengo dall’Accademia, quindi ho incontrato la pittura in un altro modo, in Erasmus. Frequentando Ingegneria – Architettura, che è una cosa un po’ diversa (anche se per me si fondono tutti i campi), ho seguito un corso di Sintesi dell’immagine in cui ci si allenava sostanzialmente a sintetizzare i processi che si osservavano. L’obiettivo era raffigurare delle coreografie, dando vita a un’impressione dell’evoluzione. Dopo la laurea ho deciso di prendere tutto ciò più sul serio e, partendo dall’idea folgorante della sintesi, ho applicato questa riduzione delle emozioni, un distillato, un po’ a tutti i campi. Amo la musica, ho anche un piccolo gruppettino, e l’idea di fonderla con la pittura è nata casualmente. Mi è sempre piaciuto disegnare, ma in maniera molto più riflessiva, con la tecnica del tratteggio per esempio. Con la pittura invece è possibile dar vita a delle istantanee di una storia, come in una fotografia. I miei dipinti sono nati accompagnati dalla musica, per cui un giorno ho provato a “vederla”, creando le mie paper songs. Il lavoro a cui sono più legata è Vitamin C, perché è un quadro che non doveva nascere, frutto del caso, creato per non sprecare i colori rimasti sulla tavolozza. È partito il brano dei Can, io ho iniziato a dipingere e ho finito quando la canzone è giunta al termine.

Definisci la tua arte un’urgenza personale. Perché?

Sono sempre stata una persona tendente a nascondere le mie passioni. A un certo punto però è scattato qualcosa, grazie alla pittura, e ho deciso di far sentire la mia voce. Meno tempo ho a disposizione, più riesco a comunicare. È un’urgenza personale perché è un modo per capirmi ed esprimermi. Ho infatti l’esigenza di condividere ciò che faccio e i miei quadri nascono istantaneamente, come una necessità.

Nude_Radiohead_ Silvia Struglia
  Silvia Struglia, Nude – Radiohead

Ti capita mai di dar vita a rappresentazioni diverse dello stesso brano musicale?

Sì, assolutamente. Per esempio, Disposition dei Tool è un brano riflessivo e psicologico che ha più cose da dire e ha quindi dato vita a una mia doppia rappresentazione. Per rendere la profondità del pezzo mi ci sono crogiolata parecchio. Una prima versione è nata mettendolo a loop e immergendomi completamente, dipingendo e cancellando, creando un quadro “pieno”. La seconda versione invece è più sintetica e ariosa, con più ossigeno, una sintesi stringata del pezzo.

Stai già lavorando ad altri progetti?

Sì, il connubio canzone e musica mi ha portato a collaborare nella realizzazione delle copertine dei vinili, è una cosa che mi appassiona tantissimo e che rientra nei miei progetti futuri. Mi piacerebbe anche solidificare il rapporto con la narrativa, iniziato già da qualche tempo raffigurando istantanee di alcune fiabe scritte da mio fratello. Inoltre, sarebbe bellissimo dipingere live durante i concerti o le coreografie. Infine, un progetto parallelo che sto portando avanti è “Raccontami una storia”, ovvero la creazione di quadri dedicati: le persone mi raccontano le proprie storie e su quelle impressioni io realizzo i miei dipinti, dando vita a delle sintesi psicologiche.

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