Un tuffo nella Natura: Uomini, boschi e api di Mario Rigoni Stern

Un tuffo nella Natura: Uomini, boschi e api di Mario Rigoni Stern
Natura Fonte Immagine: https://ilgiardinodipsiche.blogspot.com/2019/08/uomini-boschi-e-api.html

La nostra società ci impone di vivere a stretto contatto con la civiltà e dunque tutto ciò che è Natura lo si tende a considerare l’esatto contrario.

In questo romanzo tutto da riscoprire di Mario Rigoni Stern “Uomini, boschi e api”, forse abbiamo la concreta possibilità di comprendere come il mondo animale e vegetale siano la vera civiltà.

Un tuffo nella Natura: la vera salvezza nei momenti più bui

I luoghi riescono ad insinuarsi nelle nostre vite in punta di piedi (alle volte), mentre in occasioni differenti ci travolgono con la loro forma, con i loro suoni, colori e odori. Quando uno specifico posto è dentro la Natura, allora il discorso vira e cambia tono: nel momento in cui si insinua nel nostro cuore e nella nostra anima, non se ne andrà mai più.

Questo è il messaggio più grande che un piccolo romanzo come “Uomini, boschi e api” di Mario Rigoni Stern riesce a trasmettere, nella sua più piena completezza.

Questo piccolo gioiello da riscoprire si presenta come una raccolta di racconti, pubblicata nel 1980. Nella nota scritta dallo scrittore in prima persona che apre il libro, l’autore si rivolge al lettore con un tono quasi paterno ed educativo, comunicando con estrema onestà che ciò che si andrà a leggere riguarda luoghi paesani, ambienti immersi nella natura vivibile, ma anche insetti sociali che lavorano in maniera operosa come le api.

Nelle prime pagine di questo piccolo manuale di riscoperta della Natura, lo scrittore ripercorre alcune vicissitudini buie della sua vita, come quando venne deportato in un campo di concentramento nella Prussia orientale: durante questi terribili momenti fatti di paura, angoscia, fame e freddo lui prese l’abitudine di tenere un diario, in cui annotava non solo questi momenti tragici e tristi, ma anche quel piccolo particolare che gli riusciva a scaldare il cuore, come il verso di un animale.

Tutta questione di tempistiche lente

Scorrendo le pagine e andando avanti, l’autore racconta di storie vissute tra uomini e animali e natura, una triade che sembra quasi impensabile in un momento storico come quello che stiamo vivendo. Chi riesce davvero a fondersi fisicamente e spiritualmente con un boschetto che non presenta alcun rumore se non quello di un ruscello che scorre?

Ci sono persone che ci riescono, ce ne sono altre che fanno più difficoltà e questo è legato ad un fattore molto semplice e banale ossia: il mondo è bello perché vario, ognuno ha i suoi gusti e le sue passioni.

Leggendo questi racconti però salta all’occhio che questi perbenismi razionali possono anche essere presi e messi da parte per un secondo (ma anche fossero due…) per un ragionamento più grande: come Mario Rigoni scrive e argomenta per primo “Natura, ecologia e parchi naturali paiono parole riscoperte e di moda…. Ma questo argomento è tanto importante e serio che meriterebbe da parte di tutti la massima attenzione”.

Sappiamo tutti di avere una vita frenetica, veloce, anzi velocissima, in cui a dettare i nostri ritmi lavorativi e non sono ormai solo più i dispositivi tecnologici: Google Home, Alexa, Smartphone, orologi, tablet, computer.

La Natura invece ha ritmi lenti: i larici che diventano rossi sui cigli delle rocce, i pesci che guizzano improvvisamente tra le acque più o meno limpide dei torrenti, le api che instancabili raccolgono il nettare dai ciliegi in fiore, i caprioli che pascolano in primavera, le fronde degli alberi che si caricano durante le abbondanti nevicate invernali e che si piegano lentamente sotto quel peso sempre più grande.

Tutte la attività che l’uomo ha provato a coniugare insieme alla Natura si sono dovute adeguare ai tempi che lei per prima detta: le coltivazioni di alcune tipologie di ortaggi, che possono essere fatte solamente in alcuni periodi dell’anno perché non si può forzare in momenti sbagliati la crescita e la nascita di un qualcosa che non è ancora pronto per venire alla luce.

In questa breve raccolta di racconti, alcuni di questi scaldano il cuore e fanno sorridere, pur toccando alcune attività che ad oggi vengono e devono essere viste con un occhio ben differente: una di queste è ad esempio la caccia e in un racconto dal titolo “Segni sulla neve”, l’autore racconta di una lepre particolarmente sveglia e tenace, che nonostante fosse stata investita probabilmente da una macchina, era così attaccata alla sua vita e alla sua libertà da non farsi prendere dai segugi che sentivano l’odore del suo sangue.

L’autore ammira estasiato l’attaccamento alla vita di questa creatura che è costante perché non ha aiuti dall’esterno, a differenza dell’essere umano che è costantemente aiutato dalla società e da elementi estranei alla propria vita e che nonostante questo costante aiuto, non sia in grado di volersi bene, di attaccarsi alla propria vita, dimenticandosi del fatto che ne ha a disposizione una soltanto.

Un piccolo manuale, da leggere per la prima volta o rileggere in questo momento di sconforto generale, che permette alla mente di viaggiare in luoghi dove non esistono virus, non esistono quarantene, non esiste silenzio.

Esiste soltanto la Natura.

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