La donna e il serpente nelle fiabe del folclore italiano

La donna e il serpente nelle fiabe del folclore italiano
E. R. HUGHES, Terza notte, Terza fiaba. Biancabella e il serpente

Il serpente, spesso accostato a una figura femminile, è il personaggio principale di molte fiabe del folclore italiano. È possibile realizzare un quadro di questo fenomeno, cercando di individuare elementi comuni e creare gruppi di fiabe appartenenti allo stesso archetipo originario.

LA FANCIULLA RISANATA

Il tema della fanciulla risanata, menomata a causa dell’invidia femminile, pervade molta della letteratura folclorica italiana. Si può riscontrare in Biancabella di Straparola, nella fiaba La cieca della raccolta di De Gubernatis e ne Le tre sorelle di Comparetti. Qui è il serpente il vero protagonista, perché è lui a condurre alla risoluzione della situazione grazie al proprio ingegno. In Straparola per esempio troviamo la serpe Samaritana che risana la donna deponendole sugli occhi e sulle braccia un fascio d’erba.

Ne La cieca, invece, la serpe dona all’amica una nocciola, una mandorla e una noce, contenenti ognuna una meraviglia, e le dice di andare velata dalla regina per mostrargliele. Quest’ultima, sopraffata dalla propria vanità, decide di barattare i doni con gli occhi della fanciulla e con la concessione di dormire una notte nella stanza vicina al re. In questo modo, la ragazza riacquista la vista e riesce a farsi riconoscere dal suo sposo, portando alla risoluzione dell’intreccio.

Nella fiaba di Comparetti la vicenda non cambia, ma l’inganno è ordito con doni diversi, ovvero dei fichi e delle pesche richiesti dalla regina in dolce attesa. La fanciulla viene quindi risanata, ottenendo in cambio dei propri doni un paio di occhi e di mani e ricongiungendosi felicemente all’amato re.

L’INTERDETTO VIOLATO

L’interdetto violato è centrale nella storia di Melusina. Creatura fantastica metà donna e metà serpente, innamorata di Raimondino, riesce a coronare il suo sogno d’amore, chiedendo al suo sposo come unico limite quello di non interessarsi a lei di sabato, di non farle quindi domande sul modo in cui trascorrerà il proprio tempo quel giorno.

Melusina vola via
Melusina vola via dopo l’interdetto violato, illustrazione

Esortato dal fratello, però, il giovane spia di nascosto Melusina e scopre la sua vera forma. Colmo del timore di perdere la fanciulla amata, decide di non dire niente e di continuare a vivere serenamente con la donna. Ma l’essere umano è debole e, soprattutto nei momenti di ira, non riesce a tenere a freno la propria lingua; per cui un giorno, arrabbiato con Melusina, rivela a tutti la sua duplice natura. La fata allora vola via, ferita dall’interdetto violato.

In Sor Fiorante Mago di De Gubernatis, invece, la figlia di un boscaiolo decide di sposare una serpe per salvare la vita al padre, minacciato di perdere la testa. Il serpente conduce la sposa in un bellissimo palazzo e si trasforma in un avvenente giovane, vietando però alla ragazza di rivelare la sua natura e il suo nome. La protagonista viola l’interdetto, perdendo l’amato.

La tematica dell’interdetto violato si riscontra anche nella fiaba siciliana Lu sirpenti di Pitré, in cui la fanciulla tradisce la fiducia dello sposo serpentiforme e rivela la sua doppia natura. Dopo aver superato diverse prove, trova finalmente l’amato scomparso e si ricongiunge a lui.

GLI AIUTI

Anche la tematica degli aiuti elargiti da un essere soprannaturale zoomorfo ai protagonisti è centrale in diverse fiabe della letteratura folclorica italiana. Un esempio si può trarre da Il Drago di Comparetti. Qui l’ibrido è una cavallina che, per la paura che la propria padrona possa finire nelle fauci di un principe divenuto drago a causa di una maledizione, decide di darle tre crini da utilizzare in caso di pericolo. Trovatasi in una situazione svantaggiosa, la fanciulla sfrutta i doni ricevuti, creando tre ostacoli al dragone: una gran macchia, un fiume largo e la cavallina in persona, che lotta con il drago e lo uccide.

Li tre ri animale di Basile narra invece la vicenda di Tittone, fratello di tre fanciulle spose di re animali. Un giorno il giovane decide di andare a trovare le sorelle e, presentato ai mariti, viene accolto con gioia. Prima di lasciare le dimore, i re animali decidono di dare al cognato tre doni da utilizzare in caso di pericolo. Camminando, Tittone vede una bellissima ragazza nelle grinfie di un terribile dragone, chiamato “serpe tiranno”. Il giovane invoca l’aiuto dei cognati e, gettati per terra i doni ricevuti, appaiono accanto a lui i re animali (falcone, cervo e delfino), che combattono contro il nemico, sconfiggendolo. Grazie al soccorso prestato, alla fine della fiaba i tre animali riescono a rompere l’incantesimo e si trasformano in bellissimi giovani.

La figura dell’ibrido serpentiforme è quindi strettamente collegata a una antica maledizione, a un sortilegio che lo ha costretto a trascorrere una vita in sembianze zoomorfe, per poi liberarsi solo dopo aver superato diverse prove. È Melusina l’esempio principale di questa donna-serpente, una povera fata tormentata che vuole solo trovare finalmente la pace.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook