ArteFiera a Bologna per la sua 44a edizione

ArteFiera a Bologna per la sua 44a edizione
L'istallazione di Eva Marisaldi all'entrata del padiglione 18 di ArteFiera 2020

Si conclude l’intensa esperienza di ArteFiera Bologna alla sua 44a edizione, l’appuntamento annuale della città che porta alla ribalta una realtà galleristica nazionale ed internazionale viva ed attiva con il coinvolgimento di 155 gallerie divise in quattro sezioni. La direzione di Simone Menegoi e Gloria Bartoli affida quest’anno la novità di due progetti speciali, entrambi declinati in nuovi aspetti della fiera, rispettivamente a Laura Cherubini e Davide Ferri.
Accanto alla Main Section e a Fotografia e immagini in movimento, quest’ultima diretta come l’anno scorso dalla piattaforma (Fantom Selva Barni, Ilaria Speri, Massimo Torrigiani e Francesco Zanot) vengono proposte le sezioni di Focus e Pittura XXI sotto forma di interessanti progetti che puntano a sviluppare diametralmente l’assetto della fiera secondo un’idea di continuo aggiornamento.

Con un occhio al passato e un piede nel futuro Menegoi descrive Focus e Pittura XXI come delle “nicchie di eccellenza” a livello morfologico: l’una, espressione dell’arte del secondo dopoguerra ormai storicizzata e l’altra, rivelazione della produzione contemporanea al nostro secolo.

Conferenza Stampa ArteFiera Bologna, 2020

In un contesto vario come quello di ArteFiera si delineano, quindi, quattro linee perpendicolari che mettono in mostra tanto degli splendidi pezzi inediti di artisti già conosciuti quanto opere nuove, fresche ed intraprendenti in una dinamicità piacevole anche per chi potenzialmente non entra per acquistarle.
A rendere ancora più articolata l’offerta del Public Program fanno da cornice alcuni eventi collaterali quali sessioni di Talk, affidate a quello che il direttore ha chiamato il “content partner” della fiera, la rivista Flash Art, richiamando nella conferenza stampa il suo intenso lavoro sul lato didascalico della manifestazione; programmi di performance, organizzati grazie al progetto Oplà. Performing activities e curati da Silvia Fanti.
Ed ancora uno spazio dedicato all’allestimento di Courtesy Emilia-Romagna quest’anno affidato alla storica e critica d’arte Eva Brioschi, che per la mostra L’opera aperta si interroga, prendendo spunto dall’omonimo saggio di Umberto Eco, circa quanto questa dicitura sia ad oggi ancora attuale nelle collezioni della regione; infine il progetto speciale di Eva Marisaldi intitolato Welcome e presentato nella sua doppia conformazione: un’istallazione principale all’entrata della struttura, composta da dei grandi dirigibili gonfiabili, ed una seconda parte diffusa, fatta a frammenti e dispersa vicino ai punti ristoro della fiera in quanto l’artista per l’occasione cura dei disegni secondo un progetto riferito agli elementi dell’aria e dell’acqua.

L’istallazione di Eva Marisaldi all’entrata del padiglione 18 di ArteFiera 2020

Infine risulta fondamentale quest’anno il legame tra ArteFiera ed il festival ArtCity Bologna. Sapientemente coordinato da Lorenzo Balbi, già direttore del MAMbo, questo si integra perfettamente con lo spirito diffuso, ma concentrato di ArteFiera. Una serie di mostre ed appuntamenti collaterali per tre giorni si tengono gratuitamente per tutta la città ospitati da enti e fondazioni private come da ambienti dell’Alma Mater o della Cineteca.

La piccola Bologna si trasforma così in una culla fertile di concentrate esperienze artistico-culturali grazie ad un’offerta davvero valida che ospita ed ingloba le diverse arti, ma soprattutto punta a far confrontare la creatività umana e lo spazio che la ospita intavolando un continuo scambio di vedute circa il senso del rispetto e la cura da dedicare ad un territorio, tema ad oggi imprescindibilmente attuale.

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