Il Divisionismo La rivoluzione della luce, a Novara

Il Divisionismo La rivoluzione della luce, a Novara

Il Divisionismo La rivoluzione della luce è l’imperdibile mostra dal 23 novembre al 5 aprile 2020 al Castello Visconteo Sforzesco di Novara. La sua particolarità oltre alla curatela di Annie-Paule Quinsac, tra i primi studiosi del Divisionismo, sta nel fatto che la maggior parte delle opere in mostra, provengono da collezionisti privati.

Si tratta quindi di un’occasione irripetibile per gli amanti di questa avanguardia pittorica di fine 800, che nasce, come già la scapigliatura e il futurismo poi, a Milano.

La città lombarda è infatti la prima metropoli d’Italia dove trionfa lo sviluppo industriale e il progresso tecnologico. “Una città che sale”, dirà di lei Boccioni. Come salivano i contrasti sociali, i fermenti ideologici, le iniziative umanitarie. Ma anche i primi scioperi e le insurrezioni, come quella del maggio 1898, conclusasi con il massacro dei cannoni di Bava Beccaris.

La denuncia sociale, sia urbana che agricola (Le mondine), diventa linguaggio per molti divisionisti come Nomellini, Longoni (L’oratore dello sciopero), Pellizza da Volpedo, Morbelli.

Il divisionismo però non presenta un programma unitario; né come tematiche, né per divisione del colore, cui ogni artista arriva per percorsi diversi.

La I Triennale di Brera del 1891, segna l’ Uscita ufficiale di questa avanguardia il cui promotore è Vittore Grubicy de Dragon (1851- 1920). Mercante d’arte, proprietario di una galleria, critico, pubblicista e a sua volta pittore, fa conoscere la commercializzazione di colori venduti in tubetti, con una nomenclatura standardizzata, che facilita e rende condivisibile tale sperimentazione.

Il Divisionismo La rivoluzione della luce, si articola in otto sezioni tematiche che ripercorrono lo sviluppo di questa pittura rivoluzionaria che dalla Lombardia si allarga al Piemonte:

Il prologo, che introduce lo spettatore al fenomeno luministico che il divisionismo porta con sé. Qui vedrete tele di Tranquillo da Cremona, Longoni (Le capinere), Segantini ( Dopo il temporale e La portatrice d’acqua), un giovane Pelizza da Volpedo nel suo periodo predivisionista, con Le ciliege.

La Prima Triennale di Brera. Uscita ufficiale del Divisionismo accoglie  Maternità di Gaetano Previati, spartiacque tra pittura dell’800 e quella del 900, cardine del divisionismo e delle correnti simboliste, segno dell’incalzare dell’arte moderna. Seguono, tra le altre, tele di Morbelli, Longoni (L’Oratore dello sciopero), Segantini (La Vacca).

L’affermarsi del Divisionismo con tele di Segantini, Longoni, Sottocornola, Morbelli, Fornara e Nomellini, arrestato nel 1894 per la sua vicinanza alla sinistra radicale fiorentina. In mostra La diana del lavoro.

Pellizza da Volpedo. Tecnica e simbolo: cinque tele che mostrano l’evolvere del divisionismo in questo pittore che racconta il piccolo universo del suo paese, senza visione panica o allegoria. Tra queste La processione, Tramonto, Nubi di sera sul Curone.

Il colore della neve è la sezione dedicata alla neve, banco di prova per pittori che sperimentano fenomeni di rifrazione e diffrazione della luce cui si aggiunge una dimensione simbolista. Segantini, Tominetti, Cesare Maggi, Morbelli (Neve , Nevicata).

Previati. Verso il sogno, un piccolo percorso pittorico che parte da tratti “scapigliati” e arriva alla dematerializzazione simbolica di forma e volumi.

Segantini. Il gioco dei grigi, sala dedicata ai disegni su carta del pittore che “cercava una patria nelle altezze più nude”, legati alla radice naturalista di una percezione panica dell’alta quota (Cavalli al Galoppo).

Il nuovo secolo. L’evolversi del Divisionismo. È la sala conclusiva, con l’eco bombastico delle dichiarazioni futuristiche, il loro inno alla velocità, la condanna al divisionismo. Chiude la mostra Ora radiosa, di Carlo Fornara, che dopo le critiche di Boccioni, non espone più restando però ancorato alle sue radici ottocentesche.

Il Divisionismo La rivoluzione della luce si inserisce in un piano di riqualificazione della città di Novara. Iniziato l’anno scorso con la mostra “Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini”, esso punta ad investire in cultura, volano economico e di dialogo tra soggetti differenti della città.

Cultura e sviluppo economico del territorio si legano quindi in un progetto unico per fare di Novara, già punto di snodo commerciale tra Torino e Milano, Genova e la Svizzera, anche un polo culturale.

Promossa e organizzata dal Comune di Novara, dalla Fondazione Castello Visconteo e dall’Associazione METS Percorsi d’arte, in collaborazione con ATL della provincia di Novara, con i patrocini di Commissione europea e Provincia di Novara, con il sostegno di Banco BPM (Main Sponsor),  Regione Piemonte, Fondazione CRT e Esseco s.r.l., è curata dalla nota studiosa Annie-Paule Quinsac, tra i primi storici dell’arte ad essersi dedicata al Divisionismo sul finire degli anni Sessanta.

Il ricco catalogo, edito da Mets, oltre al saggio della curatrice è corredato da schede biografiche degli artisti, con schede critiche delle singole opere.

 

 

Il Divisionismo La rivoluzione della luce

Castello Visconteo Sforzesco

Indirizzo: Piazza Martiri della Libertà, 28100 Novara NO, Italia

Informazioni: ATL della Provincia di Novara – Tel. 0321.394059 [email protected]

Martedì – domenica 10,00 – 19,00
(la biglietteria chiude alle 18,30)

Aperture straordinarie: domenica 8, lunedì 23, giovedì 26 e lunedì 30 dicembre 2019, mercoledì 1, lunedì 6 e mercoledì 22 gennaio 2020

Chiuso: martedì 24, mercoledì 25 e martedì 31 dicembre 2018

Biglietti:

Intero € 10,00

Ridotto € 8,00
Visitatori dai 6 ai 25 anni e over 65
Gruppi composti da almeno 15 persone
Soci TCI Touring Club e FAI
Giornalisti con tesserino ODG con bollino dell’anno in corso non accreditati dall’ufficio stampa
Soci di altri enti convenzionati muniti di tessera

Ridotto scolaresche € 5,00

Prevendite Ticketone
Tel. 892101
da lunedì a venerdì 8.00 – 21.00
sabato 9.00 – 17.30
www.ticketone.it 

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