Monet e gli impressionisti in Normandia: capolavori dalla collezione Peindre En Normandie

Monet e gli impressionisti in Normandia: capolavori dalla collezione Peindre En Normandie
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La Normandia della seconda metà del XIX secolo è la protagonista della mostra Monet e gli impressionisti in Normandia, in esposizione presso il Palazzo Mazzetti di Asti dal 13 settembre 2019 al 16 febbraio 2020.

Curata da Alain Tapié, la narrazione pittorica si svolge in cinque momenti (la fattoria Saint Siméon, la villeggiatura e il lavoro lungo il mare, l’entroterra normanno e lungo la Senna) che vanno a raccontare la Normandia en plein air vista dagli occhi di pittori che sono risultati fondamentali per la nascita di tale corrente artistica: Claude MonetPierre-Auguste RenoirEugène Delacroix, Gustave Courbet e non solo. Le cinque sezioni raccontano dal punto di vista tecnico, ma anche sentimentale, una storia visiva che si dipana in diversi luoghi e consuetudini di una quotidianità ordinaria, ambientata nella regione francese, dove a guidare la volontà degli artisti è unicamente lo studio della luce.

Oltre a trasformarsi in un laboratorio artistico, luogo di scambio e confronto, la Normandia ha simboleggiato fino alla prima parte del XX secolo un punto di partenza non indifferente per lo sviluppo della pittura impressionista. Claude Monet diceva che non c’è un posto simile alla Normandia, al mondo. Solo lì le falesie che si ergevano contro il sole avevano un aspetto caro al suo cuore, tradotte nella loro imponenza contro un cielo ugualmente maestoso. Allo stesso modo anche la spiaggia d’Étretat è stata resa immortale dall’artista, ferma nella consuetudine giornaliera di imbarcazioni a riposo o di ritorno, piccoli vascelli definiti in maniera immediata dal colore quanto dall’atmosfera generale di un momento in cui la luce genera e circoscrive la costa.

Si prende come riferimento Monet, capostipite dell’Impressionismo, per approdare anche ad altre visioni del paesaggio normanno che ha affascinato artisti -oltre a quelli sopracitati- come Berthe Morisot, rara testimonianza femminile in una scuola fatta di e da uomini. Importante il ricordo di questa artista, meritevole di maggiori attenzioni, di cui rimane l’esempio pittorico di quella che fu una attenta osservatrice capace di tradurre sulla tela l’indole umana e paesaggistica come accade nei momenti di tranquillità al porto di Cherbourg, colti con uno sguardo nascosto e non intrusivo.

E ancora Eugène Boudin e Alfred Stevens. Rapiscono gli occhi le loro imbarcazioni mosse dalla luce che modula il colore, abbracciate da cieli che sembrano voler comunicare stati d’animo in tempesta. O un attimo prima della tempesta. Si ha l’impressione di muoversi in un lungo omaggio sentimentale all’ordinario, reso vitale da pennellate che oltre al cielo e al mare sembrano cogliere qualcosa in più: lo sforzo e il desiderio primordiale dell’uomo di vedere ed essere visto.

L’arrivo del temporale, Alfred Stevens

Gran parte di queste opere derivano dalla raccolta dell’Association Peindre en Normandie di Caen creata nel 1992, ma anche da prestiti di musei come il Musée Marmottan Monet di Parigi, la Fondation Bemberg di Tolosa, il Musée Alphonse-Georges-Poulain di Vernon e altre collezioni private francesi.

Dentro la cornice di Palazzo Mazzetti che oltre a questo corpus di 75 opere ospita anche il Museo Civico, il visitatore passeggia in uno spazio consapevole, conscio del profondo legame che lega gli impressionisti alla Normandia. Scoprirà di potersi perdere alla ricerca di quella luce che muove tutto.

 

Monet e gli Impressionisti in Normandia
Palazzo Mazzetti, Asti, Corso Alfieri 357
0141 530 403
www.astimonet.it
www.fondazioneastimusei.it

 

Annamaria Sergi

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