La denuncia della violenza sulle donne attraverso un’installazione di 440 scarpe col tacco

La denuncia della violenza sulle donne attraverso un’installazione di 440 scarpe col tacco
@ Photo: © Vahit Tuna

E’ all’artista turco Vahit Tuna che dobbiamo la recente e imponente installazione d’arte all’aperto realizzata con 440 paia di scarpe nere con il tacco alto.

Vahit Tuna ha appeso alle pareti di un edificio le scarpe per simboleggiare la morte delle donne in Turchia nel 2018 a causa della violenza domestica. Il lavoro fa parte di Yankose, piattaforma artistica no profit avviata nel 2017 da Kahve Dunyasi, una catena di caffè turca.

Le scarpe sono state appese su due dei muri dell’edificio che ospita la filiale della Kahve Dunyasi, nel quartiere Kabatas di Istanbul, distretto di Beyoglu. L’opera copre un’area di 260 metri quadrati: impossibile da ignorare.

Perché scarpe coi tacchi? Perché, secondo Tuna, sono il simbolo della fiducia, del potere femminile e dell’indipendenza che tutte le donne dovrebbero avere.

Photo: © Vahit Tuna

Per Kadın Cinayetlerini Durduracağız Platformu, un’organizzazione in Turchia che registra il numero di donne decedute a causa della violenza domestica nel paese, 440 donne hanno perso la vita nel 2018. La mostra di Vahit Tuna espone 440 scarpe, esattamente pari al numero di donne morte nel 2018. Questo, con la simbologia che implica, rappresenta un potente messaggio di condanna al femminicidio come problema nazionale e globale.

Secondo Tuna, il progetto oltre ad aumentare la consapevolezza, “materializza” anche il problema degli omicidi delle donne come farebbe una scultura o un monumento. La violenza domestica è un problema globale ma viene per lo più messa a tacere o ignorata: a mostra dell’artista turco mira a rompere questo lungo silenzio e a dare voce e possibilità di rivendicazione alle donne.

Anche la posizione dell’opera – sulle pareti esterne dell’edificio-  è significativa per il messaggio che vuole trasmettere. Tuna ha deliberatamente scelto di allestire la mostra sui muri esterni dell’edificio piuttosto che all’interno, e l’edificio si trova in una zona trafficata, molto visibile in città. In questo modo il lavoro – e il suo messaggio – è visibile non solo agli appassionati d’arte ma anche alle persone comuni che passano davanti al palazzo quotidianamente.

Inoltre, esibendo queste scarpe all’esterno, l’artista rende omaggio a un’usanza di sepoltura tradizionale turca, che consiste nell’appendere le scarpe di persone recentemente defunte fuori dalle loro case. Fare leva su questa usanza e sull’idea di commemorare i morti rafforza  il modo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza domestica e dare voce alle donne scomparse.

L’istallazione, che comporta una forte critica sociale, è pensata per essere vista e compresa da tutta la comunità, e non solo turca. Infatti il messaggio non si limita a questo paese ma vuole spingere tutte le nazioni del mondo ad adottare misure per garantire la sicurezza delle donne. Anche se si concentra sul numero di vittime in Turchia, sta attirando l’attenzione e influenzando le persone e la collettività a livello globale.

Questa opera rimarrà esposta fino a febbraio 2020 per sensibilizzare sulla tragica realtà del femminicidio e rendere omaggio a tutte le vittime, in tutto il mondo.

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