Leo Ortolani al Circolo dei Lettori di Torino

Leo Ortolani al Circolo dei Lettori di Torino
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Un autunno fatto di pioggia, quello che si sta affacciando timidamente nella città di Torino

Le giornate sono tristemente più corte, l’aperitivo lo si scansa con più facilità e si fa posto più volentieri ad una tazza di tè, magari all’interno del Circolo dei Lettori di via Bogino. 

Magari in un piovoso e umido mercoledì 23 ottobre, ci si rintana nella mura di un antico palazzo regio, rianimato da una luce culturale, per andare ad ascoltare un personaggio eclettico come Leo Ortolani, che ha presentato la sua seconda raccolta di recensioni cinematografiche, rigorosamente in versione fumetto, edita da BAO e dal titolo suggestivo:

“CineMAH presenta: il buio colpisce ancora”.

La scelta di una simil rubrica cinematografica è già di per se stessa particolare, ma il titolo di questa nuovissima raccolta colpisce l’occhio e l’orecchio di un pubblico molto vasto, come quello che si è presentato e che ha ascoltato le parole dell’autore mercoledì sera. 

Leo Ortolani, papà della serie a fumetti Rat-Man, anche in questa occasione non lesina su nessuna delle sue opinioni, sui film di nuova uscita nelle sale, ma più in generale sul cinema, sul mondo della Settima Arte di cui oggi ognuno di noi si sente in dovere di esprimere la proprio idea, anche quando non si è del tutto adatti o magari anche in una situazione di scarsa “cultura” sull’argomento. 

Non ponendosi nella condizione di critico supremo, bensì come una persona che ha la sua visione delle cose e che non teme niente e nessuno nel tentare di raccontarla e farla passare per quella che è, ossia l’assoluta verità. 

Quella che agli occhi di molti potrebbe passare per presunzione è in realtà un qualcosa dettato dalla sua esperienza, maestra di vita e guida nello sviluppo di un pensiero critico: come lui per primo ammette, essendo sceneggiatore di storie ha sviluppato negli anni un pensiero molto puntuale sulle sceneggiature dei film, pur rimanendo lui per primo un utilizzatore della Settima Arte e dunque anche vittima di quelli che si possono definire guilty pleasure

Nel suo caso vedasi Fast & Furious e senza dover per forza strabuzzare troppo lo sguardo: questo a detta del fumettista è proprio quel tipo di film che si mostra per quello che è senza filtro e senza pretendere di essere qualcosa di più. Si tratta a tutti gli effetti di quella che può essere definita tranquillamente una tamarrata in pieno stile Americano, ma così è nella sua veste e così si vende, senza mentire allo spettatore. 

Le sue opinioni non si fermano qui: al contrario, Leo Ortolani nè ha da vendere e da spendere su tutti quanti, anche su quei registi e mostri sacri del cinema, che spesso appaiono intoccabili, anche se gli scivoloni se li fanno anche loro (più frequentemente di quanto si possa immaginare).  

Vedi il commento che Martin Scorsese ha fatto sull’ultimo film della Marvel “End Game”: il regista infatti non l’ha toccata proprio pianissimo, definendo questi ultimi sui supereroi “più simili a dei parchi a tema, che veri e propri film e dunque impossibili da inserire nella categoria di cinema in cui gli esseri umani cercano di trasmettere esperienze emotive e psicologiche ad un altro essere umano”. Va da sé che il Cinema è emozione allo stato puro quasi sempre, ma anche su questo commento il fumettista afferma che forse Martin Scorsese e tutto il suo team hanno perso un’occasione per tacere, in quanto ciascuno di noi vive il momento in sala in relazione a quello che sta vedendo e che a lui “End Game” ha emozionato.. è dunque questo un crimine? Può una qualsiasi emozione considerarsi anomala, soprattutto se legata al mondo del cinema?

Infine non poteva mancare un commento/critica di Leo Ortolani su uno di quei film che sta facendo discutere (e parecchio) in questo ultime mese: su Joker con Joaquin Phoenix si sono dette moltissime cose (TUTTI hanno detto TANTISSIME cose), delle più variopinte e sulle quali si può essere d’accordo o meno. Pieno di pressapochismi e debolezze di trama, questa l’opinione del fumettista, che esprime dunque un pensiero che va controcorrente rispetto alla fetta più grande degli spettatori di questo film. 

Al termine dell’incontro, firma copie e disegno personalizzato per tutto il pubblico presente in sala. 

Oggi riuscire a fare una critica costruttiva sembra spesso complesso, difficile, bloccante sotto certi punti di vista. Dall’altra parte, dunque, ben venga un briciolo di ironia e di lucidità, anche verso il cinema che sta attraversando comunque momenti abbastanza bui, pur regalandoci ancora alcune perle rare piene di emozioni. 

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