De Chirico e il suo mondo enigmatico e bizzarro

De Chirico e il suo mondo enigmatico e bizzarro
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Palazzo Reale di Milano ha già dedicato a Giorgio De Chirico una importante retrospettiva nel 1970, in occasione dell’ottantaduesimo compleanno del pittore nato in Grecia nel 1888 e morto a Roma nel 1988. Torna a farlo ora, dal 25 settembre 2019 al 19 gennaio 2020, avvalendosi anche dei copiosi studi degli ultimi decenni. Molteplici sono i motivi: continuare ad indagare il novecento, i suoi maestri, la valenza del mito. Inoltre intende offrire, alle giovani generazioni abituate alla tecnologia e all’immagine mediata, un’esperienza diretta, totalizzante delle sue opere.

Si distinguono generalmente tre periodi nella pittura di De Chirico: quello degli anni 10 del ‘900, detto metafisico, che lo consacra a simbolo della modernità; vi compare anche il manichino, un ibrido, un abitante di un futuro inquietante, essere pensante con bisogni e sentimenti umani molto presente nei periodi successivi.

Il secondo va tra il 1920-1930 e sembra tracciare un ritorno alla pittura classica dove riprende posizioni prima criticate. È allora che nasce l’idea nella critica, che il pittore abbia tradito lo spirito moderno con la sua nostalgia per il passato e non di rado, le retrospettive a lui dedicate, si interrompono con le opere di questi anni.
Il terzo periodo è quello che parte dagli anni 40, che vede un ritorno alla metafisica, seppur rivisitata.

Tutti e tre i momenti sono caratterizzati da un’arte enigmatica, realista e assurda, dove sogno e realtà si confondono, dove ciò che sembra ad un primo sguardo famigliare, diventa estraniante, angosciante.

La complessità della sua arte

La mostra, che si snoda per otto sale, vuole essere un viaggio nella complessità dell’opera di De Chirico, isolato e protagonista al contempo. La sua pittura è sempre densa di enigmi e misteri pittorici. Essa infatti non aderisce mai ad uno stile, è ibrida, ermetica (L’incertezza del poeta, con quel casco di banane).

Porta in sé la Grecia dell’infanzia ( Le rive della Tessaglia, Combattimento con Gladiatori), la mitologia familiare dell’autore, le avanguardie francesi, la filosofia (La stanza del filosofo), le rivisitazioni ironiche del Barocco (Autoritratto nel Parco), l’architettura, che per lui completa la natura (Piazze d’Italia). Ma le sue piazze sono vuote, disabitate ed anche se assolate sono fredde. C’è libertà e disinvoltura nella rappresentazione.

Percorso della mostra

Come libero e luminoso appare lo spazio che racchiude opere provenienti dai principali musei internazionali tra cui il il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, The Menil Collection di Houston, collezioni private e Musei Italiani come la Pinacoteca di Brera, il Museo del Novecento di Milano, il MART di Rovereto, la GAM di Torino, la Peggy Guggenheim di Venezia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, narra l’eccezionale vicenda artistica del Pictor Optimus nei suoi aspetti più straordinari.

Troverete anche Le Muse inquietanti nelle visioni degli anni 50 e 60, che, pare, folgorarono Warhol con la loro idea di “replica”.

La mostra di De Chirico è curata da Luca Massimo Barbero, promossa e prodotta dal Comune di Milano, Palazzo Reale, Marsilio Electa, che edita anche il prezioso catalogo a cura di Luca Massimo Barbero, in collaborazione con Fondazione Giorgio ed Isa De Chirico e Barcor 17.

Palazzo Reale, Piazza del Duomo, 12, 20122 Milano

Infoline mostra T 0292897740

Orari:

lun: 14:30 – 19:30
Mar: 09:30 – 19:30
Mer: 09:30 – 19:30
Gio: 09:30 – 22:30
Ven: 09:30 – 19:30
Sab: 09:30 – 22:30
Dom: 09:30 – 19:30

Biglietti (audioguida inclusa / prevendita esclusa)

Intero € 14
Ridotto € 12
Abbonam. Musei Lombardia € 10
Ridotto speciale € 6
Biglietto Famiglia: 1 o 2 adulti € 10 / ragazzi dai 6 ai 14 anni € 6
Gruppi € 12
Scuole € 6

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