Zelim Bakaev | Scomparso nel pieno delle purghe omofobe

Zelim Bakaev | Scomparso nel pieno delle purghe omofobe
Zelim Bakaev

Due anni fa spariva nel nulla la popstar dichiaratamente gay.

Zelim Bakaev nasce nel 1992 a Grozny, la capitale della Repubblica cecena. È scomparso in
Cecenia l’8 agosto 2017, durante una breve visita nella regione per partecipare al matrimonio di
sua sorella. Si ritiene sia stato rapito, torturato e assassinato dalle autorità cecene, come parte
della loro sistematica politica di persecuzione contro uomini omosessuali.

Appassionato di musica, Zelim aveva iniziato a cantare in giovane età in Cecenia. Aveva lavorato
per un anno e mezzo presso il Dipartimento di Cultura dell’ufficio del sindaco di Grozny ed era
diventato uno dei solisti dell’ensemble di canzoni e danze “Stolitsa”. Il suo repertorio comprendeva
brani in lingua cecena e in russo.
Era diventato popolare soprattutto in Cecenia, Inguscezia , Daghestan e infine in Russia .
Nel 2013, aveva preso parte agli Vainakh Awards, un importante concorso annuale per artisti
emergenti, e nel 2017 Zelim aveva fatto domanda per entrare nel cast della versione russa di Star
Academy (chiamata Fabrika Zvyozd). La serie sarebbe iniziata a settembre 2017, senza di lui.

La scomparsa

Il 6 agosto 2017 Bakaev si è recato a Grozny per partecipare al matrimonio.
Sarebbe dovuto tornare a Mosca pochi giorni dopo, per partecipare al concorso musicale russo il
10 agosto.
L’8 agosto, secondo quanto riferito, è stato arrestato dalle forze di sicurezza Special
Rapid Deployment (SOBR), come due testimoni oculari hanno raccontato a Dozhd TV. Anche il
cellulare di Bakaev risulta disattivato lo stesso giorno.
Si ipotizzava che il suo arresto fosse legato al sospetto della sua omosessualità. Le autorità
cecene hanno da tempo dichiarato una violenta campagna anti-LGBT, confermata da molte notizie
di persecuzioni verso gli omosessuali nella repubblica.
A Bakaev era stata precedentemente proibita qualsiasi apparizione pubblica in Cecenia.
I famigliari hanno ricevuto un messaggio secondo cui Bakaev aveva “lasciato” la Cecenia.
Il 18 agosto la madre ha presentato una denuncia per la scomparsa del figlio presso la polizia di Grozny
e il 22 agosto ha fatto appello al Consiglio per i Diritti umani chiedendo chiarimenti a loro e al
Ministero degli interni ceceno.
Il Ministro degli affari esteri e dell’informazione ceceno ha negato qualsiasi coinvolgimento delle
autorità nella vicenda. La polizia ha affermato che Bakaev aveva acquistato un biglietto per un
treno da Nalchik a Mosca con partenza l’11 agosto.
Il 14 settembre l’organizzazione per i diritti umani americana Human Rights First ha sollecitato il
Dipartimento di Stato americano a intervenire con le autorità russe riguardo la vicenda di Zelim
Bakaev. Il 16 settembre 2017, la madre del cantante ha fatto appello pubblicamente al Presidente
ceceno Ramzan Kadyrov, chiedendo di suo figlio, ma il 18 settembre il Ministero degli affari interni
ceceno ha rifiutato di aprire un’indagine penale sulla scomparsa di Bakaev.
Il 24 settembre 2017, un video sospetto è apparso in Germania, in cui appare un sosia di Bakaev
che afferma di essere il cantante e di vivere ora nel paese europeo. Ma erano evidenti molte
discrepanze, tra cui la natura forzata del video, i mobili e le attrezzature russe che compaiono nel
filmato, tra cui bevande e marchi alcolici non commercializzati in Germania. Un diplomatico di alto
rango della missione dell’UE in Russia ha anche confermato che Bakaev non ha attraversato il
confine di nessuno dei paesi della Zona Schengen nell’agosto 2017 o successivamente.

Nell’ottobre 2017, organi di stampa internazionali, e principalmente i media LGBT, hanno affermato
che il cantante è morto a seguito di torture per mano della polizia cecena come parte dell’epurazione anti-gay del governo ceceno.
Tra il 2017 e il 2018, la Cecenia è stata teatro di vere e proprie purghe verso gli individui individuati
come omosessuali: autentici lager, decine di uomini scomparsi, in alcuni casi torturati e uccisi.

Il Governo ha sempre negato qualsiasi violenza perché, a detta del premier Ramzan Kadyrov, «in Cecenia non esistono gay».

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