WOODSTOCK: 50 anni fa il concerto

WOODSTOCK: 50 anni fa il concerto
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Furono tre giorni di musica, droga, amore e pace. Il 15 agosto 1969 iniziava nella cittadina di Bethel a sud-ovest di Woodstock nello stato di New York, il concerto più famoso della storia della musica. Woodstock fu l’apoteosi del movimento hippy che promuoveva la libertà sessuale, l’uso di stupefacenti, era contrario a tutte le guerre, simpatizzava per la cultura orientale e la vita comunitaria.

Il concerto, partito in sordina e come festival di provincia, doveva accogliere 50.000 persone, ne arrivarono 500.000. La partecipazione era a pagamento ma, rotte le recinzioni, una marea di persone si riversò nella tenuta dell’allevatore Max Yasgur, che affittò agli organizzatori 2,5 km quadrati di terra per 75.000 dollari.

I promotori Michael Lang, John Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld non avevano previsto un simile afflusso e l’organizzazione saltò. Cinquecentomila persone vissero tre giorni nel fango, vomito, sporcizia, con poco cibo e poca acqua, ammassate l’una sull’altra e senza alcun servizio di sicurezza. Molti non riuscirono a raggiungere il luogo per la coda chilometrica formatasi sull’unica strada che arrivava a Bethel, per questo molti cantanti vi giunsero in elicottero.

La tenuta di Yasgur era una conca e sulle alture furono posizionati i sedici gruppi di altoparlanti ma la qualità del suono fu pessima e pessime furono molte esecuzioni non solo per i problemi audio ma per gli imprevisti della scaletta e per lo stato alterato dei musicisti causato dagli allucinogeni.

Il primo a esibirsi fu l’afroamericano Richie Havens che accompagnato solo dalla sua chitarra cantò per due ore e mezzo l’intero suo repertorio. I Rolling Stones non furono invitati perché troppo poco pacifisti. Joan Baez vi partecipò al sesto mese di gravidanza, mentre suo marito Davis Harris veniva arrestato perché reticente al servizio militare. Dopo la sua esibizione resterà per sempre “l’usignolo di Woodstock”. Bob Dylan, che allora abitava proprio a Woodstock, preferì esibirsi lontano da casa e volò al festival dell’isola di Wight dove però il concerto memorabile si tenne l’anno dopo.

Joe Cocker inaugurò l’ultima giornata e salì sul palco alle due del pomeriggio del 17 agosto, aveva 25 anni ed era quasi uno sconosciuto; sarà la sua esibizione a Woodstock a consacrarlo un mito della musica. Carlos Santana dichiarò anni dopo che salì sul palco strafatto di LSD e nonostante la sua chitarra gli sembrasse un serpente riuscì a esibirsi ugualmente. I Beatles furono invitati ma John Lennon rispose che avrebbero accettato solo se l’invito fosse stato esteso anche al gruppo di Yoko Ono, la Plastic Ono Band, ma gli organizzatori rifiutarono.

Jimi Hendrix volle esibirsi per ultimo e per due ore cantò la sua critica feroce al governo americano guerrafondaio. Aveva insistito per cantare alla luce del giorno, per cui la sua performance ebbe inizio alle 9 di lunedì 18 agosto davanti a 20.000 persone, quando la gran massa era già tornata a casa.

A Woodstock era stato allestito un bagno ogni 800 persone, i tempi di attesa erano troppo lunghi per cui i partecipanti si appartavano dove potevano. I venditori di cibo non avevano scorte per una così massiccia affluenza e già nel pomeriggio del sabato cominciarono a scarseggiare, aumentarono i prezzi dei panini scatenando furiose proteste finché non intervenne The Hot Dog Farm Collective, che aveva allestito una cucina e distribuì tazze di cereali gratis.

Durante il concerto ci furono 2 decessi: uno avvenne per overdose, il secondo fu quello del diciassettenne Raymond Mizsak, che fu travolto da un trattore mentre dormiva raggomitolato nel suo sacco a pelo tra sacchetti d’immondizia che avevano confuso il guidatore. Fu trasportato all’ospedale in elicottero ma vi giunse già morto. Tutto sommato, il bilancio degli interventi medici fu esiguo: si contarono 57 colpi di calore, 23 attacchi epilettici, 176 attacchi d’asma, 938 ferite ai piedi.

Il concerto di Woodstock rimase nella storia della musica un evento irripetuto. Ancora oggi se ne parla e per il cinquantesimo anniversario fioccano le iniziative celebrative. Innanzitutto, il festival a Bethel dove tra il 16 e 18 agosto si esibiranno gli ultrasettantenni Carlos Santana e Ringo Starr assieme a diverse generazioni della musica rock e pop. Purtroppo, quello organizzato dal primo promotore Michael Lang nell’autodromo Watkins Glen nello stato di New York è stato annullato per problemi organizzativi.

Per il cinquantesimo la casa editrice Hoepli ha pubblicato “Woodstock. I tre giorni che hanno cambiato il mondodel musicista Mike Evans e dello scrittore Paul Kingsbury, libro nel quale gli eventi e le 31 esibizioni sul palco sono descritte cronologicamente grazie al materiale e alle informazioni fornite dal museo di Bethel. Interviste, fotografie, testimonianze, aneddoti, le parole di chi c’era, pagine per vivere a casa quelle giornate da leggenda.

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