Roma nella camera oscura: il racconto per istantanee della Città eterna

Roma nella camera oscura: il racconto per istantanee della Città eterna
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Al Museo di Roma (Palazzo Braschi) fino al 22 settembre 2019 più di 300 fotografie sono in mostra, a raccontare per immagini la storia e lo sviluppo della città. Già dalla metà dell’Ottocento vi è l’incontro felice tra la nuova tecnica fotografica e i paesaggi romani attraverso sperimentali giochi di luce e linee flebili e indecise.

Il primo intento è sicuramente documentaristico e didascalico: troupe di fotografi passano in rassegna i più importanti monumenti e rovine dell’antichità, per la gioia di committenti internazionali che possono godersi comodamente da casa i segni dell’antica gloria di Roma. In questo primo periodo le caratteristiche della città influenzano profondamente la scelta dei soggetti delle foto; la Basilica di San Pietro e la sua piazza, fotografata da tutte le angolazioni, rappresenta il ruolo simbolo di Roma come cuore della cristianità.

Parecchie foto producono un effetto straniante e destano curiosità soprattutto nel cittadino romano che le osserva, perché descrivono una Roma inedita, a metà tra città e campagna: molte zone, al giorno d’oggi fortemente urbanizzate e spesso molto centrali, erano occupate per lo più da campi e attraversate da contadini e carri.

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Roma capitale d’Italia

La svolta nella fisionomia della città avviene con l’unificazione di Roma allo Stato italiano. Il passaggio da città papalina e semi-agreste a capitale d’Italia comporta una serie di rinnovamenti urbanistici, che il suo nuovo ruolo richiede. I muraglioni cambiano il rapporto tra i romani e il fiume Tevere, e nuovi monumenti esaltano il periodo risorgimentale (alcune foto mostrano il Vittoriano in costruzione).

Non mancano foto che immortalano attimi di storia, piccoli dettagli di momenti storici dal punto di vista di chi l’ha vissuta: così mentre nelle stanze del potere si firmavano i Patti Lateranensi, si ha la possibilità di dare un’occhiata a una piazza San Pietro gremita di curiosi, una distesa di ombrelli sotto una pioggia a dirotto. Il periodo fascista continua il processo di riorganizzazione urbanistica, con il nuovo quartiere Eur, e alcune foto mostrano una veduta di San Pietro con il quartiere di Spina di Borgo, poi demolito per lasciar spazio a via della Conciliazione.

Le foto risalenti al secondo dopoguerra mostrano una città moderna e aperta al mondo: ritratti mondani ritraggono la vita sociale romana, altre foto degli anni ’80 immortalano Keith Haring dipingere un murales di fronte a un gruppo di curiosi.

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Roma oggi

L’ultima parte della mostra si sposta sulla contemporaneità, lasciando l’aspetto documentaristico-storico della fotografia per abbracciare completamente il suo aspetto artistico. Sono esposte fotografie di artisti diversi, che mostrano una grande varietà stilistica. Tuttavia tutte le foto sono accomunate dal ritrarre frammenti di vita, espressioni, momenti esistenziali di persone normali, che quotidianamente vivono la città odierna.

La mostra fotografica è integrata con installazioni video che si soffermano su scorci della città odierna, soprattutto sulle sue periferie.

Dove: Museo di Roma a Palazzo Braschi, Piazza San Pantaleo, 10.

Quando: 27/03 – 22/09/2019. Dal martedì alla domenica ore 10.00-19.00; la biglietteria chiude alle ore 18.00.

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