Tapio Wirkkala al Museo del Vetro di Murano

Tapio Wirkkala al Museo del Vetro di Murano
Foto/Photo: Ari Karttunen / EMMA - Espoo Museum of Modern Art.

Tapio Wirkkala, designer finlandese morto nel 1985, celebre per aver contribuito alla diffusione del design nordico e conseguentemente di un nuovo codice linguistico, viene presentato in veste inedita al Museo del Vetro di Murano.

Qui viene deciso di dare attenzione, senza tralasciare le produzioni grafiche e scultoree che gli hanno dato la fama, alla visione del vetro elaborata dal designer. Essa, come dimostra chiaramente la mostra, oscilla splendidamente ed inaspettatamente, in realtà, tra due essenze: la prima, legata alla natura finlandese, nella quale si evidenzia la radicalizzazione dell’artista all’interno della sua terra natale e dalla quale deriva l’analisi della trasparenza, la pulizia del vetro; la seconda legata all’isola di Murano, dalla quale nasce, invece, un vetro colorato, esuberante.

Questa è forse una delle anime più estrose di Wirkkala, che lo porta ad elaborare qualcosa di completamente differente da tutto ciò che l’artista aveva precedentemente prodotto. Questi vetri risalgono, infatti, a quella che possiamo definire e considerare una vera e propria avventura veneziana; questo spartiacque risale ad un anno preciso, il 1959, anno dell’incontro, artefice Gio Ponti, tra Tapio Wirkkala e Paolo Venini, notissimo artista del vetro.

Grazie a Venini ed alla sua fornace di Murano, il vetro passa da una concezione stilistica nordica e finlandese in particolare, fino ad assumere tocchi di estrosità e unicità tipici della città lagunare. Non si dimentichi, infatti, che molti pezzi nati da questa stupefacente collaborazione, fanno ancora oggi parte del catalogo di Venini e sono presenti in alcune delle più celebri collezioni mondiali. È qui, in questa fornace che il designer entra a conoscenza della tecnica dell’incalmo.

Per chi fosse poco avvezzo alla conoscenza della tecnica di lavorazione del vetro, l’incalmo consiste principalmente nell’accostamento di diversi colori saldati a caldo, in modo da creare, soffiando, un unico pezzo policromo. Interpretando in maniera assolutamente unica e personale ciò che l’arte vetraria della fornace di Venini poteva offrirgli, Wirkkala sembra cambiare la natura stessa del vetro, facendolo passare da essere ghiaccio ad essere aria e luce.

Il rapporto con tale materiale diventa così importante nella carriera di Wirkkala da suggerirgli la creazione di un Museo del Vetro a Riihimäki nel 1981, un modo unico per omaggiare quella celebre svolta nella sua stessa produzione e concezione artistica; un modo per dimostrare quanto la sua visione di arte unica e senza divisioni tra arti applicate e arti considerate “superiori”, fosse possibile e non solo il sogno di un designer visionario.

Così come Venezia con la sua mutevolezza di luci e colori, continue rifrazioni, influì nell’arte di Klimt, nel medesimo modo il colore, l’esuberanza a volte sfacciata della città lagunare, influirono su Wirkkala. Tuttavia, non sorprende questo interesse per il vetro da parte dell’artista finlandese.

La sua passione era plasmare materiali, vedere il loro cambiamento, la trasformazione e questo stesso procedimento è presente nel vetro: quello che viene creato con le mani, attraverso la fornace calda, prende vita con il soffio. Non dimentichiamoci, infatti, che fin dall’antichità, basti pensare alle filosofie presocratiche, lo “pneuma” era considerato il soffio originario quasi sinonimo di anima e perciò di vita stessa.

Non sorprende, quindi, come un artista del calibro di Wirkkala abbia potuto vedere la realizzazione della trasformazione artistica dall’idea all’oggetto, dall’immateriale al materiale, attraverso il vetro. Una trasformazione che non è solo legata all’oggetto o allo stile ma anche alla vita dell’artista stesso. Come viene ricordato da chi lo conosceva, se la Lapponia, la Finlandia, le sue terre erano il luogo dove ricaricarsi e rigenerarsi, Venezia era per lui la città dove vivere. La produzione delle Bolle, ancora oggi reperibile, nasce dalla libertà di potersi esprimere senza l’influsso di altri, senza dover subire solo le leggi implacabili del mercato.

Bolle, Tapio Wirkkala, Bolle. Tapio Wirkkala Rut Bryk Foundation’s Collection/EMMA-Espoo Museum of Modern Art. Foto/Photo: Matti Silvennoinen

La mostra ha principalmente deciso di focalizzarsi sulla coesistenza di queste due essenze o nature che convivono insieme evidenziando, del resto, l’importanza della figura del designer e del design stesso in relazione al mondo dell’arte applicata vetraria, uno spunto di riflessione chiaro per vedere, nel tradizionalismo di una tecnica che spesso è considerata morente perché faticosa e difficile, la potenzialità del contemporaneo.

 

Tapio Wirkkala
Museo del Vetro, Murano, fino al 29 settembre 2019
Aperto 10.30 – 18.00 (biglietteria 10.30 – 17.30)
Biglietti: intero 14 euro; ridotto 11, 50 euro.

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