La farfalla dorata di Lerici

La farfalla dorata di Lerici
(teleliguriasud.it)

Un sentiero nel bosco che arriva a una chiesa e a una roccia sulla quale si proietta l’immagine di una farfalla dorata.

Non è una favola e neppure un miraggio ma un fenomeno archeo-astronomico che avviene ogni anno, da 8000 anni, il giorno del solstizio d’estate, in Liguria su una collina che si trova tra Lerici e Romito Magra, in provincia di La Spezia.

La storia di questo luogo racconta che prima della dominazione romana, la località era stata abitata dai Liguri, con i quali, nel tempo, si erano fuse alcune tribù celtiche. La collina fa parte del Monte Caprione e il menhir si trova vicino al borgo di Monti di San Lorenzo, dove si possono vedere ancora i resti dell’omonima chiesa, risalente al 1200. 

Il 21 giugno alle 20,15 un raggio di sole attraversa un foro che si trova su un quadrilite, ovvero una struttura formata da quattro piccoli monoliti, costruita dai Liguri millenni fa. Il fascio luminoso si proietta su una roccia che si trova qualche metro più avanti creando per qualche minuto l’immagine di una farfalla dorata. Il fenomeno resta visibile fino alle 20,35, poi la farfalla scompare.

A differenza di Stonehenge che è famosa in tutto il mondo questo suggestivo sito ligure è sconosciuto non soltanto in Italia, ma persino in Liguria. Soltanto in pochi si sono avventurati sul piccolo sentiero che conduce alla farfalla dorata e assicurano che lo spettacolo è unico. Tutti hanno descritto il luogo come un’oasi di pace che emana una sensazione di benessere e tranquillità.

Si narra di viandanti che si recavano alla roccia dorata per caricarsi di energie positive e addirittura di alcune guarigioni che sarebbero avvenute sul posto. Secondo alcuni studiosi, il fenomeno si ripete al calare della luna piena formando un’immagine simile argentata. 

La farfalla secondo tradizioni antichissime presenti presso molti popoli è simbolo di bellezza e di cambiamento. Nell’antico Messico era il simbolo del Dio della vegetazione Xocipilli e nello stesso tempo rappresentava il fuoco fiammeggiante, ovvero il Sole

Secondo il prof. Enrico Calzolari, studioso di archeoastronomia, che ha scoperto il fenomeno, questo luogo venne scelto per ragioni ben precise: si trova su una grande faglia che crea campi elettromagnetici e rappresenta quindi una fonte di energia molto potente che serviva per i rituali propiziatori della fecondità. Per anni la farfalla è rimasta nascosta a causa della foltissima vegetazione che la circondava e soltanto ventuno anni fa è stata scoperta dal prof. Calzolari che aveva iniziato le sue ricerche dapprima nella zona delle Cinque Terre e le aveva poi proseguite sul Monte Caprione. 

Con ogni probabilità il rito che si celebrava su questa collina ligure simboleggiava un passaggio metafisico che si verificava al cambio di stagione, in una terra di confine, tra la Liguria e la Toscana, di cui la farfalla è il veicolo e il sito la porta. È impossibile stabilire con assoluta certezza se si trattasse di un culto legato alla fertilità, al passaggio dal mondo dei vivi a quello dei defunti o a una trasmutazione. 

Ma è proprio il mistero a rendere ancora più affascinante questo luogo che da millenni incanta con le sue leggende legate all’apparizione della farfalla dorata. 

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