Claudio Campolo ci porta nel suo “Caos Club”

Claudio Campolo ci porta nel suo “Caos Club”

Tra i libri che non possono assolutamente mancare quest’estate sotto il vostro ombrellone ci deve essere “The Caos Club”, se non avete ancora acquistato questo titolo forse è giunto il momento di farlo. Oggi abbiamo il piacere di scambiare quattro chiacchiere on Claudio Campolo, autore del libro.

Claudio benvenuto su 2duerighe.com, prima di parlare del tuo libro raccontaci qualcosa di te; sappiamo che lavori nell’ambito della finanza, come ti sei avvicinato alla scrittura?

Buongiorno, innanzitutto grazie per il Vostro apprezzamento, che mi gratifica enormemente.

Nella prima fase della mia vita professionale, ho lavorato presso banche italiane ed estere nel campo delle cartolarizzazioni e della finanza strutturata. Nel contempo ho mantenuto i legami con l’Università di Roma collaborando per diversi anni con la cattedra di Diritto del Mercato Finanziario.

Erano gli anni ’90, un periodo di grande fermento dal lato dell’innovazione finanziaria . E’ stata una fase per me molto formativa e tecnicamente davvero interessante.

Oggi lavoro presso una società finanziaria di un Gruppo nazionale importante. Non mi occupo più di finanza strutturata ormai da diversi anni, ma il lavoro attuale è parimente dinamico e coinvolgente.

Sono appassionato di arti marziali. Ho praticato vari sport da combattimento (Sanda, Boxe, Judo). Sono cintura nera di Bjj alla Peak29 Academy di Simone Franceschini.

L’esigenza di scrivere, che ha trovato costante applicazione anche nel campo lavorativo e universitario, è qualcosa di intimo che ho sentito fin dall’adolescenza. Dapprima si trattava di una mera esigenza che coltivavo in maniera molto riservata.

Scrivere un libro è stata peraltro un’ambizione che personalmente ho ritenuto per molto tempo difficile, quasi impossibile, fino a che, una maggiore maturità, esperienze di vita per me estremamente significative, l’ interesse per la psichiatria e alcuni filosofi, nonché la partecipazione all’analisi collettiva di Massimo Fagioli mi hanno convinto che potevo cimentarmi nella sfida di scrivere e pubblicare una storia.

Passiamo a “The Caos Club”, personalmente lo trovo uno dei testi più interessanti in circolazione, com’è nata l’idea di questo libro?

The Caos Club nasce da esperienze di vita lavorative e dalla mia passione per gli sport di contatto come il Brazilian Jiu Jitsu. Per quanto riguarda il primo aspetto ho sentito l’esigenza di separarmi da una fase della mia vita importante ma definitivamente superata. Dall’altro lato, ho voluto rendere omaggio al mondo affascinante del Bjj e delle MMA che mi coinvolge da tantissimi anni ed al quale sono grato.

Sullo sfondo c’è stata una ricerca profonda su vari aspetti dell’identità umana. In particolare sull’autenticità delle proprie scelte che nella vita possono portarci a passi difficili e talora incomprensibili agli altri. L’esigenza di essere sé stessi, di accettare le nuove sfide che il proprio lato inconscio ci impone di seguire richiede estremo coraggio, spesso frainteso e malgiudicato. Se queste scelte sono autentiche, si esce sempre e comunque vittoriosi.

Uno dei maggiori pregi del libro è il fatto che scorre benissimo senza cadere nell’approssimazione, i dettagli sono tutti curati al fine di rendere le descrizioni esaurienti ma non pesanti. Non è affatto una cosa da poco, come ci sei riuscito?

Ho cercato uno stile asciutto e comprensibile scegliendo i termini e le parole accuratamente.

Le descrizioni rappresentano i personaggi nel loro modo di vedere il mondo e la loro psicologia. C’è un continuo scambio fra il loro pensiero inconscio e la realtà circostante.

Non prediligo un genere di scrittori particolare, ma amo Kafka, Camus e scrittori moderni come Chuck Palahniuk o minimalisti, come Carver.

Il lettore deve rimanere incollato al libro e attirato da variazioni delle tecniche narrative. Non mi piacciono le descrizioni laboriose o ripetitive e penso che chi legge debba rimanere appagato da un testo scorrevole ed esteticamente valido, ma soprattutto da una storia diretta a lasciargli una immagine interna nuova e significativa, del tutto personale.

Il protagonista del libro è Lukas, genio della finanza che lascia alle spalle il proprio lavoro (almeno in parte) per riappropriarsi della propria vita , la “purificazione” avviene attraverso la lotta in un circuito non proprio legale dove non esistono scorciatoie  o conoscenze per avere certezza di vittoria. Pratichi BJJ da parecchi anni, reputi la lotta (chiaramente non nei circuiti clandestini) un modo per sentirsi vivi?

La lotta è forse un modo per sentirsi vivi ma sicuramente per essere uomini liberi (questa è una frase ripresa dal mio maestro di wrestling e amico, Riccardo Mezzetti) e, aggiungo, per non fingere. Il Bjj per il sottoscritto è stato salvifico come lo sono state tutte le arti marziali e gli sport da combattimento che ho praticato. Sono veramente tante le cose che mi affascinano di questo mondo. Dovendone scegliere una su tutte: le persone che ne fanno parte, assolutamente tutte originali.

Nel Bjj emergono tutti gli aspetti, anche i più nascosti, del proprio carattere. La cosa che ho notato è che ognuno di noi porta la propria esperienza di vita, amplifica certe espressioni del proprio io dandogli un immagine positiva del tutto nuova, che fa bene a sé stessi ed agli altri. Lo scambio culturale ed emotivo che avviene sul tatami è un’esperienza unica… una fortuna per chi riesce a coglierne l’importanza ed a proseguire il proprio percorso il più a lungo possibile.

Il mio libro è stato innanzitutto un riconoscimento di tutto questo, dell’importanza e della dignità dal lato umano, degli sport da combattimento.

Quando facevo gare amatoriali in tutta Europa, mi affascinava l’idea della comunità legata al Bjj: multiculturale, democratica, multietnica.

Oltre a Lukas ci sono chiaramente altri personaggi interessanti, c’è n’è uno al quale sei particolarmente legato? Perché?

Salvo è per me il personaggio che ha “bucato” la storia.

Sono particolarmente affezionato a lui perché è l’interprete di un messaggio fortemente positivo… di rinascita, di guarigione. Salvo esprime un problema che spesso la società ridimensiona, o addirittura nasconde a sé stessa, pensando erroneamente che non abbia soluzione.

Sono convinto che esista una cura alla grave malattia dell’inconscio e stimo fortemente chi dedica la propria vita ad assistere i malati psichiatrici, perché non è un lavoro facile e richiede una carica umana eccezionale.

Il libro è davvero aperto a gran parte del pubblico,  a chi senti di dedicare “The Caos Club”?

Dai primi riscontri che sto avendo anche attraverso le recensioni su internet, il libro ha interessato una variegata categoria di lettori. Ognuno di esse ha evidenziato aspetti diversi della storia .

Mi ha fortemente gratificato l’apprezzamento che sta avendo da parte del pubblico femminile nonostante gli argomenti trattati. Del resto uno dei temi più importanti ed attuali del libro è l’attenzione verso la donna, nella sua dignità e nella sua forza.

Rileggendo il libro, cambieresti qualcosa adesso?

Direi sinceramente di no. Il libro è una storia secondo me completa sul piano dei contenuti. L’editore Cristina Di Biasio (con la quale è stato per me un onore lavorare) inoltre è stata particolarmente attenta ad ogni dettaglio ed alla definizione della struttura finale della pubblicazione, dandomi un contribuito di enorme professionalità.

Il finale del libro lascia aperte le porte per una seconda parte, ci stai lavorando?

Al momento ho iniziato una nuovo romanzo riprendendo i luoghi ed alcuni personaggi del The Caos Club. Ma sarà una storia completamente diversa, nella quale affronterò altre tematiche per trovare un senso a certi fatti umani apparentemente inspiegabili e slegati, così come ho fatto in questo appena terminato. Poi chissà riprenderò a scrivere di Jiu Jitsu e MMA…

Presentazioni ed incontro con i lettori, quali sono i prossimi appuntamenti?

La  prima presentazione del libro al Circolo Caposele di Formia del 22 giugno scorso ha avuto successo e sono decisamente soddisfatto. Con Ghenomena siamo organizzando in autunno altri eventi a Roma ed in altre città del Lazio.

Dove si può acquistare “The Caos Club”?

Il libro può essere ordinato via internet tramite Ibs libri, Amazon, Libreria Universitaria, Feltrinelli ecc. oppure scrivendo a [email protected]

E’ disponibile in libreria a Formia.

Grazie per la particolare attenzione… Ossss

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