“Il Colore e il Frammento”. Dialogo fitto tra Artisti, Medici e Avvocati

La sede dell’Ordine degli Avvocati di Genova, grazie a Gabriella De Filippis, avvocato penalista e artista a propria volta, da qualche tempo apre il proprio spazio anche a mostre d’arte contemporanea e design.

“Il Colore e il Frammento”, la mostra appena aperta presentata da Luisa Castellini, offre un taglio particolarmente interessante unendo in un unico format arte e scienza. Anzi afferma in modo deciso che la scienza conferma ciò che l’arte in qualche caso, ha il dono di anticipare coinvolgendo attraverso la mente le ricadute sul fisico.

Il Direttore della S.C. Neurologia all’E.O. Ospedali Galliera a Genova  e pittore per passione  Massimo Del Sette ha intrattenuto il pubblico convenuto per la sua mostra, con un interessantissimo excursus sulla percezione visiva.

Ciò che vediamo ci spiega affascinandoci, o meglio ciò che crediamo di vedere con gli occhi, è frutto in realtà di una lunga elaborazione dovuta ai canali sensoriali che arrivano a farci percepire l’immagine finale, arricchita sostanzialmente dal pensiero.

Il suo intervento è stato opportunamente accompagnato da un volo radente davvero troppo breve, tra le pagine di storia dell’arte, punteggiato  dalle opere più significative in questo senso, dal “ Molo di Calais ” di Turner ricco di tali particolari, che il cervello tende però a massimizzare , e vedremo perché, alle opere di Monet che lasciano più spazio all’osservatore  o a Cezanne che affermava “ l’occhio non basta bisogna pensare”.

Solo nel 1959 si arrivò a capire che la corteccia cerebrale non è eccitata dal fotoni ma da neuroni specializzati gli uni a recepire le righe orizzontali, altri quelle verticali e altri, ancora diversi,  per l’orientamento.

Così Cezanne esprime la sua espressione visiva esaustiva in una composizione che racchiude un cilindro, un cono, una sfera.

Mondrian semplificando il tratto, stimola i neuroni preposti al riconoscimento delle righe orizzontali e verticali, non quelli obliqui, preposti a riconoscere il movimento. 

Il cambiamento però é il grande responsabile della stimolazione del cervello che grazie all’ippocampo ci profonde emozioni stimolate dalla memoria olfattiva, che è potentissima, e quella visiva.

In conclusione il cervello percepisce la struttura piu semplice  perché organizza  ciò che non è definito e tende a completarlo in autonomia. Inoltre è portato a privilegiare coerenza e contrasto a scapito dell’accuratezza, a cui preferisce  la costanza.

Picasso, Gilbert , de Koonig sono così accomunati dal tentativo di riprodurre quanto il cervello elabora nel percorrere i diversi stadi, e le cui affascinanti possibilità hanno iniziato a schiudersi recentemente. 

Tra queste, quella che personalmente mi ha colpito di più, la scoperta che paura e piacere sono sensazioni che affondano le proprie radici nei medesimi neuroni e che le zone ipotalamo e amigdala sono ugualmente eccitate dal piacere e dalla intensità della paura.

La mostra quindi riflette il suo alterego scientifico, e dialoga con il paleocerebrum profondo che è alla base dell’equilibrio e che il responsabile del dialogo tra ieri e oggi. 

Sorprendente che la vocazione artistica di MD7 come gli piace firmarsi, risalga a soli 10 anni fa, e si muova su binari paralleli, il tempo / memoria e l’oggetto testimoniale, recuperato davvero ovunque, dalla spiaggia, al giardino o dal fondo di un cassetto,  che si carica di nuovi significati. 

Mi rendo conto che le mie limitatissime risorse in campo medico mi consentono solo di citare i punti nevralgici del discorso di Del Sette, che sono comunque completati dalla visione delle opere esposte e che per questo raccomando a chi ha la bontà di leggermi , di visitare la mostra che resta aperta ancora per un paio di settimane all’Ordine degli Avvocati a Genova. 

Centro Cultura dell’Ordine Avvocati di Genova

Via XII Ottobre 3 (2° piano), Genova

da  lunedì a venerdì  –  ore  9,30  -12,30

martedì  – ore 14,00 – 17,30

tel. 010 566217 (int. 135)

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