INTERVISTA | Labadessa e il piccolo mondo giallo degli Uomini Uccello

INTERVISTA | Labadessa e il piccolo mondo giallo degli Uomini Uccello

Il protagonista dell’intervista di oggi è Mattia Labadessa, fumettista e illustratore classe ’93, noto al popolo del web principalmente per il piccolo mondo giallo degli Uomini Uccello. Le sue vignette, caratterizzate da un’ironia cruda e pungente, gli hanno permesso di essere apprezzato e seguito da oltre 450 mila fan su Facebook. Mattia unisce pienamente nei suoi disegni risate e momenti di riflessione, raccontando tramite la sua arte se stesso ai lettori, mettendosi a nudo e condividendo esperienze e sensazioni. In occasione di Etna Comics 2019, abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con lui, un ragazzo semplice e sempre con la battuta pronta, conscio di essere un “privilegiato” e determinato a conquistarsi un posto nel mondo. Dopo aver studiato presso l’Accademia Di Belle Arti, si è dedicato alla grafica e all’illustrazione, per poi passare ai fumetti e alla Graphic Novel, collezionando già quattro libri, editi da Shockdom: “Le cose così”, “Mezza fetta di limone”, “Calata Capodichino” e il nuovo nato “Bernardo Cavallino”. Ecco la nostra intervista…

labadessaCom’è nato il personaggio dell’Uomo Uccello?

Il piccolo mondo giallo degli Uomini Uccello è nato per caso, come tutta la struttura che sta dietro a Labadessa. L’aver studiato Graphic Design in Accademia mi ha permesso di avvicinarmi a uno stile più asciutto, pulito e più vicino appunto al mondo della grafica che a quello dell’illustrazione e, iniziando a disegnare in questo modo, ho dato vita all’Uomo Uccello e al mood Labadessa, che mi porta a ricercare sempre qualcosa di interessante anche nell’ovvio e nel banale.

Nelle tue vignette quanto c’è di te e della tua vita?

Tendo spesso a parlare di me e dei “drammi” che vivo, non per cercare una risposta tramite la comunicazione con l’altro, ma per condividere le esperienze vissute, che spesso sono universali. Quando invece voglio fare qualcosa di divertente mi apro all’esterno e guardo al mondo, anche se lo faccio davvero di rado. All’inizio il mio obiettivo era divertire, quindi lo facevo spesso, ora invece sono portato a raccontare in particolar modo la mia vita, spegnendo un po’ di giallo.

C’è un fumettista che ti ha ispirato maggiormente?

Io sono anomalo, nel senso che faccio fumetti ma non leggo fumetti. Questo è stato un grande problema quando sono entrato nel mondo Comics, perché agli occhi degli altri autori non ero ben visto, ma io ho sempre disegnato, sono un illustratore catapultato nel fumetto. Dal semplice disegno sono passato alle vignette, poi alle strisce e adesso anche gli editori sono interessati ai miei lavori, stravolgendo i miei piani e dandomi molte soddisfazioni, sia professionali sia umane. Il fatto di non essere un lettore accanito di fumetti mi consente di muovermi più liberamente in questo mondo, senza condizionamenti, ma rischiando anche di copiare involontariamente qualche idea già realizzata e, appunto, da me non nota.

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                    Ph. Rosella Maiorana

Nel mondo del fumetto, avverti una sorta di snobismo nei confronti degli artisti che nascono da internet?

All’inizio l’ho avvertito parecchio, perché quando ho aperto la mia pagina su internet molti hanno deciso di intraprendere lo stesso percorso sul web. Si è quindi creato un “campo odiato” dai fumettisti di mestiere che hanno studiato questo nella vita e si sono sempre dedicati al Comics, leggendo tantissimo e sguazzando in questo mondo da sempre. Però ora non avverto più questo snobismo e mi sento accettato, inserito a pieno nel mondo del fumetto, senza riserve e discriminazioni.

Bernardo Cavallino, come nasce?

La via in cui abitano a Palermo i miei nonni materni ha dato il nome al personaggio, caratterizzato dall’ossessione per la morte e dalla paura di sparire. Solo il legame con i ricordi lo tiene attaccato alla vita, con le sue continue manie, come quella per le candeline. Il timore della morte lo collega a me moltissimo, essendo una paura condivisa a pieno anche da me e diventata ormai quasi una vera ossessione, che si evince anche dalla perdita del giallo a favore del nero, che andando avanti diventa sempre più opprimente.  

Quale altro personaggio dobbiamo aspettarci per il futuro?

Dopo l’Uomo Uccello, ho pensato a tanti altri personaggi che potessero affiancarlo. Prima la Platessa, poi l’Uomo Pesce, il Varano Poeta, ma non l’ho mai fatto. L’unica volta che ho inserito due personaggi nuovi è stato nella pubblicazione “Mezza fetta di limone”, in cui erano presenti anche il Coniglio e il Tucano, ma ho in progetto di inserirne altri a breve.

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