Al Santeria Toscana 31 si beve buona musica. Intervista ad Andrea Pontiroli

Al Santeria Toscana 31 si beve buona musica. Intervista ad Andrea Pontiroli

Milano è una città che offre molto. C’è fermento, lo si respira nell’aria, lo si vede nel panorama urbano in continua trasformazione, lo si percepisce dall’offerta continua di eventi culturali e dalle mille occasioni di divertimento.

Spesso però in questo tanto è difficile trovare realtà indipendenti, che esistono, resistono e fioriscono imponendo un trend che sia fuori dal mainstream. Luoghi in cui ci si sente un po’ a casa, luoghi che educano a un ascolto consapevole rischiando proposte di musica alternativa. Oggi intervistiamo qualcuno che c’è riuscito, Andrea Pontiroli del Santeria Toscana 31 a Milano.

Ciao Andrea, grazie per averci ospitato in questa bellissima realtà che è il Santeria. Questo locale è l’ultimo tassello di un percorso che dura da anni. Puoi raccontarci la tua storia?

La passione per la musica mi accompagna da sempre e le mie prime esperienze sono state dalla parte della musica suonata. Ho avuto la fortuna di entrare nel mondo dello spettacolo da musicista, ero batterista prima in un gruppo punk e con loro ho macinato tanta strada facendo concerti sia in Italia che all’estero, poi con un cantautore e diverse altre formazioni.
Un fatto che si è poi rivelato fondamentale per le mille cose imparate direttamente sul campo e la gran quantità di conoscenze e contatti che mi sono stati utili quando ho aperto l’agenzia di booking Godzillamarket che ho gestito sino al 2016, ma anche per le esperienze di Magnolia e Santeria.

Quando c’è stata la svolta?

Un passaggio importante nella mia vita è avvenuto nel 2005 quando, insieme ad altri amici, abbiamo deciso di aprire una piccola associazione e ci venne chiesto se volevamo prendere in gestione un locale all’idroscalo. È qui che nasce il progetto del Magnolia che inizialmente prevedeva una rassegna per cinque serate ma che poi abbiamo portato avanti per otto anni! Ho lasciato Magnolia nel 2013 insieme ai soci fondatori e il ricambio generazionale sta portando ottimi risultai all’associazione.
Grazie a questa importante esperienza ho avuto modo di acquisire diverse skills confluite nel 2010 nella creazione di una factory. Santeria è una società costituita da sedici soci e siamo partiti a riqualificare la palazzina di via paladini all’interno di 550 mq su tre piani dando vita a Santeria Paladini 8 e nel 2014 abbiamo vinto il bando per la riqualifica di quello che oggi è il Santeria Toscana 31 dove non vengono svolti solo concerti ma anche presentazioni di libri, corporate events, mostre nella sala atelier e una serie di corsi di formazione per dare anche una struttura economica e una diversificazione del rischio alla società a cui fa capo il Santeria.

Hai avuto davvero grande tenacia, coraggio e visione strategica. Quali sono le difficoltà che hai incontrato e incontri quotidianamente?

Da una parte facciamo molta fatica a trovare persone che svolgano ruoli specifici come il restaurant manager e soprattutto camerieri, o cuochi perché viviamo a Milano che ha tanta domanda ma poca offerta di queste specifiche competenze. Posso dire che, a parte questo gap, il mondo dello spettacolo è migliorato. Le persone hanno fame di eventi in vari momenti della giornata e di conseguenza Milano ha messo a disposizione un’offerta variegata. Invece, per quanto riguarda il mondo dei live musicali, qualcosa sta cambiando in negativo nel mercato italiano perché le grandi agenzie stanno mettendo grandi capitali per acquisire quote di mercato, quindi agenzie ed artisti. Il risultato è che si sta forse perdendo quell’accompagnamento delle band che negli anni ha garantito una certa attenzione alla qualità, a fronte di un aumento smisurato dei cachet.

Quale è stato il plus che ti ha permesso di arrivare fin qui?

Per fare il lavoro dell’imprenditore devi avere davvero tanta testardaggine. Quelli che ce l’hanno fatta sono persone che hanno provato e riprovato fino a raggiungere i propri obiettivi. È fondamentale conoscere a 360° tutti gli aspetti di un’azienda e la mia grande fortuna è stata quella di ricoprire diversi ruoli e svolgere lavori disparati durante la mia carriera, talvolta anche per necessità, dall’imbianchino sino al tour manager per fare due esempi.

Sembra che il rock non sia davvero morto. La musica rimane probabilmente uno dei pochi collanti della società. È possibile dare una spinta ulteriore alla musica anche attraverso un approccio culturale?

Assolutamente sì. La musica é una fonte di cultura e di inestimabile valore. Al Santeria proponiamo principalmente musica ma al contempo all’utente arrivano altri messaggi che hanno un valore culturale. In una città come Milano la musica è un traino e continua ad attirare nuove generazioni in maniera costante anche sui progetti che non stanno cavalcando l’onda del momento. Uno dei leitmotiv del Santeria è ospitare artisti internazionali e notiamo che i live sono sempre pieni di gente di ogni età. Tentiamo di creare un ambiente che dia certezze a livello musicale, di atmosfera e di proposta food e beverage, affinché le persone si sentano a casa.

Dalla tua esperienza c’è un avvicinamento anche verso gruppi emergenti?

La cosa importante è fare una distinzione tra musicale internazionale e non. Nel mercato internazionale si nota una crescita di tutta la situazione underground. Molti festival continuano a spingere novità ma il grande rischio in Italia è la corsa a monetizzare subito e non credere nei progetti a lungo termine. La storia della RCA italiana ne è un esempio. Prendeva gli artisti e gli dava da vivere per anni affinché Lucio Dalla non diventava il Lucio Dalla che conosciamo. Purtroppo nel nostro paese esiste una visione di breve periodo a causa di una stringente ottimizzazione dei costi che non consente spesso alla qualità artistica di emergere.

Ha contribuito molto una città come Milano?

Si, senza dubbio credo che i progetti con i quali ho avuto la fortuna di lavorare a Milano abbiano avuto un ruolo di spinta. L’intenzione della amministrazioni degli ultimi dieci anni è stato quello di favorire la cultura dello spettacolo perché hanno ben capito che porta benefici in tutta la filiera. Basta andare in giro e accorgersi che i musei sono pieni, il turismo è aumentato e di conseguenza anche gli eventi. Se vivi in una città che continua a spingerti verso l’alto questo fermento porta inevitabilmente a migliorarti.

Progetti per il futuro?

Innanzitutto, migliorare quello che stiamo facendo. Vorremmo inserire una figura per realizzare un welfare più strutturato e che fornisca benefici a tutti i nostri dipendenti. In sostanza vorremo che la gente sia felice e ambisca a lavorare in Santeria, perché riteniamo che il capitale umano sia il centro per ogni sviluppo sostenibile.

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