Embodied Cognition ed Embodied Intimacy | Le relazioni mente-corpo-intimità

Embodied Cognition ed Embodied Intimacy | Le relazioni mente-corpo-intimità

La neuroscienza cognitiva è la branca delle neuroscienze che studia le basi cerebrali del pensiero e permette di evidenziare i cambiamenti nel cervello associati alle principali svolte evolutive.

Nasce inizialmente come pura disciplina legata all’ingegneria informatica. Negli anni ottanta istituti di ricerca hanno sviluppato macchine sempre più sofisticate, in grado di simulare in reti di neuroni artificiali, attività cognitive molto simili a quelle umane.

Negli ultimi anni la neuroscienza cognitiva ha esteso l’indagine diretta sul cervello umano tramite potenti strumenti (tra questi la risonanza magnetica) che per la prima volta nella storia hanno reso possibile indagare il cervello umano senza alcuna invasività e senza interferenza con le normali funzioni cerebrali. Una svolta rivoluzionaria che ha permesso pian piano di esplorare mondi inesplorati fino a pochi anni fa.

La ricerca si sta infatti spostando sempre più verso nuove aree denominate embodied cognition e conoscenza integrata, trasformando in modo significativo la comprensione delle emozioni e del comportamento; e in particolare la complessa relazione tra loro nel cervello e le modalità con cui interagiscono tra loro nel corpo.

Questi studi suggeriscono nuovi metodi per migliorare gli aspetti cognitivi ed emotivi, oltre che quelli fisici, energetici, relazionali e spirituali in tutti gli approcci terapeutici. In senso ampio infatti, gli aspetti della cognizione coinvolgono non solo il cervello ma anche l’intero corpo dato che questo interagisce con l’ambiente.

La relazione tra cognizione, emozione e corpo

Il ruolo dell’intero corpo nel creare esperienze emotive è ben documentato. Tuttavia, è solo di recente che il coinvolgimento del corpo nelle emozioni è stato utilizzato per stabilire la connessione tra la cognizione e il corpo.

Negli esperimenti in cui, in un modo o nell’altro vengono disabilitati i muscoli facciali, che sono noti per svolgere un ruolo importante nelle emozioni, i processi cognitivi, come l’imprinting e la rievocazione delle emozioni e dei loro contesti, sono significativamente compromessi.

La scoperta che tutto il corpo è coinvolto nelle esperienze emotive ci indica che la nostra comprensione delle emozioni sarebbe più completa e che il nostro lavoro con le emozioni sarebbe più efficace, se si includesse maggiormente il corpo.

La relazione tra emozione, comportamento e corpo

L’ultima ricerca relativa all’emozione focalizzata sul cervello redatta da Damasio (1999) ha provato significativamente che le emozioni, contrariamente all’idea obsoleta che reputa siano irrazionali e che interferiscano con la razionalità della cognizione, migliorano invece l’appropriatezza del comportamento di una persona.

Queste scoperte offrono anche una prova indiretta che le persone sono maggiormente in grado di comprendere i contesti in cui si trovano (afferrano cognitivamente meglio le situazioni) quando hanno pieno accesso alle emozioni.

Già nella prima metà del Novecento avevamo i primi accenni concreti di embodied cognition. Secondo Maurice Merleau-Ponty il soggetto incontra il mondo in quanto soggetto corporeo ed è attraverso il corpo che si viene indotti alle cose e agli eventi del mondo.

Per Merleau-Ponty soggetto e mondo non sono separati ma interagiscono reciprocamente. Si verifica così la percezione che ha il ruolo di esperienza primaria pre-discorsiva.

La mente riflessiva si sveglia in un mondo già costruito e che non viene avvertito come da essa progettato. Al momento dell’incipit imprescindibile sono presenti sia il soggetto e sia il mondo. L’atto di riflessione non costituisce il mondo, ma lo trova.

Il filosofo francese afferma che l’esperienza primordiale dell’uomo è la percezione che è inserita nella discussione esistenziale del vivere concreto. Il mondo che pre-esiste per non essere stato ancora riflesso è confuso, ambiguo, oscuro ma tuttavia non destrutturato.

La percezione non coglierà solo la forma ma anche lo sfondo da cui emerge. La forma sarà il riflesso e lo sfondo l’irriflesso. La forma verrà percepita attivamente, lo sfondo inconsapevolmente. Lo sfondo è comunque funzionale e operante, poiché l’oggetto della percezione è individuabile solo grazie alla contemporanea percezione di ciò che gli sta attorno. Il soggetto incontra il mondo in quanto soggetto corporeo. Il corpo non è solo struttura fisica ma è anche struttura esperienziale: ciò che percepisce è ciò che è.

Partendo da questi principi base, lo scopo dell’embodied cognition consiste nel comprendere il vincolo che lega il corpo del soggetto al corpo del mondo. L’embodied impone di considerare le facoltà conoscitive ed elaborative dell’uomo come incarnate in meccanismi corporei che ne modellano l’interazione con l’ambiente. Ciò significa che il mondo in cui un organismo è incarnato costituisce la base per la formazione e la comprensione della mente.

Embodied Intimacy

In questa splendida quanto importante nuova disciplina ritroviamo tre principi fondamentali:

  • Piacere ♥
    La scoperta del piacere del proprio corpo è un sacrosanto diritto di nascita.
  • Educazione ♥
    Imparare sessualità ed erotismo. Uno dei miti più comuni sulla sessualità è che è semplicemente “naturale”, e dovresti “solo sapere come farlo”. Questo può essere vero per gli uccellini e le api, ma la maggior parte degli umani è stata educata con messaggi complessi e spesso contraddittori sul sesso e sul corpo. In più la sessualità è ancora avvolta dalla vergogna e dall’imbarazzo. Questi messaggi impediscono di godere di un’esperienza sessuale appagante così come dovrebbe essere sempre.
    Per molte persone, la conversazione sulla sessualità è talmente difficile che semplicemente si arrendono e convincono se stessi che non sia importante.
  • Intimità ♥
    Embodied Intimacy® è stato creato da Rachel Rickards e Buster Radvik, per fornire qualcosa che manca in questo mondo, che è una formazione pragmatica ed esperienziale nell’intimità e nella relazione.
    L’obiettivo è semplificare l’interazione umana con i suoi elementi di base in modo da poter rallentare abbastanza da scoprire consapevolmente chi siamo e come ci rapportiamo, e mira a fornire alcuni semplici strumenti da portare con sé e utilizzare nella vita di tutti i giorni.

L’educazione pragmatica fornita è sotto forma di esperienza. Non si tratta di aggiungere più strati di cosa essere o fare per essere amati. Si tratta di chiarire la strada, di rimuovere gli strati di personalità, di essere amati per ciò che è vero sotto tutti i nostri anni di condizionamento sociale; creando nuovi percorsi neurali, riflettendoti in ciò, nella tua essenza, in tutto ciò che sei, invece di riflessioni su chi hai fatto finta o cercato di essere per essere amato.

È un invito a esplorare in modo sicuro e consapevole l’intero spettro di chi sei, e allo stesso tempo in relazione con l’altro. L'”intimità incarnata” è essenziale per sentirsi connessi e vivere qualsiasi tipo di relazione in un modo nuovo e certamente migliore perché più sano e meno condizionato da pregiudizi e stereotipi inculcati dai nostri avi e dalla loro chiusura.

Purtroppo in Italia oggi tutto questo non è ancora arrivato, ma restiamo positivi per il futuro.

Per chi volesse approfondire, seppur in lingua inglese, consiglio caldamente un’introduzione nel sito www.embodiedintimacy.com ma anche e soprattutto consiglio di seguire la pagina Facebook di Rachel e Buster, Embodied Intimacy, in quanto i loro video (spesso insieme a Reid Mihalko) rendono chiara ed esplicita l’idea di pace interiore che è possibile raggiungere nella propria vita.

Come dicevo, è un invito. All’esplorazione di un’autentica “human connection”. Un invito che io accetterei. E tu?

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