Basilicata 2.0: ritornare, crescere, investire

Basilicata 2.0: ritornare, crescere, investire

«Ba ba Basilicata, Ba Ba Basilicata Tu che ne sai, l’hai vista mai» recitava Papaleo. Effettivamente, chi ha mai visto la Lucania?

Eppure esiste, Cristo proprio ad Eboli non si è fermato.

Natura e cultura si intrecciano e il tempo sembra non scorrere mai. Negli ultimi anni qualcosa si è smosso ed un raggio di luce è tornato ad illuminare la nostra bellissima regione. Quel filo di luce è Matera 2019, movimento di orgoglio e speranza che ha coinvolto sempre più persone. Si può fare, si deve fare. Questo è il nostro anno e le luci di tutta Europa sono puntate su di noi.

basilicata

Oggi voglio parlarvi di 2 ragazzi coraggiosi, che a loro tempo impacchettarono una valigia carica di speranza, lasciando la loro terra. Con la stessa speranza, maturi di esperienze, scelgono di tornare in Basilicata, di ricominciare a costruire, perché se si sogna insieme, qualcosa può succedere. Sono Giusy e Piero, dottoressa in comunicazione lei e marinaio avventuriero lui. Due grandi scommesse, il Museo dell’Olio e La Casa dei Panorami.

basilicata

Il museo dell’Olio racconta le antiche fasi di produzione dell’olio extravergine di oliva, tramandato da generazioni. La casa dei Panorami è una struttura di fitto locazione per brevi periodi, il nome richiama alla vista mozzafiato su cui affaccia il complesso abitativo. Ci troviamo a Colobraro precisamente dentro il museo dell’Olio dove Piero e Giusy ci raccontano il loro progetto.

basilicata

Ciao Giusy, Siamo all’interno del Museo dell’Olio, parte del progetto che ti vede protagonista da ormai 2 anni, quali sono le tue sensazioni sul lavoro svolto? 

L’obiettivo di questo progetto è quello di valorizzare il patrimonio ulivicolo lucano, quindi trasmettere una corretta cultura dell’olio EVO. Facciamo un passo indietro e ti racconto le origini di questo posto. Più o meno due anni fa abbiamo ristrutturato un antico frantoio della fine del 1800, precisamente 1888 e sostanzialmente le attività che vengonno svolte hanno sia una parte culturale e sia una parte culinaria, attraverso le degustazioni dei cibi contadini. Proponiamo assaggi di olio in purezza con una lezione sulle proprietà organolettiche dell’olio Extravergine di oliva.  Fra poco ci apriamo alle scuole con le visite didattiche. L’attività finale del museo è la vendita dell’olio di oliva extra vergine di nostra produzione. Tutto si inserisce nel turismo esperenziale che, in Basilicata, sta prendendo velocemente piede negli ultimi anni.

L’economia rurale ed eco-sostenibile sta, seppur lentamente, tornando nelle tavole e nella mentalità degli Italiani; quale considerazione ti ha spinto a creare ciò che oggi hai realizzato?

La motivazione principale è la valorizzazione del patrimonio della mia famiglia e tutto questo non sarebbe stato possibile senza un impegno certosino di 20 anni da parte di mia mamma. Tutto quello che vedi qui sia i macchinari che gli oggetti sono originali, nati e da sempre presenti in questo museo. Come dicevo prima “la felicità ha un senso solo se condivisa”, la mia felicità è continuare il progetto di mia mamma e della mia famiglia.

Ad oggi quali sono i tuoi progetti futuri?

Nei miei progetti futuri, oltre al lato museale, vi è l’impegno di garantire una ricettività ad ampio raggio che dia la possibilità di vivere a pieno questa esperienza alle persone che scelgono di venire qui. All’ interno del progetto vi è l’idea di un piccolo posto di nicchia, adiacente al museo, dove assaporare le ricette contadine lucane. All’interno del trend del turismo esperenziale credo che il viaggio nel museo dell’olio, essendo un’ esperienza multisensoriale, inizia con la visita al museo e si concretizza con la prova di assaggio che prevede 2 fasi separate, prova olfattiva e prova degustativa. Vorrei che il tutto si concretizzasse nella campagna, vivendo la raccolta  in prima persona, raccogliendo le olive e convogliando il tutto in modo che il turista porti via l’olio fatto con il proprio raccolto. Il concretizzarsi di un turismo esperenziale che si scompone in vari momenti, ricongiungendosi nell’apprezzare e imparare a conoscere l’olio di oliva EVO.

Ciao Piero, ho avuto il piacere di visitare le tue stanze e di ammirare i panorami, cosa ti ha spinto a voler investire nel tuo paese natale?

Mi ha spinto una frase di Novecento. “Il mondo lo conosci tramite gli occhi di chi lo visita” allora adesso che ho smesso di viaggiare io, mi son detto, faccio venire il mondo da me.

La tua iniziativa e quella di Giusy sono uno slancio culturale ed economico per il piccolo borgo di Colobraro, sei pronto per Matera 2019?

Noi siamo pronti anche se lievemente distanti da Matera, 45 minuti in macchina, sicuramente siamo un paese ricettivo e capace. Mancherebbero delle alternative ristorative o di svago per le persone. Nel turismo è parte importante il dove pernottare e dove mangiare. Al pernottamento ci ho pensato, alla ristorazione spero che Giusy apra presto per migliorare la nostra collaborazione

Secondo voi, è possibile un ritorno e un ripopolamento dei piccoli borghi rurali?

Si, il mio progetto si interseca con questo discorso del biologico considerando che il turista è alla ricerca di tutto ciò che è Bio, naturale ed ecosostenibile.

I piccoli borghi lucani, negli ultimi 10 anni, stanno vivendo un periodo di spopolamento. C’è stato, durante il vostro percorso, un momento di paura o di ripensamento rispetto al vostro investimento?

La nostra è una sfida, un salto nel buio ed ovviamente la preoccupazione è molta. Ma questo è il momento di lavorare con costanza affinchè tutto ciò che facciamo venga valorizzato. La nostra sfida è appena iniziata!

Raffaele Buccolo

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook