Santa Maria della Salute, una piccola perla nascosta a Viterbo

Santa Maria della Salute, una piccola perla nascosta a Viterbo
Santa Maria della Salute, Viterbo

Risale al ‘300 la prima casa delle donne: nella splendida città di Viterbo si nasconde una piccola perla, che racconta momenti di una vita difficile ieri, ma per tante donne rimasta difficile anche oggi e un monumento come Santa Maria della Salute, può diventare un simbolo di riflessione e di riscatto in memoria di un personaggio che dedicò la sua vita alla battaglia contro le ingiustizie.

La chiesa con il suo bellissimo portale marmoreo, realizzato nel 1320, rappresenta un vero e proprio gioiello dell’arte decorativa religiosa del XIV secolo, posta in via della Pescheria, a due passi dalla centralissima piazza del Comune, rappresenta uno dei più interessanti monumenti della Tuscia.

La sua storia è strettamente legata alla vita del suo costruttore, il Maestro Fardo di Ugolino appartenente alla Congregazione dei Notai: un vero filantropo, titolare di un cospicuo patrimonio ereditato dai genitori, che utilizzò per far del bene al suo prossimo. Nel 1313 colpito dalle burrascose vicende che interessavano la città e disgustato da tutte le ingiustizie che colpivano soprattutto le donne, si impegnò per proteggere quelle ragazze di strada che avessero voluto abbandonare la mala vita. Acquistò alcune casette che restaurò e trasformò in ospizio e oratorio, a disposizione delle giovani, credendo di poterle riportare sul retto sentiero.

Per tale azione si attendeva almeno una certa riconoscenza, ma al contrario, le ragazze gli palesarono di preferire le “gioie della carne e del peccato” seguitando a prodigare le loro grazie a cavalieri e alle soldatesche imperiali e papali. Neanche la costruzione della piccola chiesa dedicata a Santa Maria della Salute ebbe l’effetto sperato e nel 1324 decise di abbandonare il suo progetto realizzando sui monti Cimini, l’Ospedale del Monte, per poveri e pellegrini che transitavano sulla via Francigena e stavolta ebbe un gran successo.

Ma non dimenticò mai la sua bella chiesetta nella quale volle esser sepolto nel 1350 e una rozza lapide lo ricorda. Il tempo e la guerra hanno cancellato gli affreschi e ferito la piccola perla, finché l’Associazione Archeotuscia nel 2010 ha provveduto a curare parte dei restauri che han ridato a Santa Maria della Salute nuova vita, stavolta all’insegna della cultura.

FdA

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