I BRILLANTI | Giua. Musica a colori e colori in musica

I BRILLANTI | Giua. Musica a colori e colori in musica

È un brillante dalle tante sfaccettature che si chiamano musica, colore e arti visive, composizione, poesia, ritmi, installazioni, performance e teatro. Fresca, limpida, diretta, prorompente, energia allo stato puro estremamente curiosa, è un’artista generosa, coinvolgente, che ha raccolto nella sua versatilità il testimone dei grandi artisti del passato.

A suo agio sotto le luci della ribalta come in una serata tra pochi amici e dove la chitarra salta sempre fuori come per magia.

Il suo talento si rivela precocemente, fin da bambina ama cantare accompagnandosi con la chitarra ma ben presto crea sue composizioni non solo musicali ma anche visive. La passione per il colore è l’altro pilastro artistico della sua vita. Musica e colore interagiscono in lei da sempre e nel 2005 debutta con i suoi “ritmi dipinti” alla prima edizione di ARTOUR-O il MUST il MUSeo Temporaneo e in 15 anni parteciperà a tutte le edizioni in Italia a Firenze Genova e Roma, e all’estero a Shanghai Yiwu Londra Montecarlo Praga Portofino Merida Barcellona Madeira Malta e ora con la Fondazione Matera Cultura a Rotondella. Il suo cammino è accompagnato da Armando Corsi per la chitarra, Anna Sini per il canto, e per le arti visive Ellequadro documenti di cui sono responsabile e che ora come allora crede nella sua incoercibile creatività.

il Premio Lunezia arriva a soli vent’anni nel 2003 anno in cui vince anche il Festival di Castrocaro. Nasce allora il suo sodalizio con il grande Beppe Quirici, musicista e produttore che scompare prematuramente lasciando un vuoto incolmabile. I riconoscimenti intanto si moltiplicano: 2004 il “Premio Recanati” , la borsa di studio I.M.A.I.E. per la migliore interpretazione con un brano da lei composto, fino alla realizzazione del suo primo lavoro discografico Giua, in veste di cantautrice, poi Sanremolab e partecipa così al Festival di Sanremo dell’anno successivo con la canzone Tanto non vengo, che si qualifica per la serata finale o nel 2014 il Premio Michelangelo all’Accademia delle Arti del Disegno a Firenze. Chi volesse saperne di più non ha problemi, basta digitare il suo nome su google, ma in queste poche righe vorrei farvela conoscere per quello che è, un’artista nel vero senso del termine, innamorata della vita. Privilegiata da una grande passione, le difficoltà e i sacrifici, che sono tutt’uno con l’arte, che sia musicale o visiva o come in questo caso entrambe, non sono mai vissuti come tali ma come occasioni per crescere.

Le strade tra arte e musica si intersecano, si integrano o si sovrappongono all’apertura di ogni mostra, dove compare la chitarra, magari insieme anche a quella di Armando Corsi, o ad ARTOUR-O a che raggiunge ovunque, con l’immancabile chitarra appunto come nel 2007 a Shanghai dove ci regalerà in anteprima la sua composizione per il Festival di Sanremo o per i MISA ( Musei Internazionali in progress di Scultura per le Aziende) dove la scenografia si modula sulle sue composizioni.

Perché Giua è questo vivere in simbiosi questi suoi mondi, non saltando da una dimensione all’altra, ma vivendo uno stesso momento fatto di musica e colori e ora di teatro.

Il debutto di “Piovesse sempre così” ne è la dimostrazione come lo è stato a Rotondella di Matera. La scenografia è stata studiata sui suoi UnRoll, nati da un’evoluzione della stessa sezione di ARTOUR -O. Saltando qua e là non posso fare a meno di ricordare la collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André, il Festival dei Due Mondi di Spoleto 2009 dove si propone come cantautrice, autrice e interprete per Un piccolo gioco senza conseguenze, con la regia di Eleonora D’Urso o “Giua e… la versatilità come parametro del fare arte”, titolo emblematico della mostra negli spazi di Ellequadro Documenti a Palazzo Ducale di Genova, e ancora sempre in tema di versatilità la sua presenza a bordo per “7 mosse per l’Italia”, la traversata oceanica di Oscar Farinetti fondatore di Eataly, skipper Giovanni Soldini.

Il teatro si avvicina agli altri suoi Sè con “L’arte (h)a peso: per ridare peso all’arte”, assieme ad Armando Corsi e allo scrittore Pier Mario Giovannone ma irrompe definitivamente nella sua vita con “Quello che non ho” con la compagnia di Neri Marcorè. Qui troverà Vieri Sturlini e Pietro Guarracino che entreranno nella sua band.

Finalmente con “Piovesse Sempre Così”, con questa tappa 0 del tour che è iniziato a Genova, appaiono musica arti visive teatro con tutte le loro modulazioni / sfaccettature di questo “brillante” come dicevamo all’inizio, che è Giua che saluto e da cui non posso che aspettarmi Ad Majora Semper!

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