PaperArt #1: pattern geometrici e architettonici laser cut

PaperArt #1: pattern geometrici e architettonici laser cut

Composizioni decorative di Julia Ibbini e creazioni influenzate dall’architettura di Eric Standley: opere d’arte realizzate con carta tagliata al laser!

Julia Ibbini, attiva negli Emirati Arabi Uniti, trae ispirazione da geometrie islamiche, ricami, smalti indiani meenakari e persino musica elettronica per creare i disegni che compongono le sue opere di carta tagliata al laser.

L’artista utilizza algoritmi informatici per generare disegni digitali che il laser intaglia nella carta. Quindi sovrappone i fogli incisi e li dipinge a mano con inchiostro, in brillanti tinte rosa, blu, giallo e arancione…

Gli articolati schemi e strati delle sue composizioni colorate rivelano elementi di simbolismo propri del Medio Oriente, ma sono anche una metafora del background multiculturale dell’artista, cittadina della Giordania e del Regno Unito.

Anche Eric Standley usa la tecnica del taglio al laser di fogli di carta, creando forme molto complesse, impilando anche più di 100 strati.

Ma le sue opere sono ispirate più direttamente ai motivi che si ritrovano sia nell’architettura gotica che in quella islamica e in particolare si rifanno alle vetrate classiche.

E di recente i suoi progetti attingono anche alla geometria frattale, come modello ritmico che si auto-riproduce.

“Questi ritmi si ritrovano sia a livello cosmologico, nell’universo in continua espansione, sia attraverso la cultura e il tempo, nell’architettura gotica e islamica, così come nel costituente fondamentale della vita, la rotazione a doppia elica di una catena di DNA “, ha detto Standley.

Questi intricatissimi capolavori di paper art laser cut (che misurano in media 50x50cm) colpiscono per la profondità – le decine e decine di livelli di carta ritagliata e sovrapposti.

È il senso di profondità infatti che crea quell’effetto così ricco ed ipnotico: come un pozzo senza fondo in cui guardare e scoprire ogni volta qualcosa di nuovo e diverso, quasi a voler catturare l’infinito.

FdA

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