Cervelli in fuga a casa per una sera

Cervelli in fuga a casa per una sera
Francesca Borgo

Lavorare all’estero? Sperimentare? Guadagnare di più? Esprimere i propri talenti come in Italia non si può fare? E’ terminata al Teatro Comunale di Vicenza la rassegna “Cervelli in fuga” concepita per far conoscere al pubblico i talenti italiani che da anni svolgono la loro attività in grandi musei o prestigiose istituzioni internazionali, pubbliche e private. Sul palco sono saliti: Francesca Borgo 34 anni, veronese, laurea in storia dell’Arte a Ca’ Foscari di Venezia, master e dottorato ad Harvard, sei mesi all’università di Amburgo, un anno al Getty Research Institute di Los Angeles e quattro a Firenze nell’istituto tedesco di Storia dell’Arte della prestigiosa “Max Planck” e oggi insegnante di Storia dell’Arte del Rinascimento alla scozzese St. Andrews, la terza università più antica del Regno Unito dopo Oxford e Cambridge; Xavier Salomon nato a Roma nel 1979  e capo curatore della Frick Collection di New York; Davide Gasparotto del Getty Museum di Los Angeles;  Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum di Vicenza e visiting professor ad Harvard e allo IUAV di Venezia.

Nel quinto centenario della morte di Leonardo, avvenuta in Francia nel 1519, Francesca Borgo ha presentato le sue ricerche più aggiornate sui disegni del grande maestro rinascimentale, illustrandoli come potessimo chinarci sul suo scrittorio, oltre la sua spalla, e lo vedessimo mentre lavora e ha parlato del disegno come origine di ogni  percorso artistico.

Xavier Salomon, che per lavorare alla Frick Collection affacciata sul Central Park, ha lasciato il ruolo di curatore al Metropolitan, ha illustrato la storia della grande statua di George Washington che nel 1816 il presidente Thomas Jefferson commissionò ad Antonio Canova per dar lustro al Campidoglio di Raleigh, capitale del Nord Carolina. La scultura ebbe vita breve, nel 1831 a soli dieci anni dalla sua inaugurazione, fu distrutta da un incendio. La mostra Canova’s George Washington che ripercorre la storia del capolavoro perduto, dopo il successo alla Frick Collection, è oggi allestita a Possagno, in provincia di Treviso, nella Gypsotheca e Museo Antonio Canova e riunisce per la prima volta il modello preparatorio in gesso a grandezza naturale, quattro modellini e i relativi disegni e incisioni.  La statua, prima e unica opera eseguita da Canova per gli Stati Uniti, rappresenta George Washington nelle vesti di condottiero romano mentre stila la rinuncia al terzo mandato da presidente. L’esposizione, organizzata congiuntamente dal Museo di Possagno e dall’importante istituzione newyorkese, è visitabile fino al 28 aprile.

Davide Gasparotto, nato a Bassano del Grappa nel 1965, formatosi alla Normale di Pisa e in Soprintendenza a Parma e Modena, dal 2012 ricopre un ruolo prestigiosissimo: è a capo delle collezioni di dipinti del più importante museo della costa occidentale degli Stati Uniti, il Getty Museum di Los Angeles con più di un milione e mezzo di visitatori l’anno. L’ambiente di lavoro non è solo internazionale e stimolante ma gli permette di avere un budget di alcuni milioni di euro ogni dodici mesi, per acquistare capolavori pittorici alle aste di Londra e di New York e nei principali luoghi del mondo, una grossa responsabilità decisamente allettante. Al Teatro Comunale di Vicenza, Gasparotto ha parlato de “Il potere dell’invenzione: orafi e disegno nell’arte del Rinascimento”, di come nel Cinquecento si affermi sempre più prepotentemente il pittore-disegnatore che relega l’orafo al ruolo di mero esecutore di un progetto altrui.

Guido Beltramini, architetto vicentino classe 1961, uno specialista riconosciuto a livello internazionale di architettura palladiana e direttore del CISA Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza e visiting professor ad Harvard e allo IUAV di Venezia, curatore di mostre nel Veneto, alla Biennale di Venezia, alla Royal Academy of Art di Londra, alla Morgan Library and Museum di New York, al National Building Museum di Washington, al Canadian Centre for Architecture di Montreal e ideatore della rassegna, ha concluso le conferenze anticipando i temi della mostra “Rinascimento privato” che sarà allestita alla fine del prossimo anno nella Basilica Palladiana di Vicenza e della quale, oltre a Beltramini, saranno curatori Davide Gasparotto e  Xavier Salomon. L’esposizione esplorerà non solo la vita privata dei maestri ma risponderà ai quesiti: cosa significava essere un artista nel Rinascimento? Quale ruolo sociale gli era riconosciuto? Quanto era pagato? Le scelte religiose hanno inciso sull’esito delle opere? Che cosa sappiamo noi oggi degli artisti, delle loro famiglie, dei loro amori? Per avere le risposte non ci resta che aspettare la mostra vicentina.

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