Le piccole librerie italiane fucine di idee e bellezza

Le piccole librerie italiane fucine di idee e bellezza
Foto www. libreriaallarco.it

La crisi, i costi elevati, la concorrenza dei giganti on line, un generale disinteresse verso i libri hanno messo in ginocchio le librerie.

E come se ciò non bastasse a New York si è verificata una situazione a dir poco stravagante. La città ha voluto dichiarare luogo storico la celebre libreria Strand, aperta nel 1927, apparsa in numerosissimi film, citata in molti libri e meta di clienti famosi.

L’obiettivo era evidentemente riconoscere il grande valore a questo luogo iconico, in realtà per i proprietari ciò ha significato maggiori spese per le assicurazioni e problemi in caso di manutenzione del palazzo che si trova tra Broadway e la dodicesima strada.

Questa vicenda rende evidenti i problemi economici che affliggono le librerie e al contempo il grande fascino che le circonda: non sono soltanto esercizi commerciali ma aggregatori di idee, contenuti, cultura.

Per questo quando scompare una libreria è una perdita per tutti, anche per quelli che non vi sono mai entrati.

La libreria dei Sette di Orvieto ha chiuso nel dicembre scorso, tra le proteste dei cittadini, la libraia storica, Enza Campino, che ha resistito finché le è stato possibile, manifesta così il suo dispiacere:” La libreria di Orvieto è stata un’officina di iniziative di ogni genere, tra le quali la scuola librai. In questa libreria si sono sentiti a casa scrittori di tutto il mondo e il lavoro svolto ha contribuito alla crescita culturale del territorio”.

I Campino resistono a Formia, con la grande passione di chi crede che la libreria sia “Una mano tesa tra chi legge e chi scrive “ come diceva Tahar Ben Jelloun.

Alcune librerie hanno trovato modi peculiari per sopravvivere, per esempio a Venezia, ogni anno, la Scuola librai Umberto e Elisabetta Mauri premia un libraio che “resiste”.

Di recente è stata premiata la libreria Delfino di Pavia, precedentemente erano stati premiati, tra gli altri, l’Ippogrifo di Cuneo, Giorgio Tarantola di Sesto San Giovanni, la libreria All’arco di Reggio Emilia e la libreria Nuova Europa di Roma.

La libreria resta il canale di acquisto privilegiato dei lettori con il 69% degli acquirenti nel 2018, una percentuale molto più alta rispetto alle vendite on line e alla grande distribuzione.

Il libraio resta una figura insostituibile per la competenza, la passione e la capacità di comunicare il fascino dei libri. Può sopperire a eventuali mancanze all’assortimento del catalogo, ambito nel quale i rivenditori on line non hanno rivali, istillando curiosità e dando consigli.

Proprio la complicità e la fiducia nel libraio, la possibilità di condividere idee e opinioni con gli altri avventori sono i segreti che tengono in vita le librerie. Nonostante tutto.

Perché la magia di uno spazio in cui ci si possa immergere tra i libri risponde alla nostra eterna, insopprimibile esigenza di bellezza.

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