La più antica farmacia d’Europa si trova a Roma

La più antica farmacia d’Europa si trova a Roma
Foto prolocoroma.it

A Roma, nel rione Trastevere, si trova la più antica farmacia d’Europa.

La spezieria di Santa Maria della Scala è uno scrigno che risale al XVI secolo e racchiude bilancini, veleni, frantoi, mortai, alambicchi, medicamenti e due prodotti molto venduti all’epoca: l’acqua antipestilenziale, utilizzata per la peste bubbonica e l’acqua di Melissa che curava l’isteria.

Ma il medicamento più ricercato nell’800 era la Teriaca, che in greco significa antidoto e veniva somministrato contro i veleni. Era composto di carne essiccata di vipera e spezie, in composizione variabile a seconda del disturbo che si doveva curare. Veniva usato per moltissime malattie tra le quali malaria, epilessia, morbillo. Era talmente costoso che ne esisteva una versione economica che però in realtà consisteva soltanto nel succo di bacche di ginepro.

L’ambiente della farmacia è molto piccolo, arredato con vetrine e mobili in legno e il soffitto affrescato con al centro lo stemma dei Carmelitani.

Erano infatti i Carmelitani Scalzi, ordine riformato da Santa Teresa D’Avila, a coltivare, preparare e vendere i medicamenti fino al 1954, anno in cui la spezieria venne chiusa.

La farmacia si trova al primo piano del convento dei Carmelitani Scalzi, annesso alla Chiesa di Santa Maria della Scala, che secondo la leggenda fu costruita nel luogo in cui, sotto una scala, si trovava l’effige della Madonna che guarì miracolosamente due bambini.

Nel salone principale dentro vasi di vetro si trovano le essenze, mentre nella sala adiacente, sugli scaffali dietro il banco di vendita, si trovano le foglie delle erbe medicinali, conservate in scatole di legno di sandalo: sanguisughe, cardamomo, ginepro, noce, liquirizia, arnica, ribes, valeriana e altri medicamenti. In un armadio a parte sono conservati i veleni.

Nel 700 la spezieria diventò anche un luogo di studio. Fra’ Basilio istituì la compilazione degli erbari, la catalogazione scientifica dei farmaci che venivano esposti secondo la struttura dell’albero della vita.

La vicinanza con il Vaticano, a cui è collegata da via della Lungara, le valse il nome di farmacia dei papi, dove pontefici, nobili e re si recavano per acquistare medicinali, entrando da un ingresso riservato.

Ma l’antica farmacia, al tempo della Repubblica Romana, retta da Mazzini, Armellini e Saffi fu adibita anche a ospedale, dove vennero curati i soldati rimasti feriti negli scontri tra l’esercito repubblicano e quello francese, che voleva restaurare il potere papale.

Qui mori’ Luciano Manara che legò così questo luogo storico e suggestivo alle gesta dei patrioti italiani che combatterono per difendere gli ideali repubblicani.

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