Grande Successo dell’Opening della Mostra Personale di Santi Sindoni a Como

Grande Successo dell’Opening della Mostra Personale di Santi Sindoni a Como

Sabato 9 febbraio 2019 è stata inaugurata con grande successo presso lo Spazio Espositivo del Broletto a Como la mostra personale di Santi Sindoni dal titolo “Angoscia. Vertigine di Libertà”, curata dal critico d’arte Marco Eugenio Di Giandomenico e organizzata dalla Fondazione Arté di Milano, presieduta da Michele Monteleone, in collaborazione con il Comune di Como e promossa dalla piattaforma comunicativa internazionale Betting On Italy.

21 opere di notevole impatto estetico e emozionale a firma di Sindoni, nella meravigliosa cornice architettonica dell’antica sede comunale comasca del Broletto costruita nel 1215 al fianco dell’attuale Duomo, un dibattito sulla funzione salvifica dell’arte con la partecipazione di accademici, artisti e intellettuali di respiro internazionale, la performance del gruppo musicale DANYK – EXTREMITY MUSICA PROJECT di Danila Musikhin & Nicolò Rosso con esecuzione di brani di autori memorabili (da Sergei Rachmaninoff a Richard Rodgers), hanno costituito gli ingredienti di un evento che ha registrato una considerevole partecipazione di pubblico e che soprattutto ha sollecitato in ognuno profonde riflessioni esistenziali su tematiche quali la vita, la morte, il bene, il male, spegnendo per due ore i rumori del quotidiano spesso assordanti e fuorvianti.

Il tema della mostra “Angoscia, Vertigine di Libertà” trova nelle opere di Sindoni una rappresentazione incisiva e coinvolgente, Adamo ed Eva sono i protagonisti improbabili di quasi tutte le tele, l’essere umano con il peccato originale cade nel regno della morte ed entra quindi nel tunnel dell’angoscia, in quanto dall’esercizio fattuale del suo libero arbitrio dipende la possibile salvezza, le sinuose linee cromatiche sembrano introdurre l’osservatore in un ambiente surrealistico che naufraga tuttavia nel realismo autobiografico di un’esistenza controversa e difficile, che trova nell’arte il viatico di salvezza, e si parla di un’esistenza densa di colpi di scena, tra esperienze carcerarie, importanti produzioni artistiche coronate da premi prestigiosi  e incredibili palcoscenici mediatici.

Santi Sindoni, infatti, siciliano di nascita, si trasferisce a Milano agli inizi degli anni settanta.

Frequenta i migliori circoli culturali della capitale lombarda e approfondisce le tecniche pittoriche inizialmente presso la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco, diplomandosi nel 1976, sotto la guida del Maestro Ghino Baragatti, successivamente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera conseguendo il diploma in Studio della Figura nel 1980.

Intraprende una prolifica attività artistica intorno alla metà degli anni ottanta in Sicilia, per poi tornare nuovamente in Lombardia, a Luino sul Lago Maggiore, all’inizio degli anni novanta.

Nel 1999, a seguito di una condanna giudiziaria, viene recluso nel penitenziario di Milano-Bollate conquistando immediatamente l’attenzione dei media nazionali per la sua creatività e ricerca artistica all’interno delle mura carcerarie, realizzando addirittura i murales dell’area trattamentale, nonché le illustrazioni delle copertine del giornale della casa di detenzione. Nel 2005 risulta tra gli artisti selezionati dalla commissione presieduta dagli allora procuratori aggiunti Corrado Carnevali e Ferdinando Vitiello per “abbellire” con una sua opera gli ambienti grigiastri del Tribunale di Milano, i cui spazi, già dagli anni trenta, ospitano affreschi e mosaici di artisti del calibro di Sironi, Manzù, Martiri, Carrà, Campigli.

Benché ancora in fase detentiva, espone a Milano presso la prestigiosa Sala Arteutopia (mostra “Anime” del 2005) e a Palazzo Isimbardi (mostra “L’uomo e il prisma” del 2005, organizzata dalla Provincia di Milano), nonché in varie altre località, tra cui Venezia (Biennale Arte del 2012) e Genova (Art Expo 2015).

Nell’anno 2010 costituisce la Fondazione Artè con l’obiettivo di realizzare il Museo Artè, ove è previsto un suo affresco di 6000 mq su tematiche escatologiche.

Nel 2013 pubblica il romanzo autobiografico intitolato “Ambasciatore di Arco sulla Terra”.

Nel 2015 viene premiato nell’ambito della XX Edizione del Concorso Internazionale d’Arte Contemporanea SaturARTE di Genova.

A giugno 2015 termina di scontare la sua pena.

Nel 2016 la National Italian American Foundation accetta il dono della sua opera dal titolo “Erhab – 11 settembre” in memoria delle vittime dell’attentato a New York dell’11 settembre.

I docenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera Francesca Bertolotto, Roberto Rosso e Donato Santarcangelo si sono confrontati con il curatore sul percorso creativo dell’artista, alimentando un dibattito interessante sui rapporti tra produzione artistica ed esperienza carceraria, esplorando gli arcani meccanismi di comunicazione mediatica, ponendo il focus sull’irrimediabilità della creatività, che spesso trova una grande propulsione nella sofferenza e in esistenze dense di umanità.

« Ho sempre pensato – afferma il critico di arte sostenibile Marco Eugenio Di Giandomenico – che la fruizione artistica risenta dei fattori di contestualizzazione, non solo in termini di localizzazione e allestimento, ma anche di spettacolarizzazione sostenibile dei driver creativi attraverso gli apporti critici in rapporto dialettico e il supporto di altre forme d’arte – la musica in primis – così da sintetizzare le tematiche es-etiche dell’artista in esposizione in un messaggio osmotico al contempo di bellezza e di edificazione sociale ».

REDAZIONE

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