Rione Sanità: tutto da scoprire

Rione Sanità: tutto da scoprire
Foto: Marta Visentin

Napoli città ricca di storia e culture che si intersecano da secoli, affacciata sul golfo omonimo in uno scenario di paesaggi mozzafiato dominati dal Vesuvio, dalle isole di Capri, Ischia e Procida e da promontori, che sembrano voler chiudere questa metropoli tra Capo Miseno verso nord e Punta Campanella verso sud, al limite della costiera sorrentina.

Geologicamente deve la sua origine proprio all’attività vulcanica che ha plasmato il territorio e ancora oggi lo caratterizza col suo tipico tufo giallo napoletano e le tante manifestazioni solforose.

Abitata da millenni, in epoca greca e romana visse di uno splendore unico, le cui tracce emergono in tante parti, spesso sotterranee e ci raccontano chi, cosa, come, dove si viveva.Conserva nelle preesistenze celate dal sottosuolo e nelle tracce del suo tessuto urbano, vestigia che forniscono la cifra di una stratificazione storico-artistico-culturale eccezionale. Per questo l’UNESCO nel 1995 ha inserito il centro storico di Napoli nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità e nella perimetrazione del centro storico sono compresi il Borgo dei Vergini e la Sanità.

L’area, sin dal IV sec. a. C., fu destinata a necropoli:  dapprima con l’escavazione di tombe a camera (Via dei Cristallini, Vico Traetta, Via Santa Maria Antesaecula), successivamente con la realizzazione di complessi cimiteriali catacombali (San Gennaro, San Gaudioso, San Severo), infine con la destinazione di un’immensa cava ad ossario (Le Fontanelle). Gli Ipogei Funerari Ellenistici costituiscono un superbo utilizzo del sottosuolo, testimoniando con la propria monumentalità la straordinaria impronta greca e rappresentando la cultura nella quale si riconosceva la classe dominante.

Nei locali sotterranei del Palazzo Peschici Maresca, in via Arena Sanità, sono stati recentemente scoperti e identificati due tratti affiancati di un antico acquedotto con una interessante successione di pilastri ed arcate in laterizi e tufo. Un’evidenza archeologica di eccezionale interesse per ubicazione, complessità e peculiarità costruttive: si tratta dell’Acquedotto Augusteo del Serino, un’infrastruttura di epoca Romana tra le più imponenti del mondo antico, che si sviluppa per circa 100 km dalle sorgenti fino alla Piscina Mirabilis a Miseno (dove stazionava la flotta imperiale).

L’Associazione VerginiSanità attraverso un gruppo di lavoro multidisciplinare, ha avviato una intensa attività di studio e ricerca con l’obiettivo di valorizzare e restituire alla fruibilità pubblica questi preziosi ritrovamenti, parte integrante del complesso patrimonio culturale dell’area Vergini-Sanità.

Il gruppo, sostenuto dalla fiducia dell’Arciconfraternita dei Pellegrini e in collaborazione con altre associazioni del territorio, sta lavorando ad un programma di gestione, articolato per fasi successive; il progetto complessivo di fattibilità tecnico-economica prevede il coinvolgimento di specialisti del mondo scientifico, dell’Università e degli Ordini Professionali di Architetti e Ingegneri, sotto l’alta sorveglianza della competente Soprintendenza. Scendere in questi luoghi è fare un viaggio nel tempo scoprendo l’alto livello ingegneristico raggiunto, valorizzato oggi anche da esposizioni che fanno parte di “Underneath the Arches”.

Si tratta di un programma di arte contemporanea – patrocinato da prestigiose istituzioni del territorio tra i quali il Museo Madre e l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Raggruppando esponenti di fama internazionale, presenta opere e installazioni site-specific in un contesto che è patrimonio archeologico, con il doppio obiettivo di valorizzazione la ricchezza storica e la produzione contemporanea. Una vera scoperta, balzata all’attenzione negli ultimi tempi e meritevole come d’altronde tutta Neapolis.

Fda

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Foto: Marta Visentin
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