Thomas Struth: Nature & Politics una sinfonia industriale

Thomas Struth: Nature & Politics una sinfonia industriale
Thomas Struth: Nature & Politics al Mast

Thomas Struth: Nature & Politics, è la mostra del fotografo tedesco Thomas Struth membro onorario della Royal Photographic Society e membro straniero onorario dell’American Academy of Arts and Letters. Essa indaga sul rapporto che scienza e tecnologia hanno sulla nostra vita.

È promossa dal Mast di Bologna dove si può visitare sino al 22 aprile 2019. La Fondazione Mast ha infatti come missione:quella di costruire ponti tra impresa e comunità, ed adotta una narrazione basata su tecnologia, arte e innovazione.

Thomas Struth: Nature & Politics  mostra fotografie a soggetto scientifico e tecnologico, spesso di grandi dimensioni, composte con minuziosa precisione. Il fotografo Thomas Struth, nato nel 1954 a Geldern, in Germania, ha studiato infatti inizialmente pittura con Gerhart Richter per poi studiare fotografia alla Kunstakademie Düsseldorf con Bernd e Hilla Becher.

Alcune foto in mostra, tutte di grandi dimensioni attirano l’occhio del visitatore per quel groviglio inestricabili di cavi, tubi, sbarre, giunzioni, coperture metalliche, rivestimenti plastici; sono infatti macchine, dispositivi, installazioni di una tecnologia all’avanguardia che narrano la nostra evoluzione tecnica e tecnologica.

Accanto a queste foto, ci sono foto della giungla o del mare, quasi a creare un dialogo con la forza primordiale creatrice della natura e quella prodotta dall’intelligenza umana che condiziona sempre di più la nostra vita.

Basti pensare a come la robotica in campo medico-diagnostico prenda sempre più spazi. Come in una foto dove un robot aleggia su un corpo di un paziente “inerme” per operarlo alla prostata.

Colpisce, nella maggior parte delle foto, l’assenza di uomini, anche se tutto ciò che è fotografato, riporta alla sua opera, alla sua volontà di creare, inventare, costruire. L’interesse di Thomas Struth è infatti nella creazione tecnologica dell’uomo. Inoltre, racconta Struth, la nostra quotidianità è pervasa da “invisibilità”. Da internet, alla nostra memoria, alle nostre paura.

È curioso vedere che l’artista non abbia voluto didascalie.

Preferisce infatti che lo spettatore resti attonito, cercando una sua propria via per entrare in relazione con le realtà fotografate, che sembrano universi insondabili.

L’attenzione alla scienza e alla tecnologia è nata per caso, racconta in conferenza stampa, durante un viaggio in Florida, quando ha la possibilità di vedere zone proibite di Cape Canaveral. Solo allora capisce che il programma scientifico è il risultato di un programma politico. E decide di catturare col suo obiettivo, la potenza e l’influenza esercitate dalle nuove tecnologie, talvolta in modo occulto, sulle nostre vite. E di narrare il tutto in Thomas Struth: Nature & Politics

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