Muore Andrea G. Pinketts, animo bohémien di Milano

Muore Andrea G. Pinketts, animo bohémien di Milano
Andrea G. Pinketts

E’ morto giovedì 20 dicembre 2018. Da tempo era malato di cancro, aveva 57 anni.
Nato e cresciuto a Milano, ha vissuto come pochi altri il ventre della città.

Pseudonimo di Andrea Giovanni Pinchetti, Pinketts è stato uno scrittore e giornalista della zona di Lorenteggio. Attaccato alla vita del quartiere cresce tra i bulli e i bar della zona, da piazza Tripoli al Giambellino, da Lorenteggio a Piazza Bolivar.
È autore di molti romanzi in bilico tra noir e grottesco, incentrati sulla figura di Lazzaro Santandrea, suo alter ego e protagonista di avventure nella Milano contemporanea.

Pinketts è stato pugile, fotomodello, e nella seconda parte della sua vita svolge il ruolo di opinionista in trasmissioni televisive. Nel 2011 e 2012 è inviato, al fianco di Daniele Bossari, nella quarta edizione del programma Mistero in onda su Italia 1.
Proprio l’amico Bossari scrive di lui:

”Ogni volta che registravo con te o che uscivamo al bar, tornavo a casa sempre allegro e arricchito. Ogni volta che ti provocavo con una domanda, aspettavo con trepidazione la battuta geniale che riuscivi a infilare in qualsiasi risposta. E ogni volta, puntualmente, scoppiavamo a ridere fino alle lacrime. Capivo che mi stavi facendo riflettere, mi insegnavi. La tua ironia, la tua mente geniale e il tuo grande cuore saranno per sempre nei miei ricordi più belli. Ciao Genio. Chissà se alla fine il bar c’è anche lì, come speravi tu…” 

Pinketts si rispecchiava quasi totalmente nel suo personaggio Lazzaro Santandrea. Come lui amava la birra Guinness e il sigaro Antico Toscano e, come nel romanzo Il vizio dell’agnello, anche Pinketts bazzicava dalle parti di Piazza Wagner a Milano e ad Alassio (Savona).
Assiduo frequentatore della vita notturna milanese, era molto amato in città. Lo storico locale Le Trottoir alla Darsena gli aveva perfino dedicato una stanza: la Sala Andrea G. Pinketts, uno stravagante ufficio dove lui stesso era solito rintanarsi; dove scriveva – tra sigaro e birra scura – i suoi romanzi e riceveva i suoi ammiratori.

Con lui se ne va un pezzo di quella Milano nascosta, ribelle e sregolata, assetata di Guinness e di cultura, distante dai grattacieli scintillanti che oggi ci fanno sentire così chic.

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