Il gioco del Suggeritore o di Donato Carrisi?

Il gioco del Suggeritore o di Donato Carrisi?
https://www.facebook.com/rebecca.cauda

I salti temporali sono strumenti accattivanti, affascinanti e spesso difficili da maneggiare. Quando si vuole raccontare una storia, quando la si vuole far vivere, si può decidere in piena autonomia di passare da un anno ad un altro, passato e presente e futuro che si intersecano tra di loro, nella speranza che chi si appassiona alla trama sia in grado di non perdersi in questi lassi temporali, ma che al contrario possa quasi tirare le fila di quello che è accaduto.

Nel caso di un romanzo thriller, questo fatto avviene con ancora maggiore frequenza, perché il lettore viene travolto dagli sviluppi, di pagina in pagina si accanisce nel tentare di comprendere le azioni che si svolgono, poco importa che ci siano dieci anni di mezzo, che passano da un capitolo all’altro.

Donato Carrisi è un vero maestro in questa tecnica e dunque per dare adito ad una nuova storia, esce in libreria il suo ultimo romanzo “Il gioco del suggeritore” che lo scrittore ha presentato ieri sera 6 dicembre, presso il Circolo dei Lettori di Torino.

Inizio alle 18, pubblico completamente coinvolto fino alle 19:30 senza che volasse un fiato, ad eccezione dei momenti in cui Carrisi decide di coinvolgere il suo pubblico in una discussione: si parte con un’immagine, che rappresenta il Sole nel pieno di una tempesta solare. Questo perché? Perché nel romanzo Carrisi propone uno sorta di disastro sociologico e tecnologico: una tempesta solare che si abbatte sulla nostra civiltà e fa svanire la tecnologia. Telefoni? Computer? Impianto elettrico? Impianto idrico? Tutto da buttare.

Che cosa ci mancherebbe di più? Proprio lui, il mostro che ci sta fagocitando ormai da anni e noi nemmeno ce ne rendiamo conto: Internet. Lui è il protagonista numero uno delle nostre giornate, rapidamente trasformatosi nel mercato globale e in quel veicolo importante delle nostre identità.

Carrisi parla anche di fake news chiedendo al pubblico: perché mai qualcuno dovrebbe scrivere (spesso in forma anonima) un testo falso, di pura invenzione, spacciandolo per una notizia vera? Andando a scartabellare le varie risposte possibili, la realtà è ben più cattiva di quello che ci possiamo immaginare: la risposta sta nel fatto che così facendo può esercitare un potere enorme sulle persone. Su tutti noi, che prima o poi siamo stati vittime di queste false notizie, soprattutto attraverso i social network (come Facebook e Twitter). Questo perché noi non possiamo evitare che la nostra vita finisca sui social, anche nel momento in cui decidiamo di non iscriverci a nessuno di questi.

Viviamo in un’epoca in cui il linciaggio materiale si è rapidamente trasformato in un linciaggio virtuale, che può uccidere e può fare male tanto quanto il suo antenato: quale territorio migliore dunque per un serial killer? Dieci anni fa Donato Carrisi scrisse appunto “Il suggeritore”, dove si narrava di questo serial killer subliminale: lui non ha contatti con le sue vittime, lui non ha nemmeno un reale movente, ma riesce ad agire tramite gli altri e ad entrare nelle menti delle sue vittime, rendendole dei cadaveri in rapida successione. Dopo dieci anni, il Suggeritore si è evoluto, ha scovato un territorio fertile in cui agire: Internet, un mondo senza regole, dove vige l’assoluta anarchia, dove la vita sembra più breve anche se in realtà la memoria è eterna, che ha reso noi più fragili.

Internet è diventato una pericolosa finestra sulla nostra vita, da cui tutti possono sbirciare e noi non lo sappiamo: non c’è salvezza nella rete, tutti siamo esposti, persino coloro che non vorrebbero esserci. Così il Suggeritore riesce facilmente a servirsi delle nostre emozioni, se noi per primi cadiamo nella sua rete.

Quanto siamo dunque vulnerabili al gioco del Suggeritore?

Rebecca Cauda

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook