6 romanzi da non perdere per un tour letterario a Torino

6 romanzi da non perdere per un tour letterario a Torino

Una storia, un racconto, un romanzo, un libro: uno strumento complesso, che va curato in ogni suo dettaglio, in tutti i suoi particolari, dal font scelto per cominciare a scriverlo fino all’ultima parola che segna la fine dell’avventura.

Perché ogni personaggio racconta una parte del tutto, come in uguale misura anche i singoli luoghi in cui prende vita il romanzo, hanno un’importanza da sottolineare: partendo dalla città in cui l’autore sviluppa la trama che rappresenta la base fisica entro i limiti della quale i nostri protagonisti si muoveranno.

Il capoluogo piemontese è stato ed è tuttora teatro di molti romanzi: difficile non immaginare gli svariati motivi, perché Torino è una fucina di avvenimenti passati e presenti, di idee e di cultura, di musica e di scrittori, ma anche di cucina e folklore, come di parchi estesi e monumenti storici. Quindi questa città può trasformarsi nel palcoscenico ideale in cui far recitare i personaggi di un romanzo, sia esso un giallo, una storia d’amore, le vicende di una famiglia che si sviluppano negli anni, come un susseguirsi di misteri e vicende storiche.

In questo tour letterario del capoluogo piemontese, si possono scegliere tra moltissimi titoli, alcuni più recenti, altri decisamente più datati, ma capaci di mantenere intatto il fascino di una città che indubbiamente ha attraversato moltissimi cambiamenti ed è riuscita comunque a rimanere salda nelle sue radici.

La capacità di sapere “rendere” un luogo attraverso la parola scritta è una delle più grandi qualità che uno scrittore possa avere, proprio perché così facendo si può rendere l’immagine di una via, di una piazza o di un appartamento attraverso una descrizione viva, che respira e che si può quasi toccare con mano.

1. Natalia Ginzburg “Lessico famigliare”

Un primo esempio lo si può riscontrare nel romanzo autobiografico di Natalia Ginzburg “Lessico famigliare”: la storia della famiglia Levi, raccontata con un tono ironico e affettuoso dall’autrice stessa, prendendo un arco temporale che va dagli anni ’30 agli anni ’50, andando a concentrarsi sulle abitudini e gli equilibri che si stabiliscono in un nucleo familiare, concentrandosi particolarmente sulla comunicazione tra i diversi membri. Sullo sfondo una Torino che odora di campagna, con il mercato dei bozzoli in corso Vittorio Emanuele fino al bar Platti, e quello del grano in piazza Bodoni, davanti al Conservatorio.

Lessico famigliare

2. Carlo Fruttero e Franco Lucentini “La donna della domenica

Un altro stupendo esemplare di libro ambientato nel capoluogo piemontese è rappresentato dal romanzo scritto a quattro mani da Carlo Fruttero e Franco Lucentini “La donna della domenica”, edito per Mondadori nel 1972: ritenuto ancora oggi il capostipite del giallo italiano, narra dell’indagine del commissario Santamaria sull’omicidio dell’architetto Garrone, che conduce una vita fatti di vizi ai margini della Torino bene. Una città dipinta quasi come malefica e metafisica, mette al centro della trama quei luoghi di una Torino misteriosa, che ancora oggi sono meta di turismo e piccoli tour organizzati dal comune stesso.

3. Elena Ferrante “I giorni dell’abbandono”

Facendo un salto temporale, arriviamo al romanzo di Elena Ferrante “I giorni dell’abbandono”, edito per Edizioni E/O nel 2002 (da cui è stato tratto anche un film, per la regia di Roberto Faenza nel 2005): non solo il libro, ma anche il film sono ambientati in una Torino più moderna, che fa da sfondo ad un matrimonio che si sfalda, in cui la nostra protagonista Olga (la moglie abbandonata) cammina trascinandosi sotto i portici di Piazza Castello, distrutta da un dolore dal quale non sembra vedere una luce, ma che la porterà a riscoprire se stessa attraverso l’aiuto di un musicista.

4. Paolo Giordano “La solitudine dei numeri primi”

Riflessivo, profondo, molto cupo è invece il romanzo di Paolo Giordano “La solitudine dei numeri primi”, edito per Mondadori nel 2008 (da cui è stato tratto un film che suscitò reazioni contrastanti, per la regia di Saverio Costanzo nel 2010, con il supporto della Torino Film Commission). Qui si concentra l’attenzione su alcuni luoghi che segnano la vita dei protagonisti Alice e Mattia, come il liceo Alfieri in corso Dante e corso D’Azeglio, il parco del Valentino e infine il Castello dei Conti di Biandrate a San Giorgio Canavese. Qui le location sono in qualche modo lo specchio anche delle vicissitudini personali di entrambi gli attori del libro, come anche delle loro emozioni, che si riflettono nei colori e nelle atmosfere descritte.

5. Margherita Oggero nel suo “La ragazza di fronte”

Facendo un piccolo balzo in avanti di qualche anno e cambiando completamente genere, una scrittrice che ha scelto Torino come palcoscenico per il suo lavoro letterario, è Margherita Oggero nel suo “La ragazza di fronte”, edito per Mondadori nel 2015: la storia ruota intorno a Michele, un bambino che con la sua famiglia si trasferisce a Torino arrivando dal Sud Italia, che mentre cerca di ambientarsi in una nuova realtà, trova conforto affacciandosi alla finestra e osservando la bambina del palazzo di fronte che si chiama Marta, la quale si rifugia sul balcone con il suo libro per leggere, come se volesse scappare da qualcosa. Siamo in una Torino dei giorni nostri, che conosce i Frecciarossa e fa rivivere le stazioni di Porta Nuova e Porta Susa, in una città frenetica dove i profumi degli anni precedenti sembrano essere spariti nell’etere, ma che si riempie di un rapporto vissuto nella distanza che esiste tra due balconi di due palazzi diversi.

6. Valeria Fioretta “Se tu lo vuoi”

In ultimo, il romanzo di Valeria Fioretta “Se tu lo vuoi”, ambientato in una Torino afosa e appiccicosa, che vede nascere e fiorire il rapporto d’amicizia tra una donna e una bambina, che riusciranno a trovare quei lati positivi del trascorrere il mese di agosto in città.

Perché Torino va bene in ogni stagione, in un angolo, in ogni via, in ogni piccolo negozio che la rappresenti: un tour letterario che vi può guidare nella lettura e nella (ri)scoperta di una città speciale.

Rebecca Cauda

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