In mostra a Napoli le esplorazioni dell’infinito di Escher

In mostra a Napoli le esplorazioni dell’infinito di Escher
Foto: MC Escher Store

Dal 1 novembre nel Palazzo delle arti di Napoli è aperta la mostra su Escher. Fino al 22 aprile 2019 si potranno visitare oltre 200 opere del visionario genio olandese e si potrà comprendere quanto profonda sia stata la sua influenza sui dischi, i fumetti, la pubblicità e il cinema prodotti dalle generazioni successive.

Escher, incisore e grafico, è noto per le sue costruzioni impossibili, le esplorazioni dell’infinito, i motivi a geometrie interconnesse che cambiano in forme differenti.

In mostra si trovano alcune delle opere più famose dell’artista come Giorno e notte del 1938, Relatività del 1953, Vincolo d’unione del 1956, affiancate da opere inedite legate al suo viaggio in Costiera Amalfitana nella primavera del 1923.

Escher arrivò in Italia nel 1922 con alcuni amici, visitò la Toscana e ne rimase affascinato tanto che giunto a San Gimignano alla vista delle diciassette torri, esclamò: “È un sogno che non può essere vero!”

Il viaggio in Italia lo segnò profondamente, non soltanto artisticamente ma anche nella vita personale. Venne folgorato dalla luce e dall’aspetto geografico della Costiera Amalfitana che impressionò l’immaginazione dell’artista abituato ai paesaggi lineari dell’Olanda. A Ravello conobbe Jetta Umiker, la ragazza svizzera che diventò sua moglie.

Per questo Mark Veldhuysen, presidente della fondazione Escher e curatore della mostra ha sottolineato come l’esposizione a Napoli sia un ritorno a casa di Escher che anche quando lasciò l’Italia restò legato ai paesaggi e alle atmosfere italiane. Proprio da Vietri sul Mare, Amalfi, Ravello, Positano nascono le opere Atrani, Costa di Amalfi, Case in rovina a Atrani.

La mostra è divisa in otto sezioni: Mauritis Cornelis Escher: gli esordi; Escher, l’Italia e la Campania; Tassellazione; Struttura dello spazio; Metamorfosi; Paradossi geometrici; Lavori su commissione; Eschermania.

All’interno di queste sezioni sono stati realizzati giochi e esperienze che consentono ai visitatori di entrare nel mondo di Escher da protagonisti, partecipando attivamente ai paradossi prospettici, geometrici e compositivi dell’artista e di esplorare mondi simultanei costruiti con elementi bidimensionali e tridimensionali uniti da leggi matematiche e geometriche.

Nella sua opera tutto è connesso: scienza, natura, rigore, capacità analitica e contemplativa in una sintesi armonica che anticipa correnti artistiche come il Surrealismo e l’Optical art di cui Escher viene considerato un vero antesignano.

Matematici, fisici e logici sono affascinati dal suo uso razionale dei poliedri, dalle distorsioni geometriche e dalle deformazioni operate dall’artista di concetti appartenenti alla scienza.

Ma Escher non si limita a fondere due mondi distantissimi come arte e matematica si spinge oltre, fino a progettare composizioni che, nonostante i limiti della fisica, si dilatano e evocano simultaneamente due mondi differenti.

Bruno Ernst, matematico e grande amico di Escher, descrive così il genio dell’artista: ”Vedere due mondi diversi nello stesso identico luogo e nello stesso tempo ci fa sentire come se fossimo in balia di un incantesimo. Non è proprio possibile: dove c’è un corpo non può essercene un altro. Dobbiamo allora inventare un nuovo termine per questa condizione di impossibilita’ o parafrasarla: ciò che assume lo stesso posto nello stesso momento. Solo un artista ci può dare questa illusione e suscitare in noi una sensazione eccezionale, un’esperienza dei sensi del tutto inedita.”

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