Quella sottile nostalgia degli anni 60

Quella sottile nostalgia degli anni 60
foto: Panorama

Benedetta follia di Carlo Verdone in programmazione su Sky in questi giorni ha scelto come colonna sonora ”E la chiamano estate” di Bruno Martino. Intimissimi lancia la nuova campagna pubblicitaria sulle note di “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli; lo spot della Lancia Nuova Gamma Ypsilon è stato realizzato sulle note di “ Ciao Ciao bambina” e la nuova serie Sky “The place” ha scelto la canzone di Fausto Leali “A chi”.

Un vero e proprio revival, un richiamo forte agli anni 60 che hanno rappresentato il boom economico, l’Italia ricca e famosa per la musica, il cinema, le nuove abitudini di vita, la sperimentazione di nuovi modelli sociali. In quegli anni si affermava l’abitudine di andare in vacanza, ogni famiglia possedeva un’automobile, nelle case entrava la TV.

L’Italia era terreno fertile per accogliere nuove idee, si avvertiva un grande fermento culturale che produceva idee.

La scienza faceva progressi rivoluzionari e si trasformava da teoria della conoscenza a sapere per l’azione. L’uso dell’elettricità nucleare, il petrolio come fonte primaria di energia, l’innovazione dei calcolatori che diventano sempre più piccoli, la crescita dell’informatica, il perfezionamento delle reti telefoniche e televisive cambiavano rapidamente la vita degli italiani rendendola più facile e comoda.

Gli anni che stiamo vivendo ci costringono a un’incertezza economica che è ormai dilagata in un’incertezza di prospettive.

Non ci sono modelli a cui ispirarsi, i valori di riferimento del passato sono tramontati lasciando il posto a modelli fluidi e contraddittori.

Il concetto di famiglia si è allargato fino a perdere i contorni così come l’idea di Patria, nozione desueta e ormai priva di valore.

Il dominio incontrastato dei mezzi di comunicazione ci ha reso paradossalmente sempre più isolati, circondati da contatti virtuali che hanno sostituito i rapporti sociali fondati sulla conoscenza reale delle persone.

In questo scenario destabilizzante non è un caso che si diffonda la nostalgia di un periodo di spensieratezza e solidità.

Dalle note delle canzoni anni 60 che accompagnano i film e le pubblicità di questi giorni filtra una grande nostalgia di quella certezza economica che era sicurezza e di un progresso sociale che spingeva l’Italia in avanti, verso un futuro radioso e di felicità.

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