Antichi Organi del Canavese per la tradizione organistica

Antichi Organi del Canavese per la tradizione organistica

Nonostante sia molto antico, è stato inventato nel 275 a.C. circa a Alessandria d’Egitto e abbia attraverso secoli, popoli e culture, l’organo è sempre moderno per le sue ricche potenzialità sonore capaci di fondersi con timbri musicali di vario genere. Uno strumento totale, facilmente paragonabile ad un’orchestra sinfonica. Per la sua potenza timbrica, segno di solennità e dignità e il suo ruolo decorativo, è stato scelto a partire dal XIII secolo dalla chiesa quale strumento musicale per eccellenza. Tuttavia, già sul finire del secolo scorso, è stato un po’ abbandonato.

Per ridargli la centralità che merita Adriano Giacometto, organologo, e Roberto Ricco, tecnico del suono, hanno dato vita a Antichi Organi del Canavese. É questo un progetto storico, filologico, culturale e musicale che comprende lo studio, la puntuale ricostruzione delle vicende costruttive prima e funzionali poi, il restauro, la divulgazione e  valorizzazione del patrimonio relativo agli organi a canne, nonché l’incisione discografica.

Tra i restauri più importanti ricordiamo quello dell’organo a due tastiere costruito da Andrea Luigi Serassi a Tavagnasco. Sono invece ancora in corso quello del grande organo del 1794 della cattedrale di Guastalla e del monumentale Serassi della parrocchiale di Strambino.

La precisa raccolta documentaria di Antichi Organi del Canavese è confluita nella  pubblicazione di 45 volumi  dedicati a organi storici, restaurati e non. L’incisione discografica è l’ultima tappa di questo percorso ed avviene solo in presenza della triade migliore: organo, musica, musicista. La omonima collana discografica comprende ad oggi il catalogo più ampio di musica, classica e non, suonata su organi antichi appena restaurati. Ogni cd contiene anche un libretto informativo sulla struttura dell’organo, la sua storia, la biografia del musicista.

Il primo disco è del 1996. Giacometto e Ricco, su proposta della Pro Loco di Montanaro, lo hanno inciso con la musica suonata sull’organo di Montanaro, appena restaurato. Negli anni,  il duo  ha inciso musiche di organi  di chiese site in aree del Piemonte diverse dal canavese, in tutto il Nord Italia e in Liguria.

Ricordiamo che il 26 dicembre 2018, nel comune torinese di Montanaro, si terrà il tradizionale concerto di Santo Stefano dal titolo Holidays for Organ. Come sempre sarà un’occasione unica per ascoltare musica leggera in chiesa, da un organo dell’Ottocento.

Per informazioni al pubblico: Roberto Ricco 335 5454623, [email protected]

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