Passaggio per il Beigua. La rotta dei migratori

Passaggio per il Beigua. La rotta dei migratori
foto di Gabriella Motta – biologa, guida ambientale escursionistica

Sono passati sei mesi dall’arrivo in primavera, ma la rotta di rientro è ben chiara per i rapaci, per le tante specie di passeri e altri uccelli che terminata la nidificazione tornano a passare l’inverno oltre il Sahara. Col bel tempo volano alti seguendo la costa, si fermano per riposare e per nutrirsi, in autunno è anche pieno di bacche sui cespugli mediterranei che forniscono l’energia per il volo almeno per chi non è un predatore.

Beigua
foto di Gabriella Motta – biologa, guida ambientale escursionistica

Se i piccoli uccelli hanno le tappe e il percorso migratorio scritto nel DNA e non han bisogno di fare scuola, gru, oche, rapaci hanno una guida, gli adulti insegnano ai giovani dove andare e chi ha buon orecchio e si mette in osservazione e ascolto durante la migrazione nei luoghi di passaggio, può addirittura sentire i richiami e vedere le inconfondibili sagome di oche e gru in formazione a V, o le termiche usate dai rapaci per guadagnare quota passando sopra le montagne, sfruttando le correnti di aria calda per arrivare in alto e poi giù in scivolata verso sud; una volta giunti sugli stretti si concentrano e poi a gruppi proseguono il viaggio oltre il mare, oltre il deserto. Le rondini si radunano sui fili e a un certo punto, il segnale genetico di andare oltre il Mediterraneo, oltre le dune sabbiose pronte a tornare quando la primavera sarà alle porte.

In Liguria il parco del Beigua, a due passi da Genova, è uno dei luoghi simbolo per osservare la migrazione del Biancone, la cosiddetta “aquila dei serpenti”, la cui dieta è tutta a base di colubri e talvolta anche di vipere. Ha allevato un solo piccolo, che ha impiegato oltre tre mesi per crescere in un nido nascosto su un pino o su una quercia; per studiare in dettaglio il viaggio, su alcuni giovani sono state posizionate delle radio trasmittenti che registrano il percorso: Egidio nato in Puglia, ha risalito tutta l’Italia, passato in Francia, poi in Spagna fino a Gibilterra dove il tratto di mare da attraversare è più breve e a tappe di 150 km al giorno è arrivato fino in Namibia.

Beigua
foto di Gabriella Motta – biologa, guida ambientale escursionistica

Le rondini, che a differenza dei veleggiatori, fanno volo battuto, partite dalla Lituania arrivano fino in sud Africa e in primavera tornano indietro esattamente nello stesso nido ove sono nate, superando barriere come i deserti, come il Mediterraneo, molte muoiono, ecco perché nascono tanti piccoli, ma c’è chi fa avanti e indietro per più stagioni in modo tale da poter garantire il successo e la continuità di generazione in generazione.

All’osservatorio ornitologico sul Beigua, dove si arriva percorrendo sentieri ben tracciati e corredati di pannelli informativi, si ottengono informazioni e supporto per chi già abbia interesse o voglia scoprire l’affascinante mondo delle migrazioni e stando col naso all’insù, guidati dalle spiegazioni di un’ornitologa esperta come Gabriella Motta, imparare con l’ausilio del binocolo a riconoscere le specie che dal sentiero escursionistico si osservano in volo lungo i versanti panoramici sul mare.

FdA

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