Giocando su effetti prospettici, l’artista Chris Engman ci porta oltre la realtà

Giocando su effetti prospettici, l’artista Chris Engman ci porta oltre la realtà
Landscape for Quentin, 2017. (© Chris Engman/courtesy of Luis De Jesus Los Angeles)

Hai mai sognato di entrare in una foto e di essere in grado di camminare nello scenario o nel paesaggio rappresentato? L’artista americano Chris Engman ha reso possibile questa fantasia creando un’installazione trompe-l’oeil che, a prima vista, sembra piatta, come un’immagine, ma che, in realtà, è un ambiente in cui il
visitatore può camminare. Tra installazione e foto, questo artista ti invita letteralmente a “entrare in un’immagine”.

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Containment, 2018, Chris Engman, dans le cadre de la biennale FotoFocus, pour l’exposition “Chris Engman: Prospect and Refuge” à la galerie d’art Alice F. & Harris K. Weston. (© Tony Walsh)

Questo artista di solito traspone atmosfere di paesaggi naturali come grotte, deserti, foreste, mari o cascate in ambienti interni rettangolari. Ciò che all’occhio sembra non avere profondità, nessun rilievo, in realtà è un scenario tridimensionale, interamente riprodotto dalle foto. Anzi, Engman spesso colloca le sue installazioni in interni con aperture, porte o finestre, per dare corpo all’idea di “entrare” nel lavoro, e così confondere la percezione e disorientare il visitatore.

“Credo che la fotografia tragga il suo potere proprio dal fatto di non poter essere afferrata, anche se ne avessimo voglia”, dice l’artista. “Quando faccio delle fotografie, cerco di riviverle, anche di ‘sfruttarle’.”

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Containment, 2015. (© Chris Engman/courtesy of Luis De Jesus Los Angeles)

E’ come se la fotografia non fosse abbastanza per lui: la usa come strumento per ricostruire il paesaggio che rappresenta e rendere così materiale, fisica, la memoria di quel luogo.

Chris Engman ha progettato la sua ultima installazione, chiamata Containment 2018 proprio in modo che il visitatore vi possa camminare all’interno – anche se si capisce un po’ di esitazione di fronte a questa perfetta illusione, nel timore di sbattervi la faccia. Composta da oltre 300 stampe incollate su falsi muri, pavimento e soffitto, questa opera fotografica rappresenta un torrente d’acqua nel mezzo di una foresta verdeggiante.

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Prospect, 2016. (© Chris Engman/courtesy of Luis De Jesus Los Angeles)

“Se lo confrontiamo con una fotografia incorniciata, l’esperienza di questa installazione per lo spettatore è molto più fisica e coinvolgente, immersiva. La struttura è una stanza, non la foto di una stanza. La foto è un oggetto tridimensionale, oltre ad essere un’illusione, e ha peso e volume, e cambia man mano che ti muovi. Creare questa installazione è stato qualcosa di molto eccitante, e questo nuovo modo di lavorare mi ha aperto nuove possibilità.”

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Landscape for Quentin, 2017. (© Chris Engman/courtesy of Luis De Jesus Los Angeles)

I lucernari dal soffitto illuminano il paesaggio allo stesso modo in cui i raggi del sole si farebbero strada attraverso i rami degli alberi. In fondo, un’apertura per permettere al visitatore di uscire, creando l’impressione di camminata infinita. Basta chiudere gli occhi quando si arriva alla fine e continuare ad immaginare lo scenario che abbiamo appena lasciato per continuare l’esperienza.

Questo lavoro fa parte della Biennale FotoFocus che si svolge a Cincinnati ed è accompagnato da diverse fotografie dell’artista esposte presso la galleria d’arte Alice F. & Harris K. Weston fino al 18 novembre 2018.

FdA

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