A San Sepolcro con Valentino Mercati. Il futuro ha profonde radici nel passato Aboca

A San Sepolcro con Valentino Mercati. Il futuro ha profonde radici nel passato Aboca
Piero della Francesca, Resurrezione. Sansepolcro

Sansepolcro è una città immersa in un’atmosfera particolare. Sarà la posizione singolare, situata com’è al confine tra Toscana, Umbria, Marche ed Emilia, sarà l’influenza di Piero della Francesca pittore e matematico o di Luca Pacioli che vedeva nei numeri l’essenza, certo è che la città, nominata tale con decreto papale il 17 settembre del 1520, è molto armoniosa ed elegante: le strade larghe, l’architettura sobria e maestosa, l’urbanistica rigorosa.

Qui è conservato il dipinto “più bello del mondo” a detta di Aldous Haxley, dipinto che a quanto pare salvò la città dalle devastazioni dell’ultima guerra “La Resurrezione” di Piero della Francesca.

Se oggi possiamo goderne la bellezza all’interno di questa cornice straordinaria lo dobbiamo infatti al mix di cultura, coraggio e amore per l’arte di cui diede prova Anthony Clarke, il comandante inglese a cui fu ordinato di distruggere Sansepolcro. Si rifiutò e ordinò di fermare i bombardamenti per paura che venisse colpito un simile capolavoro che, cosa rarissima, si trova nello stesso luogo per cui lo concepì l’autore a simbolo stesso della Città, il Palazzo dei Conservatori, attuale Museo Civico.

Raffinatissimo personaggio, pittore, maestro d’abaco, geometra euclideo, studioso di Archimede e genio della prospettiva rinascimentale, autore del “De Prospectiva pingendi” trattato che rivoluzionò per sempre il mondo,e non solo quello della pittura Piero della Francesca era senz’altro una figura poliedrica, ed anche raffinato matematico, come Luca Pacioli il frate francescano dalla personalità luminosissima, autore di trattati che hanno aperto l’era della matematica moderna e inventore della partita doppia, conosciuta poi da allora come “veneziana” dato che il frate la importò a Venezia dive visse a lungo. A lui si deve un altro “capolavoro”, il “De divina proporzione” le cui tavole furono disegnate con i “vacui e i pieni” da Leonardo suo amico e sodale.

Un avvincente video prodotto da Aboca, voce narrante e pensante Piergiorgio Odifreddi, a sua volta straordinario personaggio, ci racconta in maniera semplice e coinvolgente quel incredibile momento. Le questioni attinenti al rapporto aureo sono i contenuti del libro che anticipa nel testo i contenuti che si estendono poi a questioni cosmologiche e matematiche connesse ai solidi platonici e ad altre tipologie di poliedri; si parla architettura saltando da Vitruvio a Leon Battista Alberti, si trattano questioni relative all’operato del concittadino Piero della Francesca. Pacioli con Leonardo fu alla corte del Moro a Milano e ancora insieme a Mantova. Lo stesso dichiara che per scienza matematica si deve intendere la somma di aritmetica, geometria, astrologia, musica, prospettiva, architettura e cosmografia. Una mente straordinaria che arriva a stilare trattati che ordinano i saperi da Euclide in poi, alla base della nostra cultura.

Un ’emozione avere tra le mani la raffinatissima riproduzione del “De divina proporzione” la cui realizzazione si deve ad un loro concittadino, Valentino Mercati, l’ideatore di Aboca, centro di ricerca sulle erbe e le relative proprietà, assunto a livello mondiale per il recupero fondamentale del rapporto tra uomo e la natura.

Il Cavalier Mercati tenace assertore dell’assioma che il futuro ha profonde radici nel passato, è fortemente attratto dal loro studio, e per questo da anni nel suo centro studi vengono tradotti e sviscerati gli antichi tomi che conservano al loro interno quei saperi che attualizzati sono parte fondamentale della produzione di Aboca. Con amore, umiltà e grande passione tiene in mano ha il testimone a lui teso dalle fulgide personalità del passato.

Tra le sue creature anche il Museo. È una grande fortuna visitarlo e altrettanto è accedere allo stabilimento, immerso com’è nel verde, che pur essendo il centro della produzione è molto accogliente e in linea con i dettami che si diede Sansepolcro.

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