Bassano Romano: quante storie a palazzo e nel monastero

Bassano Romano: quante storie a palazzo e nel monastero

L’Alto Lazio cela segreti, storie e scoperte nascoste nei borghi che caratterizzano il territorio viterbese solcato dalla via Cassia: andare alla scoperta dei centri abitati arroccati su speroni tufacei riserva sempre grandi sorprese e speranze che sempre più persone scoprano il valore inestimabile conservato nei palazzi dei centri storici. Bassano Romano ne è un ottimo esempio.

Le origini di Bassano Romano risalgono all’anno 1000, quando i primi agglomerati urbani si insediano in un territorio ricco di risorse naturali. Nel 1482 Papa Sisto IV assegna agli Anguillara, famiglia patrizia romana, il “Foedus Bassani”; la crescita di Bassano dal punto di vista demografico, culturale e artistico subisce però un’accelerazione solo a partire dal 1595, anno in cui, attraverso una concessione di papa Clemente VIII, viene ceduto alla famiglia Giustiniani, mercanti genovesi.

Il palazzo Giustiniani Odescalchi e il panoramico Monastero di San Vincenzo sono due delle tante architetture che caratterizzano questo borgo tufaceo.

Nel palazzo il sabato mattina, anche grazie al volontariato, vengono illustrate al pubblico i momenti di storia, i personaggi di cui i pregevoli affreschi – mai restaurati e in alcuni tratti già a rischio – che da secoli colorano le volte delle sale. Spaziando nel Rinascimento con i suoi artisti, vengono raccontati la vita, gesta, ed eventi passati, suscitando curiosità e scoperta nel visitatore.

Giovanni, giovane guida a palazzo, conduce, con maestria di racconti la visita delle varie stanze e simpaticamente rende idea di come trascorressero le giornate nelle stagioni di permanenza, i nobili che si avvicendarono nei secoli.

Uno splendido giardino e un piccolo teatro, un vero gioiello risalente all’epoca di Shakespeare, si aggiungono a tali bellezze e a breve i 96 posti fedelmente ricostruiti nello stile dell’epoca potranno ospitare nuovamente il pubblico con un cartellone tutto da scoprire.

Il piccolo teatro, perla nascosta del palazzo, voluto dalla famiglia Giustiniani, è un unicum nel suo genere e una volta terminati i restauri potrà raccontare la sua storia.

A breve distanza dal centro di Bassano, il Monastero di San Vincenzo la cui facciata guarda il Monte Soratte a distanza, spaziando panoramicamente sulle campagne e colline, conserva un’altra perla viaggiatrice, in quanto è di continuo in mostra in giro per il mondo: si tratta del Cristo portacroce, una recente scoperta fatta da una tesista che stava studiando alcune sculture, e ebbene sì, Michelangelo e la sua scuola sono gli autori di un altro capolavoro firmato Italia.

Raggiungere Bassano da Roma e da Viterbo è facile, basta seguire l’antica via Cassia e tra noccioleti, vigneti e boschi di querce si arriva in questo piccolo ma affascinante borgo.

FdA

Bassano Romano
Il Cristo portacroce di Michelangelo – foto: Marta Visentin
Bassano Romano
Sala di palazzo Giustiniani Odescalchi a Bassano Romano – foto Marta Visentin

 

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