EXISTENCE IS RESISTANCE. È l’arte che resta

EXISTENCE IS RESISTANCE. È l’arte che resta
Karl Stengel

“Mi sono smarrita nel cielo profondo tra le sovrapposizioni dei progetti, non ho nemmeno tempo per riordinare le mie idee verso il quotidiano”.

A dire il vero non si direbbe proprio. Il progetto della mostra – ideato e realizzato da Beth Veermer, architetto a tutto tondo, in collaborazione con Adelmo Taddei, Conservatore del Museo S.Agostino – è un dialogo tra le opere dei grandi pittori operanti a Genova nel momento d’oro della Città e un artista del Novecento.

È una mostra di pittura pittura che si pone come scopo il ruolo primario di questa tecnica mai cosi aggredita come oggi da altri media, per citarne alcuni la fotografia, il video, l’installazione, il multimediale. Lo splendido Museo di Sant’Agostino, eccelso anfitrione di questo incontro, accoglie una personale di un artista del Novecento: il versatile Karl Stengel, artista di origini ungheresi scomparso nel 2017, ci invita a partecipare al particolare al suo dialogo, a suon di colori, tra i protagonisti storici del Cinque e del Seicento genovese: Valerio Castello, Gregorio De Ferrari, Domenico Fiasella, Luca Cambiaso, Domenico Piola, Pierre Puget, Giovanni Pisano, Francesco Maria Schiaffino, Filippo Parodi, e sono solo alcuni degli illustri nomi.

Finalmente i riflettori si puntano sul rapporto tra arte e committenza, un tema che mi sta molto a cuore come sa ormai chi ha la cortesia di seguirmi. La Chiesa, insieme alla nobiltà, è senz’altro il committente più importante ed ha imposto per secoli e continua ai nostri giorni ad imporre la propria tematica. Ma chi è questo personaggio che si mette in gioco tra tanti illustri nomi?

Karl Stengel fu prima di tutto una delle tante vittime delle immani tragedie che afflissero l’umanità il secolo scorso: dal ‘40 al ‘45 fu deportato in un lager russo, quindi subì la rivolta di Budapest nel 1956 , ma era un artista, non smise mai di seguire la propria passione anzi ne fece anzi ragione di vita. Sopravvissuto al conflitto si rinchiuse nel proprio guscio dove, ritornando alle origini scrisse “lo spartito” che vediamo ora, dove mano, mente e spirito sono tutt’uno .

La cospicua eredità che lasciò grazie al suo febbrile lavorare è stata la ricca fonte dell’arduo compito quello dell’architetto Veermer che innamorata del segno, ha selezionato tra più di mille disegni, la sua “compagnia perenne” come amava dire l’artista, quelli piu adatti ell’esposizione.Stupefacente l’infinità di supporti e di mezzi espressivi ideati dal pittore, pagine di bloc-notes, quaderni, libri antichi, spartiti, mezzo pastelli, gessi, matite, biro e pennelli a colori. Il disegno questa l’espressione senz’altro più cnsona alle sue corde. Immediata la,trasposizione delle sue esperienze e percezioni, dei momenti più vividi di qualsiasi circostanza, tra cui brani di musica ascoltati oppure impressioni fugaci di letture.

Il Museo nella sua ricchezza e magnificenza, tra sculture pitture e disegni, il sapiente allestimento di cui godono le opere storiche all’interno di un’architettura rigorosa, è il contenitore ideale.

La narrazione creata dalle opere in permanenza, emozionante l’impatto delle sculture del Medio Evo, spazia dalla mitologia greco romana alle virtù dei Santi ed episodi di vita e morte di Gesù. Al secondo piano del Museo s’inseriscono, con ritmo cromatico scandito, i dipinti di Karl Stengel, prevalentemente realizzati negli Anni Novanta. La trama del progetto diventa sempre più chiara: la spiritualità in Stengel che fuoriesce dalla matrice narrativa prima del Rinascimento, poi del Barocco, al fine di avvicinarsi ad un arte che veicola contenuti spirituali, che lo porterà progressivamente a prescindere dalla figurazione.

Il progetto ideato e realizzato da Beth Vermeer, già nel titolo, “Design of the Universe”, ci parla della convivenza tra le arti di ieri e di oggi, tra sculture e i dipinti storici di vari periodi, e le opere di Karl Stengel facendo riferimento soprattutto alla missione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e al suo leitmotiv “dove il passato incontra il futuro” e in particolare alle Giornate Europee del Patrimonio 2018 del 22 e 23 settembre che esorta vivamente a condividere il fil rouge dell’arte fino ad oggi.

La manifestazione s’inaugura mercoledì 19 settembre alle ore 17.00 con l’introduzione di Adelmo Taddei, Conservatore del Museo di Sant’Agostino e con una presentazione di vita e opera di Karl Stengel da parte della Veermer stessa.

La visita guidata alle opere viene accompagnata da una live performance itinerante “in silenzio” della giovane artista genovese Cri Eco. La coesistenza sinestetica tra l’immaginario del Cinque e Seicento con quello dell’arte postbellica del Novecento, è sottolineata dalle tracce sonore del compositore slovacco Juraj Kojs che fanno da contrappunto agli abbinamenti sentiti dall’ideatrice stessa. La mostra dopo l’inaugurazione manterrà una notevole vivacità perché nel quadro delle Giornate Europee del Patrimonio 2018 sono previste ulteriori iniziative legate ad aspetti interdisciplinari dell’opera di Stengel che frequentò numerosi scrittori, poeti, filosofi e musicisti che hanno senza dubbio stimolato la sua creatività, oppure con le sue parole, le illustrazioni dell’effetto che la musica e la letteratura avevano su di lui. Tra i tanti momenti segnaliamo:

  • Giovedì 20 settembre si svolgerà un incontro dedicato a Stengel, “l’artista migrante e il suo rapporto con l’altro”, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Il Gatto Certosino”, Rosa Elisa Giangoia insieme a scrittori e poeti di altre etnie residenti a Genova. Seguirà una “Stengel-Experience” contemporanea , con tracce musicali di Jurai Kois e ancora Stengel e la poesia e la letteratura.

Bisogna ricordare che Karl Stengel ha coltivato un legame indissolubile con la letteratura e con la poesia, soprattutto con Ivan Goll, Antonio Tabucchi, Giuseppe Ungaretti, a Beckett, Jorge Borges, Charles Bukowsky.

Il fitto programma è scandito da una serie di appuntamenti fino alla chiusura della mostra il 26 novembre.

Il progetto complessivo concepito da Beth Vermeer, Design of the Universe, e curato insieme ad Adelmo Taddei, Conservatore del Museo di Sant’Agostino, si svolge in concomitanza con le Giornate Europee del Patrimonio 2018, con il Patrocinio della Regione Liguria e del Consolato degli Stati Uniti d’America a Genova.

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“Design of Universe”

Beth Veermer

KARL STENGEL E LA COLLEZIONE DEL MUSEO DI SANT’AGOSTINO, GENOVA

Collabora alla mostra Collezione Stengel, Firenze, con il prestito di alcuni dipinti e disegni.

Partner del territorio ligure: Associazione Culturale “Il Gatto Certosino”, Osservatorio Astronomico di Genova; Università Popolare di Sestri; Centro Documentazione Logos.

Su territorio nazionale: Calliope Bureau, Pubbliche Relazioni. Laverna.net, comunicazione online e produzione video d’arte. Mediapartner: Aurora International Journal.

In occasione della mostra verrà realizzato un catalogo con le fotografie delle opere allestite site specific al Museo, alcuni testi critici di Adelmo Taddei, Beth Vermeer ed altri, e con un apparato biografico e bibliografico dell’artista. Il catalogo conterrà anche un CD con le composizioni appositamente realizzate di Juraj Kojs.

Giovedì 22 novembre Kojs offrirà un suo contributo artistico alla manifestazione del Thanksgiving Day organizzato dal Consolato degli Stati Uniti d’America mentre venerdì 23 novembre si esibirà in una performance-spettacolo multimediale in occasione del Finissage della mostra, al Museo di Sant’Agostino.

Existence is Resistance©Beth Vermeer, 2018

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