L’apertura serale delle Terme di Caracalla: “Sogno di una notte di fine estate”

L’apertura serale delle Terme di Caracalla: “Sogno di una notte di fine estate”
foto: ANSA

Lo sguardo non riesce a abbracciarle, tanto estesa è la superficie che occupano queste maestose vestigia e l’emozione è forte quando la luce dorata del sole che tramonta illumina come un faro questo enorme, straordinario complesso termale che racconta la magnificenza di Roma.

Per una manciata di giorni, dal 21 agosto al 2 settembre, ogni martedì e venerdì le Terme di Caracalla si potranno visitare anche di sera, dalle 19,30 alle 21.

Terme di Caracalla, un po’ di storia

Costruite tra il 212 e il 218 d.C., vennero superate in dimensioni soltanto dalle Terme di Diocleziano, ultimate nel 306 d.C..

Le terme volute dall’imperatore Caracalla con le loro imponenti mura alte oltre 37 metri erano il più grande centro di divertimento della vita romana.

I cittadini di tutte le classi sociali vi trascorrevano il tempo libero e persino gli imperatori erano soliti recarsi in quelle terme pubbliche confondendosi tra la folla.

Simbolo dell’opulenza e dello splendore di Roma erano rivestite di marmi pregiati colorati, ornate da gigantesche colonne di marmo, decorate da mosaici di pasta vitrea, stucchi e statue. La mastodontica struttura comprendeva il frigidarium, il tepidarium e il calidarium. Questi ambienti erano circondati dalle sale per gli olii e le sabbie e da grandi spazi all’aperto per fare esercizi. Completavano il complesso le scuole per i ginnasti, le palestre, le esedre, uno stadio, due biblioteche e amplissimi spazi sotterranei di servizio, uno dei quali venne adibito a Mitreo, il più importante di Roma, voluto dai Severi, dediti al culto di Mitra.

Questo luogo sacro oggi si disvela al visitatore che può osservare la grande aula lunga oltre venticinque metri e larga quindici al centro della quale si apre una buca profonda oltre due metri e mezzo, ora illuminata dal basso e recintata da una balaustra di ghisa.

È la “fossa sanguinis”, l’unica ancora conservata, nella quale veniva trascinato il toro per essere sacrificato. Il sangue dell’animale colava nella buca e veniva usato per battezzare il nuovo iniziato al culto di Mitra.

Religione, cultura, sport e divertimenti venivano praticati in questo luogo che non ha mai cessato di essere parte della vita della città.

Dopo la chiusura, avvenuta nel 537 d.C. quando l’esercito dei Goti distrusse parte dell’acquedotto Antoniano che le alimentava, le Terme divennero orti e vigneti coltivati dalle ville limitrofe.

Successivamente vennero trasformate in un’immensa cava dalla quale si estraevano materiali di pregio da riutilizzare nella costruzione di nuovi edifici. Il Duomo di Pisa e la chiesa di Santa Maria in Trastevere vennero edificati con materiale estratto dalle Terme di Caracalla.

Nel ‘500 nel complesso monumentale vennero avviati scavi che portarono alla luce opere significative tra le quali le due vasche di granito che oggi ornano Piazza Farnese e il mosaico con atleti conservato nei Musei Vaticani.

Il passato glorioso di Roma vive ancora ai giorni nostri

Dal 1937 le Terme di Caracalla sono state adibite a suggestivo teatro per le rappresentazioni della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma.

Memorabile il concerto la sera del 7 luglio 1990 dei tre tenori José Carreras, Placido Domingo e Luciano Pavarotti, diretti dal maestro Zubin Mehta che diedero vita a un evento planetario seguito in mondovisione da oltre 800 milioni di spettatori, oltre ai 6000 presenti, sullo straordinario sfondo di queste Terme.

Come molti monumenti di Roma questo luogo è passato attraverso una trasformazione incessante che lo ha mantenuto vivo e presente nella vita dei romani.

Assumendo nuovi volti e nuove voci continua nel tempo il suo dialogo con la città e i suoi visitatori che ora possono ammirarlo alla luce del tramonto.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook