Dalla Liguria a Pelagos, il Santuario dei Cetacei

Dalla Liguria a Pelagos, il Santuario dei Cetacei

Pelagos, un nome che rimanda alla Grecia antica: così è definito il Santuario dei Cetacei, un’area marina di 87.500 km² che nasce da un accordo tra l’Italia, il Principato di Monaco e la Francia, per la protezione dei mammiferi marini che vi vivono.

Si tratta di un’area gestita da tre Paesi in un territorio costiero e di alto mare che si estende dalla Liguria alla Corsica. E un “ecosistema di grandi dimensioni” che presenta un notevole interesse scientifico, socio-economico, culturale ed educativo.

Da 21 anni, per sensibilizzare il pubblico sull’importanza di proteggere le specie che abitano il mare nostrum, escursioni naturalistiche in barca con a bordo biologi esperti, che forniscono importanti informazioni didattico scientifiche, permettono di avvistare le specie di cetacei, tartarughe marine, uccelli pelagici e pesci che vivono nelle acque del Mediterraneo settentrionale, contribuendo alla raccolta di dati scientifici utili per meglio conoscere e proteggere le varie specie.
Balenottera comune, capodoglio, globicefalo, grampo, zifio, delfino comune, stenella striata e tursiope queste sono le otto specie di cetacei osservabili uscendo in barca dal porto di Genova o da altri punti di imbarco lungo la costa ligure.

L’emozione che si prova in occasione di un avvistamento è incredibile, vedere direttamente in natura, e non dietro il vetro di un acquario, gruppi di stenelle striate che si avvicinano per giocare e fare a gara di velocità con le onde provocate dalle barche, piccoli di tursiope che nuotano in sincronia vicini alla loro mamma, tartarughe marine che si lasciano osservare e fotografare; di tanto in tanto si riescono ad osservare anche le specie più difficili da avvistare perché più rare, come le balenottere o i capodogli ma anche zifi grampi e globicefali.
Intorno le berte maggiori, che come gli albatros veleggiano sulle acque e si lasciano portare dal vento, altre specie di uccelli, pesci e paesaggi che unendosi al blu del mare fanno da corredo a giornate indimenticabili, immortalate in migliaia di fotografie e indelebili ricordi.

Il Mar Mediterraneo, con una superficie di circa 2.500.000 km2 occupa circa l’1 per cento della superficie liquida della Terra e risulta essere, per la sua ricchezza di biodiversità, tra i più importanti ecosistemi al mondo. Il ricambio idrico del bacino attraverso lo stretto di Gibilterra, largo appena 13 km e profondo circa 300m, è estremamente lento: le acque superficiali sono ricambiate ogni 80-90 anni mentre si stima che l’intero volume venga rinnovato in un arco di tempo di circa 7.500 anni. L’ambiente naturale mediterraneo è caratterizzato da una grande diversità biologica, purtroppo minacciata dalla eccessiva antropizzazione delle coste.

FdA

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